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La vita sta cambiando pelle

la poiesis di Pietro Barilla

Pietro Barilla

Scrivere Pietro Cent'anni avanti, è solo un gioco di parole del titolo dello spettacolo organizzato al Regio di Parma, per ricordare Pietro Barilla nel centenario della nascita 16/04/1913. Ne interpreta senz'altro la dimensione futurista. "I fatti -scrive Terzani- non sono mai tutta la verità e al di là dei fatti c'è ancora qualcosa".
Sì, perché molti possono essere stati gli uomini, in quegli anni in cui c'era da inventare e costruire tutto, che hanno avuto visione, acume, lungimiranza, intelligenza, capacità interpretativa dei tempi (ho avuto la fortuna di conoscerne). Ma Pietro Barilla è stato soprattutto un uomo giusto, generoso, capace di costruire valori nel tempo, è stato l'uomo del '900 di Parma, città che amava e ne incarnava il meglio: fantasia, riservatezza, l' amore per il bello. Aveva voluto al suo fianco in questa impresa epica il migliore: l'ingegner Manfredo Manfredi. E dopo cent'anni dalla nascita restano appunto i suoi valori nella memoria di tutti. E in questo equilibrio di vita da pioniere illuminato dell'industria e dell'economia nazionale ha saputo costruire la sua dimensione unica di persona. La poiesis dell'industria alimentare italiana. Ha saputo coniugare insieme “saper essere” e “saper fare” senza considerare l'uno superiore o più importante dell'altro.
Gandhi: “la via diritta è tanto difficile, quanto semplice. Se non fosse così, tutti la percorrerebbero”.

Un viaggio la sua vita, dal piccolo al grande, dal particolare all'universale.
Non vi sono scorciatoie e il maestro di vita è dentro ognuno di noi. Pietro questo lo sapeva. E sapeva prendere decisioni giuste, con coraggio, sapeva andare e vedere oltre... con la spontaneità del “bene comune” , la ricerca sempre di un equilibrio tra rapporti umani e affari. E per questo la città lo amava e in lui si identificava. Ha saputo, nel suo clima imprenditoriale, generare tra i dipendenti e i dirigenti, l'orgoglio di lavorare alla Barilla. Un “patriottismo aziendale” quasi fuori dal tempo.
il Vescovo Cocchi disse nella orazione funebre: " la città e' addolorata. Sa di avere perso un vero " signore ".

Qualche mese fa un giornalista, Marco Severo, insieme ad amici in comune Michele Guareschi e Marco Adorni, che stavano cercando di riepilogare il danno Amministrativo di questa città, la sua genesi, mi chiedevano, a mio parere, da dove si potesse far risalire l' origine della decadenza di Parma.
Non ebbi dubbi. Risposi all'istante: “Dal 1993. Il declino di questa città in questi anni di abbondanza di risorse pubbliche ha radici lontane. Nel 1993 muore Pietro Barilla, l'uomo che era sintesi positiva di una Parma imprenditoriale e di sensibilità culturale e sociale. In lui Parma si riconosceva e credeva".  Gli anni successivi furono dello spaesamento. I proci assoldati dalla finanza creativa occuparono posizioni strategiche nei centri di potere della città. Erano così sensibili all'interesse della collettività che finirono tutti in carcere o condannati nel crac internazionale di inizio millennio.

Era molto critico nei confronti della classe politica locale. "I politici che abbiamo avuto? Persone mediocri!! Si sarebbe potuto fare molto meglio". Lo disse chiaramente in una intervista video rilasciata a Giorgio Torelli nell'aprile del '93.
Con lui, sempre presente come riferimento, nel pubblico e nel privato, si sarebbero scordati i nostri politici di progettare la città dei cantieri irrealizzabili.
Se non ci fosse stato Pietro Barilla Parma sarebbe più povera nella sua identità, nella sua storia, nella sua economia: non ci sarebbe la Barilla pronta a decollare nella dimensione internazionale, non ci sarebbe la sede didattica della Facoltà di Ingegneria, non ci sarebbero le opere donate alla città, non ci sarebbe la mensa di Padre Lino, non ci sarebbe l'ospedale dei Bambini di Parma, a lui dedicato, un progetto fortemente pensato, voluto e spostenuto in particolare dal figlio Luca, sponsorizzato dalla Barilla con 8.500.000 euro. E' l'opera lasciata alla città, alla collettività nel ricordo del centenario. Non ci sarebbero poi altre realtà da lui sostenute.
Senza Pietro Barilla non ci sarebbe la sua famiglia, una forza di riferimento negli anni, di civiltà, coraggio, valore della nostra città. “Dove c'è Barilla c'è casa” è racchiusa la dimensione di Pietro Barilla come persona e imprenditore. Era quello che voleva creare, non era solo uno slogan pubblicitario di brand o prodotto... Gli impegni di imprenditore non gli impedivano, con la sua elegante semplicità, di venire spesso a prendere, quando era in città, i suoi figli all'uscita da scuola.
Ricordo in occasione, credo, del suo compleanno, la lunga, interminabile, sentita ovazione che gli attribuì tutta la sala dell’Unione Industriali, ospite Abete che lo ricordò (quasi incredulo poi di fronte a quel manifesto amore di tutti gli imprenditori, verso l'uomo simbolo della città). Pietro si alzò da una poltrona della platea e ringraziò tutti con il suo stile gestuale, elegante ed eloquente, mostrando tutta la tenerezza del suo cuore.
Pietro Barilla un uomo giusto che ha saputo donare futuro a tutti, alla sua città, agli amici, a chi lavorava con lui, agli sconosciuti di buona volontà. Agevolava l'acquisto della casa ai suoi dipendenti.

Non dimenticherò, quando nel 1988, presi coraggio e gli scrissi al mio ritorno a Parma dopo una lunga assenza prima in Inghilterra e poi a Milano. Lui dal cuore sempre giovane e anziano di grande successo, semplicemente mi rispose personalmente e mi indicò un possibile percorso di lavoro, di prendere contatto con la dirigenza della sua società. Così feci. Ebbi quindi la possibilità di conoscerlo personalmente, ammirarne la dimensione imprenditoriale e di uomo. Riuscii a dare il meglio di me sempre, credo, anche con buoni risultati, una esperienza che mi nutre ancora di gioia quando penso agli anni del mio lavoro. Restano indimenticabili. Così come i rapporti con la sua dirigenza di allora.
Questa sua semplicità creativa, del buon senso, delle buone maniere, in quell'uomo di talento e successo, intransigente nella qualità del lavoro, è quasi scomparsa nella società contemporanea, con l'avvento dei predatori della finanza creativa... e i politici ne hanno subito adottato la stupidità. E' la spettacolarizzazione della politica: Quando la Rete è la fantasia dei collant dell'amante, scrivevo, nel 2008 in un mio articolo predittivo: “Retrospettiva politica”- Uno "Stato canaglia" è facile preda dei comici... ma non sono statisti...
Per fare una vera città, un Paese, occorre la qualità dell'abitare degli uomini e delle donne, di persone come Pietro Barilla (che vergognosamente al Festival di San Remo del 1989 Grillo denigrò in eurovisone).
Per costruire il futuro bisogna volerlo e saperlo realizzare con poiesis. Senza la semplicità dei sentimenti, senza educazione alla verità, avvolti nel perbenismo conformista ameritocratico, o  nella volgarità e nella banalizzazione del male, non c'è scampo, è votarsi al suicidio. Quel che è successo a Parma in questi ultimi 15 anni.
Senza un ritorno ai valori del patto sociale, alla semplicità, all'etica della verità e non della convenienza, quando si lascia che la furbizia prevarichi l'intelligenza, e si esibisce pubblicamente l'ignoranza come se fosse una virtù, non può esserci che una caduta in uno stato più basso di quello ferino.
V.Jankélévitch: “Si può vivere senza filosofia, senza musica, senza gioia e senza amore. Ma mica tanto bene”... (Parma, 28/03/2013)

Luigi Boschi

Pietro ha scritto pagine di storia

Caro Luigi, hai ragione. Pietro Barilla con il suo saper essere e saper fare ha scritto indelebili pagine di storia di Parma e dell'Italia industriale del '900. E una gran bella storia!... che continua. A differenza di coloro che pensavano di scriverla con i cantieri irrealizzabili. Vittorio

ti fa sentire a casa

Ciao Luigi, bell'articolo, fa piacere ricordare l'uomo Pietro Barilla ti fa sentire a casa. Cristina

complimenti

Caro Luigi,
Complimenti per il bell' articolo su Pietro Barilla.
Alberto Bianchi

bellissimo!

Grazie Luigi, bellissimo!
Maria Pia Quintavalla

Lo ricordo di persona

Grazie di avermelo fatto ricordare. Lo ricordo di persona.
Era un uomo retto, un industriale aperto generoso e sensibile. Un gran signore!
Patrizia Debicke

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