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NO AL DECRETO SULLA FORESTAZIONE

Forestazione

Giuliano Serioli

NO AL DECRETO SULLA FORESTAZIONE

Considerate un albero, inserito in una entità unica quale un bosco, una foresta. Non è semplicemente un pezzo di legno che, se tagliato, può produrre energia e viene sostituito ( dopo almeno trent'anni) da un altro “pezzo di legno", un'altra pianta. No, non è così soltanto. E' soprattutto un essere complesso necessario alla nostra respirazione, al nostro esistere.
Pensate ad un bosco, esso agisce come un pompa naturale alimentata dall'energia del sole e permette la circolazione dell'acqua sulla terra.
Il bosco è un polmone, aiuta a filtrare e rinnovare l'aria fissando il carbonio contenuto nell'anidride carbonica e liberando ossigeno durante il giorno.

Vi siete mai chiesti perchè d'estate in città non piove mai ed invece in montagna agiscono frequenti temporali locali?
Sono i boschi a garantire la cosa. A determinare microclimi che ci permettono di respirare meglio e di vivere al fresco.
Attraverso microscopiche aperture presenti sulle foglie, le piante respirano e traspirano, cioè rilasciano vapore acqueo che va a formare nubi, da cui l'acqua tornerà al bosco  coi temporali.

Medicina Democratica ha inviato un appello, sotto forma di lettera aperta, al Presidente della Repubblica, per la difesa delle foreste dalla loro “valorizzazione energetica" che costituisce in realtà un impoverimento in nome della produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso la loro combustione.  Sono le cosidette biomasse, già sottoposte a critiche scientifiche da associazioni ambientaliste e da numerosi scienziati.
La lettera aperta si oppone al D.Lgs riguardante “Disposizioni concernenti la revisione e l’armonizzazione della normativa nazionale in materia di foreste e filiere forestali” che viola la Costituzione Italiana e rappresenta un danno all’ambiente, alla salute e all’economia del paese.
È nostra convinzione, supportata da dati scientifici, che tale D.Lgs. contrasti con alcuni punti fondanti della Costituzione, in particolare con :

Art. 9, La Repubblica “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Art. 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”
Art. 41. L’iniziativa economica… “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare
danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

Un D.Lgs. che se attuato porterebbe danni enormi all’ambiente, all’economia e alla salute dei cittadini. Promuovendo la “valorizzazione energetica” del bosco, promuove in realtà una fonte energetica inefficiente, favorisce il taglio del bosco in modo incondizionato e massiccio.
Ciò si traduce in danni al patrimonio ambientale :
 - consumo e degradazione del territorio
 - danno al patrimonio boschivo e ambientale, già incentivato dallo smantellamento del Corpo Forestale
 - degrado di fondamentali servizi ambientali quali la depurazione dell’aria, la regolazione del regime idrico, la conservazione del suolo e della biodiversità
 - aumento delle emissioni di gas a effetto serra, data l’inefficienza energetica del processo
 - danni alla salute dei cittadini
 - aumento dell’inquinamento atmosferico anche per il venir meno dell’azione depurativa dell’aria operata dalle piante, oltre che per l'aumento di combustione di biomassa.
   Il nostro paese è sotto procedura di infrazione da parte dell’UE per la cattiva qualità dell’aria.
 - rischio che il proliferare incontrollato di impianti a biomassa porti alla combustione di materiale pericoloso per la salute pubblica
 - spreco di prezioso denaro pubblico. Quasi sempre le centrali a biomassa sono in parte finanziate dalle Regioni, le stesse che finanziano la produzione di cippato perchè il
   mercato della legna da ardere, stante i suoi prezzi, non accetta di rifornire le centrali. Prezzo legna da ardere 11-12 euro, prezzo limite del cippato perchè sia conveniente la   produzione            di energia o calore 5 euro. Le centrali a cippato di legna nel Parmense sono cinque : ospedale di Borgotaro, Monchio delle Corti, Neviano Arduini, Calestano, Varano Melegari. Per un
   totale di circa 3,5 Mw di potenza termica e di circa 5.000 t. di consumo annuo di cippato, corrispondenti a circa 50 ettari di bosco annui.  
 - le stesse risorse economiche potrebbero essere usate nello sviluppo di fonti energetiche più sostenibili e nell’aumento dell’efficienza energetica
 - danni al capitale naturale e ai servizi ambientali cui esso provvede
 -  perdita di attività economiche più sostenibili come l’ecoturismo

In sostanza il " Testo Unico sulle foreste e sulle filiere forestali" considera i boschi principalmente come fonti di energia rinnovabile, cioè legna da ardere e cippato per le centrali a biomassa.
Tale interpretazione del Testo Unico è avvalorata ancor più dal fatto che per conseguire gli obiettivi 2020 in materia di fonti rinnovabili, la legge finanziaria 2018 ha prorogato gli incentivi pubblici a favore degli esercenti di impianti per la produzione di energia elettrica alimentati da biomasse.
Risulta evidente che, a causa del combinato disposto di Testo Unico e Legge Finanziaria 2018, le nostre foreste subiranno una pressione molto forte da parte dei gruppi industriali che vogliono lucrare sugli incentivi. La cosa significa spoliazione delle nostre montagne.

Giuliano Serioli
ReteambienteParma


Giuliano Serioli