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Italiaonline chiude la sede di Torino: 400 esuberi tra gli ex di Pagine Gialle

I sindacati dichiarano lo stato di agitazione permanente e otto ore di ciopero per domani. La sindaca Appendino: decisione inaccettabile, ci sentiamo presi in giro

Chiusura della sede Seat di Torino e 400 esuberi in tutta Italia. Di questi 248 solo dalla sede di Torino tutti gli altri saranno trasferiti ad Assago. L’incontro in Assolombarda convocato per questa mattina dei manager di Italiaonline svela il peggior scenario della vigilia. I rappresentanti sindacali ricevuti alla presenza di avvocati annunciano che immediatamente partirà la mobilitazione. “Da un anno chiediamo di conoscere il piano industriale - dice Lara Calvani della Slc-Cgil - si sono sempre guardati dal metterci al corrente di cosa intendevano fare per poter sfruttare fino all’ultimo centesimo la cassa integrazione a zero ore. Così hanno fatto cassa e si sono distribuiti i dividendi, ma questi sono soldi dei contribuenti”. Il tanto atteso piano industriale, tenuto nascosto anche ai politici che chiedevano notizie, non prevede nessun futuro per quel che resta a Torino della storica azienda delle Pagine Gialle. L’approvazione ufficiale della riorganizzazione è prevista per il 15 marzo in consiglio di amministrazione ma questa mattina nella sede milanese di Assolombarda ne è stata data un’anticipazione. Le organizzazioni sindacali dichiarano lo stato di agitazione permanente e immediate 8 ore di sciopero con assemblee locali per l’intero gruppo per la giornata di domani 7 Marzo.

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, esprime la sua preoccupazione "Abbiamo appena appreso della notizia della chiusura della sede torinese di Italiaonline e dei 248 esuberi. L'atteggiamento dei vertici della società è inaccettabile e vergognoso. Ci sentiamo presi in giro" osserva la sindaca, che ricorda: "la settimana scorsa, insieme al presidente della Regione Chiamparino, avevamo

 chiesto un incontro ma ci era stato risposto che sarebbe stato possibile solo nella settimana del 19 marzo". . "A questo punto - dice Appendino - è evidente che tutte le decisioni erano già state prese. Una mancanza di rispetto verso le istituzioni, i lavoratori e le loro famiglie che non lasceremo soli. Chiederemo un nuovo incontro - annuncia la sindaca -  sperando che questa volta non sia inascoltato e soprattutto che quanto deciso non sia definitivo". 06 marzo 2018

Fonte Link: torino.repubblica.it