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Paolo Savona, tutte le deleghe: il suo è un super-ministero

È dalla ultima edizione della Gazzetta ufficiale, datata 5 luglio, che apprendiamo come il ministro agli Affari europei Paolo Savona abbia ricevuto dal consiglio dei ministri presieduto da Giuseppe Conte una lunga serie di deleghe. Tanto da farne un “superministro”, in barba alle resistenze dei “mercati” (e soprattutto delle istituzioni a loro asservite). Per giudicare, basta leggere l’elenco di ciò di cui si occuperà nelle more dell’esercizio della funzione il professor Savona:

“il Ministro per gli affari europei professor Paolo Savona è delegato ad esercitare le seguenti funzioni relative:

  1. a) alla promozione e al coordinamento delle attività e delle iniziative inerenti all’attuazione delle politiche dell’Unione europea di carattere generale o per specifici settori, assicurandone coerenza e  tempestività,  nonché alle  attività inerenti alla partecipazione dell’Italia alla formazione di atti e normative dell’Unione;
  2. b) alle attività inerenti alla partecipazione del Parlamento al processo di formazione della normativa dell’Unione europea, di cui alla legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante «Norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione  e  all’attuazione  della normativa e delle politiche dell’Unione europea»;
  3. c) alla convocazione e presidenza del Comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE) di cui  all’art.  2  della  legge  24 dicembre 2012, n. 234, al fine di concordare le linee  politiche  del Governo nel processo di formazione  della  posizione  italiana nella fase di predisposizione degli atti dell’Unione  europea,  nonché  al fine di consentire il puntuale adempimento dei compiti  di  cui alla medesima legge n. 234 del 2012;
  4. d) alla partecipazione, d’intesa con il Ministro competente, alle riunioni del Consiglio dell’Unione europea, rappresentando l’Italia, con riferimento agli argomenti all’ordine del giorno, in relazione:

1) alle formazioni Affari generali e competitività riguardanti il mercato interno dell’Unione europea;

2) alla disciplina dell’eurozona;

  1. e) a contribuire, d’intesa con i Ministri competenti, alla formulazione di proposte in materia di riforma dei  trattati e del diritto europeo;
  2. f) d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze:

1) a contribuire alla elaborazione della politica economica in ordine alla presentazione del Programma nazionale di riforma e alla pianificazione degli investimenti pubblici, in relazione alla stima del loro impatto,  nel  quadro degli adempimenti e dei  parametri fiscali derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’unione monetaria;

2) a formulare, sulla base dell’analisi dei dati Eurostat e Istat, proposte al Ministro competente in materia di indirizzo della spesa pubblica;

  1. g) all’armonizzazione fra legislazione dell’Unione europea e legislazione nazionale, tenuto altresì conto  della verifica di conformità europea dei disegni di legge governativi, di cui all’art. 7, comma 5-bis, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 novembre 1993, e successive  modificazioni,  recante  «Regolamento interno del Consiglio dei  ministri», nonché  alla presidenza del Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 91, e successive modificazioni e integrazioni;
  2. h) alla valutazione, d’intesa con i ministri competenti per materia, dell’iniziativa ad essi spettante in ordine alla presentazione di ricorsi alla Corte di giustizia dell’Unione  europea per la tutela di situazioni d’interesse nazionale e alla decisione d’intervenire in procedimenti in corso avanti a detta istanza;
  3. i) al coordinamento, nella fase di predisposizione della normativa dell’Unione europea,  delle  amministrazioni dello Stato competenti per settore, delle  regioni, degli operatori privati e delle parti sociali interessate, ai fini della definizione della posizione italiana da  sostenere, d’intesa  con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in sede di Unione europea;
  4. l) all’adeguamento coerente e tempestivo, da parte delle amministrazioni pubbliche, agli obblighi dell’Unione europea, nonché alla conformità e alla tempestività delle azioni volte a prevenire l’insorgere di contenzioso e ad adempiere le pronunce della Corte di giustizia dell’Unione europea, informando il Parlamento dei procedimenti normativi in corso nell’Unione europea e delle correlate iniziative del Governo;
  5. m) alla convocazione, d’intesa con il Ministro delegato per gli affari regionali e le autonomie, e alla copresidenza della sessione europea della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, di cui all’art. 22 della citata legge n. 234 del 2012, e all’art. 5 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni e integrazioni, al fine di raccordare le  linee della politica nazionale relative all’elaborazione degli atti dell’Unione europea con le esigenze delle autonomie territoriali;
  6. n) alla convocazione, d’intesa con il Ministro dell’interno, e alla copresidenza della sessione speciale della Conferenza Stato-città e autonomie locali dedicata alla trattazione degli aspetti delle politiche dell’Unione europea di interesse degli enti locali di cui all’art. 23 della citata legge n. 234 del 2012;
  7. o) alla predisposizione, sulla base delle indicazioni delle amministrazioni interessate, degli indirizzi del Parlamento e del parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, del disegno di legge di delegazione europea annuale e del disegno di legge europea annuale e degli altri provvedimenti, anche urgenti, di cui alla citata legge n. 234 del  2012,  idonei a recepire nell’ordinamento interno gli atti dell’Unione europea, seguendone anche il relativo iter parlamentare, nonché la successiva attuazione;
  8. p) alle attività inerenti alla predisposizione delle relazioni annuali al Parlamento e delle altre relazioni di cui alla citata legge n. 234 del 2012;
  9. q) al coordinamento, d’intesa con i ministri competenti, in ambito nazionale dell’attività conseguente ai lavori delle Agenzie europee di regolamentazione;
  10. r) alla diffusione, con i mezzi più opportuni, delle notizie relative ai provvedimenti di adeguamento dell’ordinamento interno all’ordinamento dell’Unione europea, che conferiscono diritti ai cittadini dell’Unione in materia di libera circolazione delle persone e dei servizi, o ne agevolano l’esercizio;
  11. s) alla promozione dell’informazione sulle attività dell’Unione europea e delle iniziative volte a rafforzare la coscienza della cittadinanza dell’Unione, in collaborazione con le istituzioni europee, con le amministrazioni pubbliche competenti per settore, con le regioni e gli altri enti territoriali, con le parti sociali e con le organizzazioni non governative interessate;
  12. t) alla formazione di operatori pubblici e privati, alla promozione nelle tematiche europee, nonché ad altre iniziative di sostegno alle politiche europee, sia a livello nazionale sia, ove occorra, d’intesa con il Ministro  degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nei confronti dei paesi candidati e terzi a vocazione europea, promuovendo anche strumenti di  formazione a distanza e gemellaggi”. 8 luglio 2018

    Fonte Link: http://www.qelsi.it/2018/paolo-savona-tutte-le-deleghe-il-suo-e-un-super-ministero/ 

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