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La vita sta cambiando pelle

Lutz Förster - Dance Stories- all' Arena Shakespeare, Fondazione Teatro Due di Parma giovedì 12 luglio, ore 21,15

Lutzforster

Lutz Förster - Dance Stories 

Direzione e danza Lutz Förster

Assistente Franko Schmidt

Direzione tecnica Thomas Wacker

Tour manager Inge Zysk

Rappresentante Italiano Daniele Cipriani Management

Basato su una produzione del Springdance Festival (Utrecht 2009) 

Arena Shakespeare, Fondazione Teatro Due

giovedì 12 luglio, ore 21.15

La prima apparizione italiana del Tanztheater Wuppertal di Pina Baush fu al Teatro Due di Parma dove nel 1981 venne presentato “Cafè Müller”, divenuto poi uno spettacolo cult dal formidabile successo. Ed è come particolare omaggio al Teatro Due che giunge in Arena Shakespeare Dance Stories di Lutz Förster, sommo maestro di cerimonie dell’universo “bauschiano”, in scena giovedì 12 luglio alle ore 21.15.

Ballerino e attore tedesco di suprema eleganza, dal 1975 Förster è entrato a far parte del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, con cui ha lavorato per quasi trentacinque anni - diventando uno degli interpreti-simbolo del teatrodanza - e che ha diretto dal 2013 al 2016. Nella sua ricchissima carriera ha collaborato con i più grandi coreografi, da José Limón, massimo maestro della Modern Dance americana, al guru dell’avanguardia Robert Wilson; ha preso parte a produzioni di teatri storici come l’Hamburg State Opera e la Scala di Milano, e si è esibito al Salzburg Festival sotto la direzione musicale di sir Simon Rattle.

Nel film che Wim Wenders ha dedicato alla coreografa-regista Pina Bausch, scomparsa nel 2009, Lutz Förster è sempre il capofila delle più affascinanti “passerelle” eseguite da interpreti appartenenti al Tanztheater, che si snodano come flussi serpentini nelle trame spaziali di molti degli spettacoli di Pina.

Dance Stories è una retrospettiva sulla carriera artistica di questo danzatore di straordinaria esperienza, biondo, alto e sottile, ricco di intenso charme teutonico mescolato a uno humour sdrammatizzante; un autoritratto generato da un passato straordinario che riunisce i frammenti della sua memoria in un viaggio recitato e danzato, un affresco “confessionale” che narra un’indagine compiuta all’interno dei linguaggi del teatrodanza e del movimento puro. Azioni, testi e coreografie, si mescolano rivelando le metamorfosi di quest’artista “totale” insieme a estratti di spettacoli degli autori con i quali ha lavorato.

Tra i materiali proposti risalta uno degli assoli più famosi del repertorio del Tanztheater Wuppertal, preso da “Nelken”, in cui Lutz ricompone gestualmente, grazie all’uso del linguaggio dei sordomuti, le parole della canzone “The Man I Love”. Nel succedersi di immagini e monologhi, l’ironia si fonde con la malinconia, e la soggettività della riflessione artistica diventa il racconto di un’intera dimensione estetica e culturale del “fare-teatro”.

Informazioni e biglietteria Tel. 0521.230242 – biglietteria@teatrodue.org – www.teatrodue.org