Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

MAURIZIO VESCOVI ATTACCA L’ASSESSORE ROSSI SUL TRASFERIMENTO DEI DISABILI

Maurizio Vescovi
consigliere comunale PD - Parma

I famigliari dei pazienti gravi/gravissimi(ci sono molti cerebropatici con gravi deficit motori) del Centro Lubiana e della residenza Varese sono preoccupati delle possibili imminenti(o già prese?) decisioni dell'Assessore Rossi riguardo al possibile trasferimento degli ospiti stessi (dei due centri)in Via Casaburi.L’opposizione a questo assurdo provvedimento nasce da una molteplicità di considerazioni. Ci sono ragioni"storiche"e affettive.

Com’è possibile soltanto ipotizzare un trasferimento di persone che hanno condotto la propria-intera- esistenza nella “loro”casa-in Via Oradour e in Via Varese-all’interno di comunità di appartenenza vissute-perciò- come luoghi “fisici”ed affettivi,senza pensare al pesante prezzo da pagare dei contraccolpi psicologici di un simile cambiamento.Come è possibile pensare che un allontanamento-dopo una vita-dai luoghi famigliari e domestici non possa creare squilibri e difficoltà in chi-oltretutto- ha già patito tante sofferenze e tanti disagi?Com’è possibile non pensare che far patire ulteriori sofferenze a chi si trova in situazioni di fragilità non possa diventare una penalizzazione insopportabile?Com’è possibile che una operazione di questo tipo non sia stata attentamente valutata prima di essere annunciata?Un’operazione di questo genere e in questa direzione non può e non deve passare nel silenzio e nella indifferenza della comunità.Siamo chiamati tutti-cittadini e amministratori-ad esprimerci.Ci sono molti motivi "culturali"di opposizione alla realizzazione di un piano di trasferimento degli ospiti dei due centri..Portare entrambe le comunità-Centro Lubiana e Residenza Varese-in un unico luogo-Via Casaburi-:fa realizzare-e dà corpo- una nuova ghettizzazione dei disabili.Sappiamo bene che comunità”accorpate”possono dare origine a un”cronicario” dove le diversità si connotano per lo”stigma” del luogo deputato ad essere”contenitore”di ciò che si vuole allontanare dal corpo-città..Via Casaburi potrebbe diventare-così-ma non accadrà- la riproposizione di luogo dell’esclusione e della marginalità che deve essere allontanata dal corpo sociale.La storia si ripete,tristemente:i folli,i disabili,i”diversi”da noi vengono esclusi..Si perderebbe totalmente la stella polare della progettualità che vede le persone-disabili- al centro-ciascuna-della propria vita.Davvero non voglio pensare a niente di tutto questo.Un abbaglio-questa idea- che costituirebbe un passo indietro nella storia dei servizi alle persone in difficoltà nella nostra città,un passo indietro nella stessa evoluzione dei servizi.Un tradimento della mission nei servizi alla persona. Si ha ragione di temere-insieme-una riduzione del personale di assistenza(per ventilati-possibili- risparmi):l’accorpamento produrrebbe-infatti-contenimenti di spesa(con possibile riduzione del numero degli operatori,così ci sarebbe-ad effetto domino- altra gente per strada……).

In Via Casaburi-invece- si potrebbe fare un Centro polifunzionale(una trattoria a piano terra?Una struttura anche per bambini?Una struttura d’accoglienza?),ma non un ghetto cronicario.La presente comunicazione-condivisa con il collega consigliere Giuseppe Bizzi-costituisce soltanto la”prima”delle azioni che porremo in atto per opporci con tutte le energie possibili ad un Progetto che và rimesso subito in un cassetto,per rimanerci definitivamente.