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Le intimidatorie querele-vendetta di Sergio Pellegrini contro Luigi Boschi

Taci o ti querelo

Le initimidatorie querele-vendetta di Sergio Pellegrini e del suo avvocato Ambrosini

L’udienza del processo intentato da Sergio Pellegrini contro Luigi Boschi è stata rinviata al 31 ottobre 2018.
Ma  qual è lo scopo di Sergio Pellegrini con queste querele (due individuali DOC.PDF e una dell’avvocato Michele Ambrosini Doc.PDF), in cui si chiede addirittura il sequestro del mio socialblog? Non certo a fare chiarezza, né per amor della musica.

Lo stesso scopo, penso, che lo ha portato, lui e il suo socio Maghenzani a fare causa alla Fondazione Teatro Regio di Parma per oltre 3.000.000 euro, (ripresa anche dall'ex direttore Giuliano Molossi [LINKpersa in primo grado [DOC.SENTENZA PDF], sapendo benissimo, Pellegrini e Maghenzani, che la loro convenzione era nulla e che il verbale n 3del 4 aprile 2012 del CDA Fondazione Teatro Regio, rivedeva tutto ciò che era stato deliberato nel verbale n 1del 31 gennaio 2012 dallo stesso CDA presieduto da Ciclosi. Così si verbalizzava: “Il Presidente rappresenta l'opportunità ad evitare dubbi e incertezze che la metodologia adottata per il rinnovo della Convenzione stipulata dal Teatro Regio con la Orchestra Teatro Regio srl sia attentamente riesaminata alla luce sulla normativa dei contratti”.
Quella Convenzione, infatti, era totalmente fuori dal regime della legge 163/2006 detta codice sugli appalti che vieta il rinnovo tacito dei contratti e quelli tacitamente rinnovati, sono nulli.
Tutta questa produzione giudiziaria che scopo ha? Non certo per riabilitare se stesso, non certo per il bene della musica, né per le sue società in liquidazione, né per la Fondazione Teatro Regio di Parma attraverso cui per anni ha munto solo risorse pubbliche.
La diffamazione non esiste perché “il fatto non sussiste”. Le cause della sua attuale disoccupazione (come Pellegrini sostiene nella sua querela), sono da attribuire a lui stesso, non ad altri. Non mi risulta sia mai stato dipendente della Fondazione Teatro Regio di Parma. O pensava di poter campare a vita sulla Convenzione [LINK] con il Teatro Regio di Parma, tacitamente rinnovata, anche in presenza di diversi soggetti giuridici (da una Associazione POE, a due srl)? A dispetto pure di una legge sugli appalti che vieta queste pratiche e modalità contrattuali. E vieta pure il passaggio dei contratti a soggetti diversi. Forse avrebbe voluto continuare a lucrare sul lavoro mal retribuito e senza contratto CCNL dei professori ingaggiati?
La richiesta, poi, di sequestro preventivo del mio socialblog è una specie di vendetta, di sua acredine nei miei confronti perché ho svelato ciò che nessuno e in particolare i media locali osavano fare, pur sapendo cosa accadeva. In molti sapevano, ma tutti zitti! Non solo, ma ne incrementavano la propaganda e la spregiudicata sicumera. La sua azione giudiziaria significa voler mettere il bavaglio alla libertà di parola e di critica (diritto sancito in Costituzione) e a pagine di storia vera di questa città e del suo Teatro. Sono presenti in questo socialblog pluralità di firme e argomenti a cui si vorrebbe imporre il bavaglio? 
Sarebbe stato opportuno, durante le indagini, che anche il rag. Gianfranco Carra (nel suo ruolo di ex Segretario Generale) fosse stato interrogato sulle pratiche tra la Fondazione e l’OTR srl. In parte, credo, già presenti nel verbale n 3 del 4 aprile 2012che “concorda con il Presidente, ritenendo che sia giunto il momento, di approfondire alcuni aspetti giuridici del rapporto che lega il Teatro Regio alla società che gestisce l'orchestra”. Condividendo l'analisi del Presidente e preso atto dell'intervento del Segretario generale il Consiglio all'unanimità delibera “di affrontare la problematica relativa all'orchestra e alla Convenzione stipulata adottando quelle soluzioni procedurali che consentano di mettere in sicurezza le scelte del Consiglio nel rispetto della trasparenza e delle norme”... Ma non ho visto di questo verbale traccia negli atti processuali. Nel caso, lo produrrò io, come ho prodotto la “Convenzione” per anni secretata.
Ma al di là di queste intimidatorie querele vorrei che queste divenissero strumento dibattimentale affinché fosse fatta chiarezza e riportata la verità di ciò che non veniva detto. E ancora rimane molto all’oscuro. Della verità, non si dovrebbe aver paura. Gli errori sono umani, rendendosene consapevoli, assumendosi le proprie responsabilità, restituendo il maltolto, si evita il fango dell'ipocrisia. E non ci si adopera per "l'ingiustizia uguale per tutti". Vorrei infine ricordare a Pellegrini che la Giustizia, nonostante i suoi errori e vicissitudini, non è ancora un “Gratta e Vinci”(Parma, 09 ottobre 2018)

Luigi Boschi

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