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La vita sta cambiando pelle

INTERVISTA A PAOLO MICCICHE’

Paolo Miccichè


-      Peccato per la mancata nomina a Sovrintendente a Cagliari

-      Sì peccato, soprattutto perché al fotofinish; comunque è stata un’esperienza interessante e formativa

-      Lei però non aveva, nei titoli, esperienze pregresse

-      Si e no, nel senso che avevo gestito produzioni in campo privato, dove non si possono sbagliare i conti altrimenti si va a fondo mentre, almeno finora, è stato più facile farlo con i soldi pubblici.... comunque di sicuro non beneficiavo di cordate politiche, cosa che almeno in passato contava davvero molto....

-      Il Sindaco Zedda aveva puntato su di lei

-      Sì, ma non ho mai avuto il piacere di conoscerlo. Credo che abbia apprezzato le mie linee programmatiche e che tramite me abbia voluto ribadire anche la sua linea: voleva una persona competente ma non appartenente al gruppo di coloro che hanno gestito queste istituzioni negli ultimi lustri e che si scambiano le poltrone da un teatro all’altro. I teatri italiani sono allo sbando e non credo sia solo colpa del destino “cinico e baro”.

-      La Crivellenti non era però un persona competente...

-      Non la conosco e quindi non esprimo giudizi. Sicuramente aveva un "curriculum limitato" (biglietteria n.d.r.) nel campo operistico e poi, da che mondo è mondo, non si può dirigere un teatro contro i suoi dipendenti, anche nel caso che la scelta della persona fosse giusta.

-      Si parla di una sua possibile Direzione artistica a Cagliari

-      Non saprei, comunque io non sono alla ricerca di un posto a tutti i costi. Se il nuovo Sovrintendente fosse d’accordo sulle linee generali della mia proposta rispetto all’uso delle nuove tecnologie nel processo produttivo, se ne potrebbe parlare; altrimenti non ne varrebbe la pena. Ho lavorato quanto basta negli Enti lirici prima e nelle Fondazioni poi per non avere di queste ambizioni che, quando sono solo carrieristiche, non producono buoni risultati sia all’istituzione che alla qualità della vita del singolo.

-      Nessun giudizio nemmeno su Meli che qui a Parma ha lasciato un significativo ricordo?

-      Non conosco nemmeno lui se non per esserci stretti la mano quando io uscivo e lui entrava il giorno delle audizioni di fronte al CdA. Ora il Sovrintendente è lui, è stato votato dalla maggioranza del Consiglio e il Teatro – inteso come insieme dei lavoratori – ne ha accettato la nomina. Ho visto che in Conferenza stampa ha richiamato più volte la nuova legge che impone conti trasparenti e in ordine; ha parlato anche di maggiore produttività...tutte intenzioni condivisibili. Ha poi puntato molto sul “prodotto Opera” che è pur sempre il core-business di un Teatro Lirico ma non ho sentito accenni alle nuove tecnologie e al “teatro fuori dal teatro” che, a mio avviso, sono elementi fondamentali per il futuro. Però ignoro se non li considera importanti oppure li ha omessi solo perchè non immediatamente prioritari.

-      Quindi avventura dirigenziale chiusa per quanto la riguarda?

-      Tutt’altro ma la voglio portare avanti sulla base delle mie competenze e della mia visione e, anzi considerando l’interesse che ha ricevuto, la farò conoscere con più intensità da oggi in poi.

-      Tra l’altro, considerando che il CdA decadrà a breve e dovrà essere rinnovato, Meli potrebbe restare solo pochi mesi

-      Non intendevo questo ma parlavo in generale, non pensando a Cagliari che ora ha necessità assoluta di una guida stabile dopo una sede vacante così lunga. Il cambio di assetto voluto dalla Legge potrà risolversi con un semplice passaggio tecnico, senza soluzione di continuità, portando alla riconferma del quadro dirigenziale in carica. Certo è vero che siamo in Italia e le cose spesso si complicano..... 

-      Cosa pensa della nuova legge “valore cultura”. Cosa accadrà nelle Fondazioni? Lei è pro o contro?

-      Giudicare una legge nel nostro paese non è facile, soprattutto per come si articolerà il suo decorso attuativo. Per questo mi permetto di essere cauto. Alcune cose però mi sembrano sacrosante come il controllo “certo” della gestione economica che spero eviti inutili sprechi. L’articolo 18 poi parla di economie di scala nella gestione delle risorse e di una maggiore offerta di spettacoli....anche al pubblico giovanile, così come l’innovazione e il contenimento del costo dei fattori produttivi.....o la condivisione di beni e servizi comuni”. Sono buoni propositi, soprattutto laddove premiano maggior produzione e maggior qualità; il che dovrebbe significare mantenere intatte le alte competenze che ci sono nei nostri Teatri senza disperderle. Mi sembra poi di capire che si verrà a creare un asse forte Ministro-Sovrintendente che dovrà però essere gestito con molta cautela, trattandosi di realtà locali tutte molto ricche e articolate.

-      Veniamo ai suoi prossimi progetti?

-      Continuo la mia attività di insegnante di Conservatorio di Siena, a cui aggiungo la direzione artistica di una nuova iniziativa che mette insieme tra gli altri Università di Siena, Istituto Superiore di Studi musicali “Franci” e “Città del Vino”. Si realizzeranno spettacoli in location prestigiose in cui fondere arte visiva, musica ed enogastronomia. Da un lato quindi nuove occasioni spettacolari di valorizzazione territoriale a favore del turismo culturale e dall’altro un’occasione per i giovani di un avviamento stabile alla professione, fuori dal scelta obbligata: grande carriera o niente. Se vogliamo sintetizzarne il motto: “con la cultura si mangia” e, aggiungo, si dovrà mangiare in futuro. Primo evento sarà lo spettacolo “Ivresse de l’Opera” – con il connubio Opera e Vino - che porto il 22 Luglio a Cannes e poi a Siena. E’ un progetto pilota che mi appassiona molto.

-      Progetti artistici invece con il suo linguaggio visivo delle proiezioni dinamiche che l’ha vista come pioniere?

-      Dopo tanti anni torno a fare “Aida” negli stadi europei – premiere al Gerry Weber Stadion ad Halle a Settembre – una “Boheme” multimediale al Teatro di Lubeck, “Traviata” a Praga alla Smetana Hall e il Giudizio Universale (Verdi&Michelangelo) che dopo il Palais des Festivals di Cannes e il Kremlin Palace approda in Agosto a Quebec City in Canada. Insomma, non credo avrò il tempo per annoiarmi....

-       Cosa pensa di Parma?
Dopo Milano, se c'è una città nel mondo per l'opera, questa è Parma! Peccato non si valorizzi maggiormente questo incredibile potenziale.

-      A quando una sua scenografia tecnologica al Regio di Parma?

E' la "peggiore" domanda per un regista, visto che sono altri a dover decidere. Io verrei domani. A suo tempo avevamo proposto il Requeim verdiano visualizzato con la Cappella Sistina ma non ha funzionato. Si è fatto a Cannes, Mosca e ora in Canada....ma non nella terra di Verdi. Che ti devo dire! (Parma, 04/02/2014)


Luigi Boschi

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bellissima intervista

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