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Parma come il Cile di Pinochet e la Cina: diritti inviolabili, violati

Provvedimento di sequestro del Tribunale di Parma
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Parma come il Cile di Pinochet e la Cina. «diritti inviolabili» violati.

Libertà di stampa l’Italia è al 73° posto (LINK) dovuta anche per cause di diffamazione ingiustificate. Parma certamente contribuisce a questo primato, perseguendo il Tribunale (dottor Gennaro Mastroberardino) con un provvedimento di sequestro questo giornale online reo di aver pubblicato articoli di opinione, con la prosa della satira e dell’ironia (tutelati dai diritti inviolabili Costituzionali). Quali le competenze letterarie e artistiche di questo magistrato e prima di lui il PM Laila Papotti e Eliana Genovese, che sentenzia sulla prosa dei miei articoli e sulla mia opera? La storia è colma di aggressive, ingiustificate censure, che nel tempo sono state riviste rispetto alle originarie posizioni. Nessuno dei censori ha però pagato per il danno commesso.

Un giornale online luigiboschi.it che è una espressione artistica ultra decennale con rubriche di molteplici autori, Adriano Accattino di Ivrea, Enzo Bianchi, priore di Bose, don Umberto Cocconi, della San Cristoforo, dello scomparso prof. don Antonio Moroni,  la presenza di artisti con le loro opere, gallerie, videoweb, informazioni sulla  Musica e il teatro lirico, Fondazioni culturali e musicali, testi di poeti, scrittori, filosofi, informazioni sulla salute e benessere, wealth food, alimentazione vegan, stili di vita sostenibili, ambiente e animali, con articoli di giornalismo di indagine, un’opera unica, un lavoro quotidiano di cesello, di documentazione, una testimonianza storica, una emeroteca virtuale sempre online quotidianamente aggiornata. Tutto questo lo vogliono ingiustamente sequestrare con motivazioni che ho contestato durante il processo di primo grado, nel ricorso in Appello a Bologna (presentato nei termini e ancora da discutere), al Riesame, in Cassazione. Tutte le possibilità giuridiche sono state esperite, ma la burocrazia giuridica ha i suoi tempi che non sono paragonabili a quelli di un giornale online quotidiano. Non è stato sufficiente l'oscuramento dell'articolo oggetto di querela!.. e neppure degli altri collegati al nome del querelante (che prudenzialmente ora evito pure di citare). Eppure non ho scritto, né pubblicato nulla che sia stato mai smentito. Articoli tratti anche da altri giornali attualmente ancora online, non oggetto né di querela, né di sequestro. 
Questa violenza giuridica nei confronti di questo giornale online ha inciso e inciderà negativamente in modo profondo sulla mia scrittura, nella mia operatività in rete. E' forse questo il ruolo della giustizia? Nel mio caso una forma di dissuasione e intimidazione. Una violenza inaudita e ingiustificata che non ha precedenti. La verità fa male e non si può dire!... non è tutelata, ma contrastata. E' con queste modalità che si tutela il giornalismo di denuncia e la satira? Per voi "della buon costume conformista", si dovrebbe scrivere l'ovvietà, lo scontato. Mi sento un perseguitato nei miei diritti sanciti dalla Costituzione italiana nel diritto di cronaca e di opinione. Colpito nella mia opera di oltre dieci anni. Colpito nel mio lavoro. Nel mio quotidiano impegno. Accusato per reato d’opinione (trasformato in diffamazione). Questa è Parma, nell' Italia del 73° posto nell'annuale classifica mondiale di Reporter senza frontiere, sulla libertà di Stampa), dove non mi è concesso di poter scrivere il mio pensiero, di continuare la mia opera artistica, tolta a tutti la consultazione, messa sotto sequestro (non ancora eseguito), da una ordinanza del magistrato Gennaro Mastroberardino. Dovrò chiedere asilo politico all’estero, dove l'arte non è zittita né censurata, ma sostenuta. I cervelli dall'Italia se ne vanno e fanno bene a farlo. E maledico il giorno in cui decisi, malauguratamente, di tornare in Italia e per di più nella mia città. This is my original sin. (Parma, 21/11/2015)

Luigi Boschi 

Breve Nota di identità di luigiboschi.it
Il socialblog "luigiboschi.it" è divenuto nel tempo un giornale online quotidiano, un luogo virtuale contestualizzato aperto a opinioni, informazioni, news, video, una ricerca di espressione artistica digitale individuale e collettiva nella comunità virtuale, nel divenire di una realtà nei suoi molteplici aspetti. Una voce mutevole e diretta di un accelerato divenire biotecnologico: una continua esperienza di futuro. Non si censura (se non le offese o le pretestuosità), non si emargina, ma si comprende e si include coltivando i diritti delle diversità, il diritto di cronaca, di opinione, di satira. Questa è la mia opera che vogliono sequestrare.

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date un cavallo a chi dice la verità...

È mai possibile? Sono esterrefatto da quanto appreso.

Mio Padre mi ripeteva spesso questo detto antichissimo ( forse cinese): 

Date un cavallo a chi dice la verità affinché possa mettersi in salvo.

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