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La vita sta cambiando pelle

Lettera di Italo Comelli e risposta di Luigi Boschi

Egregio Direttore,

In riferimento all’articolo pubblicato sul settimanale La Voce di Parma n. 42 del 08.11.16 avente per titolo “Università Popolare: quel corso non s’ha da fare” [LINK], mi consenta di fornirle le seguenti informazioni.

Il programma dei corsi della Università Popolare di Parma viene predisposto annualmente dal Consiglio Direttivo utilizzando le proposte di una apposita commissione tecnica formulate nel periodo giugno- inizio luglio dopo una attenta analisi dei numerosi nuovi corsi proposti sia da nuovi docenti, sia da docenti che in precedenza hanno collaborato con l’Istituzione. Il programma dei corsi è stampato e diffuso attorno alla metà di settembre e contiene sia la proposta di nuovi corsi, sia la riproposizione dei corsi già svolti in precedenza. 

L’Università Popolare tiene anche conto delle valutazioni dei propri docenti ed il rapporto con i docenti è ovviamente considerato fondamentale, perché è grazie al loro impegno, alla loro professionalità, alla loro capacità di trasmettere le conoscenze, che l’Università Popolare è in crescita e continua a crescere.

E’ per questo che nel corso dell’anno scolastico vengono organizzati tre incontri con i docenti: uno  in ottobre in occasione della presentazione del nuovo programma, uno a dicembre per raccogliere le prime osservazioni sul corso avviato, e uno alla fine, in maggio, per una valutazione complessiva dell’attività svolta, per acquisire informazioni anche di carattere tecnico sulle aule, gli strumenti di supporto, il gradimento degli allievi, i rapporti tra allievi e docenti e anche per acquisire suggerimenti e proposte circa la riprogrammazione o meno (con modalità identiche o con variazioni) del corso effettuato.

Ci spiace dover rilevare che il Dr. Marco Vettori non ha presenziato a nessuno di questi tre incontri e non ha mai fornito alcun elemento utile di valutazione.

Tutti i docenti intenzionati a proseguire l’attività collaborativa con l’Università Popolare hanno trasmesso per iscritto tra maggio e inizio giugno 2016 apposita proposta di corso per l’anno scolastico 2016/2017. Non altrettanto ha fatto il dr. Vettori.

Il Presidente, assieme a tre consiglieri dell’Università Popolare, il 12 settembre ha incontrato il Dr. Marco Vettori segnalandogli la mancata partecipazione agli incontri con i docenti, la mancata presentazione delle proposte nei tempi richiesti e, di conseguenza  le motivazioni della non riproposizione del suo corso nell’anno scolastico 2016/2017.

La ringrazio per l’attenzione

Il Presidente
Italo Comelli


La risposta di Luigi Boschi

Presidente Comelli, 

la ringrazio per le sue precisazioni che però non rispondono ai quesiti e osservazioni posti nel mio articolo dopo aver colto le testimonianze sia del dottor Vettori, sia dell’allievo Montali e di altri. Anzi la sua lettera mi conferma la sua visione burocratica rispetto a quella meritocratica di cui il mio articolo è, invece, portatore.
a) Mi risulterebbe che il dottor Vettori non abbia preso parte agli incontri perché svolti in orari e in giorni in cui era impegnato nel suo studio con i suoi pazienti; cosa di cui lei era stato avvertito;
b) La qualità del corso pare evidente dalle comunicazioni inoltrare dagli studenti e la loro richiesta di poterla incontrare da lei immotivatamente non concessa;
c) la sua lettera conferma quanto da me asserito: “l’improvvisa soppressione del corso di psicologia dinamica… senza vere motivazioni , adducendo a formalità burocratiche”;
d) Se per lei le vere ragioni della chiusura del corso sono la mancata partecipazione a incontri con i suoi “confratelli di commissione”, mi sembra una scusa e non una vera motivazione; non solo, ma non ha neppure smentito gli antefatti come li ho descritti, che hanno portato alla chiusura del corso;
e) Forse attraverso una cordiale e corretta relazione tra lei dottor Comelli ed il dottor Vettori si sarebbe potuto instaurare un dialogo  e una collaborazione utile al superamento  dei" formalismi burocratici"  a tutto vantaggio dei partecipanti al Corso di Psicologia Dinamica. Vero anche, però, che il programma del corso di psicologia dinamica per l'anno 2016/17 non è stato presentato per iscritto, e nei tempi prescritti, per disguidi con la Segreteria e la Presidenza, la cui responsabilità non può essere fatta ricadere al solo Vettori. Di fatto, lei sa benissimo che volendo, avrebbe potuto inserire il corso nel nuovo anno accademico, ma forse c’era la volontà di non volerlo più proporre… e qui le vere motivazioni non sono state da lei indicate; sappiamo tutti che volere è potere, se si tiene a qualcosa!
f) Pensi se si fossero cancellati i corsi scolastici o universitari per il solo motivo di contestazioni o incomprensioni tra docenti e rettori o Senato Accademico. Non avremmo più né la scuola, né l’Università.
Per fortuna ancora esistono anche se in grande difficoltà e decadenza come è tutto il Paese. L’insipiente Pizzarotti sindaco di Parma ne è la conferma del decadimento in ambito locale. Gli studenti che sono rimasti vittime di speculazioni edilizie (sepolti sotto le macerie di edifici costruiti con la sabbia anziché il cemento) o sulle cui teste cadono i calcinacci causa gli insicuri, perché non manutenuti, edifici. Scuole costruite senza le prescrizioni costruttive di sicurezza sismica. Eppure nonostante tutte queste vergognose situazioni l'educazione formativa continua, non c'è l'appiattimento al peggio, schiacciati sul presente.  
g) Per finire, sugli elementi di valutazione del corso di Vettori, che lei cita, mi permetto di contraddirla, in quanto in possesso dei risultati del questionario valutativo consegnato agli allievi e da loro compilato in forma anonima, che non mi pare affatto negativo. Il desiderio, poi e la volontà degli allievi di voler continuare a frequentare il corso credo sia sufficiente a garantire la valutazione positiva da lei richiesta.
Dottor Comelli, ritengo che gli elementi da lei trasmessi siano veramente insufficienti per cancellare un corso utile, frequentato e apprezzato. Rivedere le proprie posizioni, attraverso un dialogo costruttivo con docenti e allievi, non è indice di debolezza, ma di saggezza. (Parma, 22/11/2016)

Luigi Boschi


La Lettera di Michele Montali a Italo Comelli

Egregio dirigente, dopo l’articolo pubblicato sulla Voce di Parma, e la sua risposta le devo segnalare la mia assoluta incredulità per quanto da lei asserito. In breve, anche ammettendo per assurdo una incomprensione fra lei ed il docente (che certamente fra persone adulte e ragionevoli nell’ interesse primario dell’ istituzione e degli studenti avrebbe tranquillamente potuto rientrare con un vostro reciproco accordo che lei –per sua stessa ammissione- non ha mai cercato, a differenza del dott. Vettori che pure e’ venuto nel vs. ufficio), non spiega perché non abbia voluto mai incontrare noi studenti, o perlomeno una nostra rappresentanza, spiegandoci in tutta serenità il suo punto vista.

Un dirigente di qualunque scuola pubblica o privata, di una qualunque azienda pubblica si sarebbe non solo sentito in dovere, ma anzi avrebbe colto l’occasione per conoscere personalmente la sua utenza e cercare di stabilire un proficuo dialogo con essa. Probabilmente tutto questo a lei non interessa, come non interessa minimamente essere presente (inteso come presenza viva ed attiva, non nel suo ufficio con i suoi pochi eletti) durante l’ anno accademico sia nella scuola  sia presenziare almeno saltuariamente a qualche lezione. Io ho frequentato diversi corsi ma non ho mai avuto il piacere di conoscerla,  mentre viceversa mi hanno sempre invitato (via email) alle sue conferenze dove certamente il dialogo era solo monodirezionale.

Vede, mio figlio ha frequentato il Convitto Maria Luigia, durante la direzione della prof. Bariggi che certamente consoce. La dirigente era nota a tutti, studenti e famiglie, con la porta del suo studio sempre aperta. Certamente non ha potuto risolvere tutti i problemi che un convitto statale con diversi ordini di scuola certamente ha, ma certamente in primo luogo sapeva ascoltare! Il risultato: i ragazzini quando la incontravano nei corridoi e ancora oggi per la strada la salutano con la frase “Ciao Rettrice”. Si domandi cosa ha lasciato lei in tutti noi? ed invece cosa lascia lei agli studenti dell’ Universita’ Popolare? Anche volendolo penso che nemmeno la possiamo salutare non avendola mai nemmeno  conosciuta …

Forse, chiuso nel suo studio, rimirerà il Premio Sant’ Ilario come conferma della sua direzione positiva dell’ istituzione che presiede. Dal mio punto di vista il conferimento del premio non deve essere visto come un punto di arrivo, ma viceversa come una richiesta di maggiore apertura e disponibilità che viene chiesta alla vostra istituzione, come fece il nostro santo patrono verso i più deboli, i diversi, cioè verso una distribuzione maggiore ed equilibrata della cultura. Ciò a mio avviso certo non può essere rappresentato ad esempio con i corsi di lingua (e simili)  che proponete, perché gli stessi sono ben già ampiamente disponibili nel panorama cittadino dove vi inserite in un “mercato” già di per sé concorrenziale, ampio, e con offerte per ogni “tasca”, mentre avete un’ offerta molto carente di corsi “non frontali” che facilitano il dialogo fra gli studenti ed il docente in una crescita comune, cosa della quale la nostra società ha invece un terribile bisogno e dove l’ offerta è purtroppo carente o molto cara. Inoltre gli altri corsi di psicologia che offrite – lo dico per esperienza diretta personale- sono in pratica lezioni frontali dove spesso il rapporto degli studenti non viene mai valorizzato in una crescita comune, in quanto addirittura le domande sono spesso dribblate ed il dialogo è di fatto nullo (basta vedere il tasso di sonnambulismo e di “russamento”  in queste lezioni …). Tenga presente che ormai tutte le scuole stanno abbandonando questa modalità di insegnamento avendone compreso i forti limiti intriseci che possiede, verso modalità del tutto differenti dove gli studenti sono posti al centro dell’azione formativa come anche ben descritto nelle ultime direttive del MIUR. In pratica il Ministero impone prioritariamente al centro la crescita dell’ individuo e non lo svolgimento del programma che ora di fatto non è più vincolante ma solo una linea guida per il docente e la scuola stessa.

Infine giusto una mia curiosità: non conosco la forma giuridica della vostra istituzione, tuttavia anche se non foste obbligati per legge, gradirei da cittadino che per trasparenza -come ormai fanno tutte le scuole, universita’ ecc.-  fossero pubblicati sul vs. sito i bilanci dettagliati di ogni esercizio, come pure i curriculum dei  docenti…, poi certamente lasci a lei la scelta, ed  a noi tutti la valutazione …

Un caloroso saluto.
Michele Montali. 

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