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La vita sta cambiando pelle

LA ROSA RAMPICANTE

Nebbia e pioggia sui monti,
mentre la mattina di Pasqua era dominata da un cielo terso
e da un tenue sole che faceva sperare
all'inizio della desiderata primavera.
Finalmente si risorge dopo tanta pioggia.

Ma verso mezzogiorno si intravedono le nubi prima bianche-grigio chiaro,
poi sempre più scure addensarsi sulla Valle
fin contro i monti le cui cime alla vista vengono celate.
E riprende a piovere, nel primo pomeriggio,
pioggia misto neve... Ancora pioggia!! No! Basta!
Addio aria di primavera.
Camminando sui prati con l'ombrello vedi qua e là le prime coraggiose margherite,
sotto l'acqua fanno tenerezza e un po' di tristezza.
Loro così esili e orgogliose di avvertire il bel tempo in arrivo,
che portano il sole dentro tra i petali,
bagnate e infreddolite con la corolla richiusa e ripiegata
sull'esile gambo verde
sembrano soldati impauriti e fradici sul fronte in trincea, costretti a ripiegare.
Mentre le cime dei monti cupi, impenetrabili, avvolti dalle nubi
alimentano ancora l'aria dell'inverno... Sembrano togliere la speranza della primavera.

Ma ecco da sud si apre uno squarcio di luce nel cielo che si fa largo e il suo chiarore illumina tutta la vallata,
le cime dei monti all'improvviso ridiventano visibili.
La rosa rampicante sulla parete esterna della baita a fianco della finestra che guarda la valle,
si rallegra di luce e sembra avvicinarsi porgendomi tutta la sua desiderata voglia
di tornare a fiorire e a rincuorarmi che tornerà il sole.

La delicatezza di una rosa bagnata infreddolita è come l'anima delle persone
impaurite, senza ragionevole speranza che vorrebbero però tornare a gioire.
Dentro ognuno di noi è sempre vigile la speranza,
occorre il sole per farla rifiorire
laddove si è spenta nelle nubi dense di inquietudine e a volte di silenziosa disperazione,
alimentate da un crudele destino e spesso da villani metropolitani senza dignità e una residuale etica.
Occorre la forza della pietà e il potere della conoscenza per limitarne la deriva.
Le nubi si accumulano, cupe, ma poi necessariamente si scaricano, l'oscurità non può dominare
là dove c'è il sole.
Bisogna saper stare sotto la pioggia, resistere umilmente senza rassegnarsi.
Difficile quando si chiede alle ultime energie rimaste di non abbandonare, ma aspettare che il tempo inclemente
se ne vada, per tornare a sorridere con il sole.

Verrà ancora il tempo di camminare sul bagnasciuga, della frescura sotto il noce,
del piacere del ritrovato amore perduto, della musa che ispira la vita dentro di noi,
del merito sull'ipocrita vigliaccheria, della verità e della tenerezza sulla volgarità.

Il cielo è divenuto sempre più azzurro striato da nubi bianco rosate.
E le cime dei monti ancora macchiate di neve ora si stagliano all'orizzonte
nella dolce luce azzurra sfumata di rosa del cielo che vira ormai al tramonto.

Dai prati verdi brillante si innalzano
le ramate frasche color ruggine dei castagni d'inverno.
Si respira aria tersa e il profumo del silenzio è interrotto solo dal richiamo degli animali.

E presto poi si fa sera. Cala rapido, qui, il cielo blu notte che tutto avvolge
con alcune stelle che vegliano tra le nubi blu e le luci delle case sparse nei monti della Valvona.
E' la cena di Pasqua, con humus di ceci e riso agli asparagi, dalla finestra della mia baita a sbalzo sulla vallata che mi incanto a guardare.
(Parma, 31/03/2013)

Luigi Boschi

RI-GENERI-AMO SPERANZA

RI-GENERI-AMO SPERANZA.
Vittorio

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