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La vita sta cambiando pelle

Parma 360, Festival della creatività: il sonno della ragione crea mostre

Foto LUIGI BOSCHI: Un'opera del terzo paradiso piazzale della Pace a Parma 2/4/2016

Il parco di Piazzale della Pace (piazza dei Guasti… continuano) a Parma è un’area museale vincolata al progetto di Mario Botta, quindi protetta. Progetto affidato all’architetto ticinese il 12 maggio del 1992, non nel 1998 come viene erroneamente scritto dalla Gazzetta di Parma nell’inserto “giorno e notte” pag 4 del 31 marzo 2016, dedicato a questo festival della creatività inteso come manomissione grave di un’area verde, parte integrante di un complesso monumentale, sottoposta a vincolo, che non può essere deposito di cianfrusaglie, fatte passare come ”rigenerazione urbana” da contrapporre al processo di incuria istituzionale. Il Progetto Botta, proseguito nel 1993 dall’Amministrazione di Stefano Lavagetto, subentrato a Mara Colla nell’agosto 1992, prevede il vuoto verde per colmare il pieno costruito della Pilotta. Nel Progetto Botta, il tessuto connettivo fra le diverse parti era il verde, a cui l’architetto adibiva il resto della piazza. E quest’area non può essere continuamente manomessa.

La prima volta fu nel 2003 dal Consorzio del Prosciutto di Parma che devastò (complice il sindaco Elvio Ubaldi) con la loro installazione tutto il manto erboso pertinente il loro edificio e pure il sistema di drenaggio del terreno sottostante. Terminata la manifestazione, per circa 30 giorni, fu rifatta completamente quella parte (mai però ritornata come prima dello scasso) con un costo di circa 150 milioni di lire.
Poi mancò la cura sia del manto erboso, sia della canalizzazione delle acque perimetrali, della vasca planimetrica lasciata senz’acqua che è il recupero dell’antico impianto della chiesa di San Pietro martire; lasciato all’abbandono l’impianto di illuminazione originario. Per motivi di sicurezza, qualcuno, poi, pensò di infilarci nel parco dei lampioni fuori scala con basamenti di cemento che nulla hanno a che vedere con il disegno di tutta l’opera.
Si usò quest'area come baraccopoli ubaldiana per ospitare gli ambulanti durante i lavori per il rifacimento di piazza Ghiaia.
La pavimentazione in pietra è stata spesso oggetto di transito di Tir per allestimenti temporanei sul ciottolato.

Vi fu una colpa grave, questo bisogna dirlo, quando lo stesso Botta “intortò il Partigiano di Mazzacurati” demolendo il baluardo su cui era collocato, disegnato dall'architetto Guglielmo Lusignoli.
La vedova dell’artista parmigiano fece causa al Comune di Parma che la perse. I giudici infatti condannarono il Comune al risarcimento del danno, riconoscendo che il basamento del monumento era parte integrante dell’opera.  
Ora arriva per 45 giorni “il terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto”  (LINK) posto in un’area protetta monumentale per 2.500 mq proponendo una sua “rigenerazione urbana” (si parla di 25.000 euro per installare il suo simbolo della caramella, o, come lui lo chiama, del terzo paradiso). Vorremmo ricordare all'artista che l'area fu già rigenerata da parcheggio polveroso, proprio con il progetto Botta. La verità è che tutto il parco, l’area monumentale è stata abbandonata all’incuria e all’inciviltà delle istituzioni (così vedi anche Parco Ducale e i bagni pubblici ipogei a fianco del Regio nella completa trascuratezza strutturale interna) che non hanno tempestivamente protetto né manutenuto nella sua usura. Grave responsabilità dei servizi del Comune che avrebbero dovuto provvedere alla conservazione delle opere. 
Questa area verde museale a carattere culturale contemplativa (del loisir la chiamò Quintavalle), un luogo per la felicità di chi vi soggiorna, non a carattere mercatale né economico, deve essere rispettato con le doverose manutenzioni dalle istituzioni e da chi vi soggiorna temporaneamente. Non è area fieristica, né di temporanee baraccopoli estive che impediscono la visione e il passaggio. Il degrado è stato generato dal continuo uso improprio, autorizzato, mutilando e ferendo l’opera nella sua complessità. Recentemente con la "Festa Irlandese" che di irlandese aveva solo i barili di birra (LINK). Dopo questa ennesima occupazione anche con il “terzo paradiso”, vorremmo che tutta l’area verde sofferente, venisse ripristinata secondo regola d’arte compreso tutto il suo sistema idrico e le canale perimetrali; sistemate le lastre di pietra rotte; ripristinato l’originario impianto di illuminazione. Questo a spese degli organizzatori e di chi li ha autorizzati. La rigenerazione urbana, caro maestro Pistoletto, parte da questo. Ridare rispetto al senso dell’opera museale di piazzale della Pace. Tutto il piano zero di questo importantissimo monumento nazionale è lasciato all'abbandono, all'uso improprio che ne ferisce pesantemente il valore. Ecco un lavoro da realizzare per il gruppo "io ci sto" se volessero rendersi veramente utili per la rinascita della città. Rivedere con una adeguata progettazione il restauro e l'utilizzo di tutta "l'area piano zero" della Pilotta che è il cuore, ora ferito, della città. Le operazioni di distrazione di massa, dove la cultura è ripiegata al mercatino, e ferisce strutturalmente la pavimentazione delle piazze storiche, non sono più tollerabili. "Il futuro della città passa per il recupero della città pubblica", non attraverso la riproduzione di eventi che rilasciano solo macerie senza sedimentazione culturale.  

Il 5 di maggio con la presenza di Botta a Parma, vorremmo avere sul luogo la sua testimonianza diretta di come è stata gestita e utilizzata la sua opera. Siamo curiosi di sapere cosa ne pensa.
Il cuore della città messo a morte dai predoni, non si rianima con queste cure palliative alla Pistoletto. (Parma, 02/04/2016; aggiornamento fotografico del 8/4/2016)

Luigi Boschi

Ecco una gallery sulla condizione dei bagni ipogei di Parma a fianco del Teatro Regio

Foto Luigi Boschi: la condizione dei bagni ipogei di Parma

Le condizioni del piazzale della Pilotta

La situazione all'esterno del teatro Regio di Parma

Pistoletto gallery

Chissà se lo sanno...

Chissà se  lo sanno che è una citazione?
Marina

rappresentazione del livello culturale di Parma

Caro Luigi,
ti rispondo brevemente. Tutta questa "creatività'" sbandierata a 360 gradi mi sembra l' esatta rappresentazione del livello culturale di Parma.
Pistoletto è un bluff! Avevamo una Piazza probabilmente con troppo verde (d'altra parte frutto di tanti compromessi) ma non siamo riusciti a tenerla se non per pochi mesi... Su questo che resta un campo incolto ci si è fatto di tutto, quindi vanno bene anche i pallet dove Manifatturaurbana
che mi sembra essere diventata il braccio esecutivo artistico culturale dei 5 stelle può esercitare la propria creatività da sobborgo parigino!
Con Botta...più' volte abbiamo parlato del degrado del suo lavoro. Sinceramente non capisco perché abbia voglia di venire a Parma. Ma è fatto così. Io probabilmente non ci sarò. Ho un concetto di città' ben diverso dove gli spazi hanno precisi significati e non possono essere utilizzati a seconda dello sponsor del momento.
Ciao. Haig