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Operazione Stige contro la 'ndrangheta: arrestato a Parma imprenditore Franco Gigliotti

Colpito il clan Farao-Marincola che aveva creato una rete criminale estesa fino alla Germania

Una holding criminale capace di estendere i sui tentacoli dal crotonese fino ad alcuni länder della Germania. Sono 169 le persone arrestate nell’operazione Stige, il maxiblitz contro la 'Ndrangheta  condotto dalla Ddd di Catanzaro e dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Crotone.

La filiera dell’organizzazione criminale della cosa Farao-Marincola ha raggiunto anche il territorio di Parma, dove i militari hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere: in manette Aldo Marincola, 33enne nato in Germania e residente a Parma; Fabio Potenza, 30anni, nato a Cirò Marina (Crotone), residente sempre in città, Vittorio Farao, 40 anni, nato a Cirò Marina, residente a Parma e Franco Gigliotti, 49 anni, nato a Crucoli (Crotone) residente a Parma e domiciliato a Montechiarugolo.

Per tutti e quattro l'accusa è di associazione mafiosa, Gigliotti e Potenza anche di intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso.

Gigliotti è un nome molto noto in ambito imprenditoriale in quanto titolare dell'azienda Gf Nuove Tecnologie di via Monte Sporno, attiva da venti anni nel settore dell'impiantistica alimentare e farmaceutica con circa 300 dipendenti e contratti di fornitura per primarie aziende del territorio. Un marchio conosciuto anche per le numerose sponsorizzazioni sportive messe in atto tra cui quella a sostegno del rilancio del Parma calcio nella forma dell'azionariato popolare.

Il 49enne orginario di Crucoli nel crotonese ma da tanti anni a Parma è ritenuto dagli inquirenti "elemento intraneo", cioè partecipe all’organizzazione criminale. Un imprenditore di 'ndrangheta secondo la Dda di Catanzaro "inserito nella gestione di plurimi affari della cosca per un lungo periodo e finanzia la cosca assumendo persone".

In particolare, secondo gli investigatori avrebbe assunto numerose persone, selezionate tra figure di spicco della cosca, che avrebbero sfruttato la copertura del lavoro per delinquere. Oltre a versare con regolarità una parte dei proventi all'organizzazione criminale.

Gli inquirenti gli riconosco poi anche il ruolo di "polmone finanziario", mettendo a disposizione capitali e investimenti con l’obiettivo di aumentare il fatturato delle imprese controllate dalla 'ndrangheta. In Calabria Gigliotti era attivo anche nel settore del riciclo dei cartoni che operava i regieme di monopolio grazie alle intimidazioni della cosca.

Tra le persone impiegate in alcune società del gruppo Gf (RP Work Unipersonale, PR Service, CLC Impianti e Gg Service) figurano Marincola e Farao, assunti allo scopo di tenere sotto controllo le richieste dei dipendenti e garantire protezione da eventuali richieste estorsive di altri clan 'ndranghestiti come Grandi Aracri. "Scongiurare pressioni estorsive da parte di altre organizzazioni criminali e calmierare ‘ndranghetisticamente le pretese laburistiche dei
dipendenti" si legge nell'ordinanza.

Farao e Marincola, è emerso dall'inchiesta, avrebbero anche acquistato considerevoli quantità di droga a fini di spaccio.

Potenza, il terzo arrestato, avrebbe avuto il ruolo di gestire l’accoglienza dei boss e seguire il filone turistico in Calabria per conto della cosca. 

Non è la prima volta che operazioni di polizia svelano la presenza di uomini esponenti delle cosche calabresi. E' il caso dell'arresto delll'armiere del clan Arena, di due altri fermi di persone legate al clan Trapasso e ovviamente i fatti di Aemilia che hanno sveltao in pieno la presenza della potente malavita calabrese in regione.

Altri arresti sono stati eseguiti a Reggio Emilia, Modena e Bologna. Si tratta di Francesco Bonesse, 47, nato a Melissa (Crotone) e residente a Reggio Emilia, Andrea Grillini, 40, nato a Bologna e residente a Monterenzio (Bologna) e Roberto Botti, 51, nato e residente a Modena.

"Questa indagine - ha detto il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri - è la più grande per numero di arresti degli ultimi 23 anni. E' un'indagine da portare nelle scuole di magistratura per spiegare come si fa una indagine per 416bis. Siamo di fronte a un 'locale', quello di Cirò,

 antico che partecipa al Crimine e al Tribunale della 'ndrangheta. È una struttura così radicata nel territorio che non necessita neanche più di fare intimidazioni".

Lo stesso procuratore aggiunto Vincenzo Luberto ha spiegato la "mutazione genetica della 'ndrangheta. Non possiamo più parlare di infiltrazione dei clan nella vita economica - ha spiegato - ma siamo di fronte a una immedesimazione tra 'ndrangheta e imprenditoria". 09 gennaio 2018

Fonte Link parma.repubblica.it