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Inceneritore di Parma, scontro in Regione. M5s: "Basta chiacchiere, dica no a Iren"

Il consigliere Bertani attacca la Giunta sull'impianto di Ugozzolo. Gazzolo sollecita attivazione di un tavolo di confronto

Iren, come ormai è noto da giorni, avrebbe intenzione di aumentare la quantità massima di rifiuti da incenerire nell’impianto di Ugozzolo, a Parma, passando da 130mila tonnellate all’anno alla soglia massima di 190mila (grazie a 60mila rifiuti speciali) superando così l'accordo volontario sottoscritto due anni fa.

"La Regione starà dalla parte del territorio e dei cittadini?". Lo chiede in aula in un’interrogazione, Andrea Bertani (M5s) che sottolinea come la scelta di Iren non sia coerente con le azioni politiche che la Regione vorrebbe mettere in campo per la gestione dei rifiuti – a partire dalla legge regionale sull’economia circolare del 2015.
"Il piano di gestione dovrebbe prevedere l’ottimizzazione degli impianti esistenti e il progressivo spegnimento di tutti gli inceneritori" spiega Bertani.

"La Regione sta dalla parte del territorio  - ribatte l’assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo - è già stato avviato un tavolo per un percorso di confronto con Iren".

Ma Bertani non è soddisfatto della risposta: "Vorrei una presa di posizione netta, non l’ennesimo tavolo” risponde all’assessore. Nei confronti di Iren serve 'un’azione forte', Parma è diventata capitale della cultura, non si può gestire in questo modo un problema che è 'strutturale'".

La Regione Emilia-Romagna ribadisce di non avere intenzione di arrivare a quella soglia e rinnova l'invito a convocare un tavolo "con tutte le parti interessate" per trovare una "soluzione condivisa con Iren, che ha disdetto l'intesa alla scadenza", e arrivare a un "nuovo accordo volontario" che limiti la capacità.

"È importante che il Comune avvii il confronto", sollecita Gazzolo, che nel frattempo garantisce la continuazione dell'attività di monitoraggio del flusso dei rifiuti verso l'inceneritore di Parma. Ma per l'M5s non è sufficiente: "Se il presidente Bonaccini e l'assessore Gazzolo vogliono incatenarsi ai cancelli dell'inceneritore, sarò felice di accompagnarli".

Secondo Bertani, infatti, la Giunta Bonaccini "si è legata mani e piedi agli interessi delle multiutility" e anche l'accordo scaduto il 30 giugno scorso che limita la capacità dell'impianto di Ugozzolo a 130mila tonnellate all'anno "è solo uno scudo di cartapesta. Anche l'anno scorso avete chiesto una deroga a 170mila tonnellate, in barba all'accordo. Il problema è strutturale".

Nel dibattito interviene anche il consigliere regionale Fabio Rainieri per il quale non basta una "una soluzione tampone e temporanea. Deve essere messo davanti a tutto l’interesse preminente dell’intera comunità di Parma e del suo territorio, che non ha prospettive nel diventare un grande polo per lo smaltimento dei rifiuti ma può progredire soprattutto puntando sulla salubrità dei suoi prodotti, agroalimentari e non solo. Non è quindi sufficiente che rimanga fermo il limite delle 130.000 tn di rifiuti da incenerire ma occorre avere rassicurazioni che esso sia rispettato e non derogato come avvenuto negli ultimi due anni".

Rainieri ricorda inoltre il nuovo impianto di pretrattamento rifiuti che sorgerà accanto all’inceneritore. "Su di esso, infatti, sono già stati sollevati dubbi riguardo al notevole aumento del traffico viario che comporterà ed alle strumentazioni che si è progettato di adottare per limitare le emissioni inquinanti". 10 luglio 2018

Fonte Link: parma.repubblica.it

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