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Parma, Ferretti: "Conto Stu svuotato? Noi corretti, prova è restituzione soldi"

Il caso del consulente dell'Authority in fuga con 600 mila euro. L'assessore: "Non abbiamo reso pubblica la vicenda per rispetto del segreto istruttorio". Pezzutto insiste: "Una vicenda che si è verificata in piena campagna elettorale..."

"Come Comune e Stu Authority riteniamo di avere agito correttamente. In caso contrario, non credo la banca coinvolta (Credito Valtellinese, ndr) ci avrebbe restituito tutto il maltolto con valuta datata il giorno della sparizione".

L'assessore al Bilancio Marco Ferretti commenta la vicenda del consulente della società partecipata sparito con quasi 600mila euro e rivendica il comportamento lineare tenuto dai due enti pubblici: "Abbiamo fatto quello che ogni amministratore doveva fare, cioè recuperare i soldi" dice ricordando di essersi recato nell'istituto di credito con i carabinieri e il liquidatore della società partecipata.

Eppure i gruppi di minoranza Parma Unita Centristi e Pd hanno annunciato una richiesta di chiarimenti evidenziando soprattutto la mancanza di indormazioni su una vicenda risalente allo scorso giugno: "Una volta sporta denuncia da parte nostra e avviata l'indagine, gli inquirenti ci hanno chiesto di mantenere il segreto istruttorio ed è per questo che non abbiamo fatto trapelare nulla. Per rispetto nei confronti di chi sta conducendo l'inchiesta. Reputo una polemica sterile quella della minoranza". E si chiede come sia possibile che dalla Procura escano notizie relative a indagini non ancora chiuse.

"Come è potuto accadere? E' evidente che qualcuno ha sbagliato ma non siamo stati noi del Comune o della Stu che abbiamo controllato come dimostra l'immediato riscontro sull'ammanco. Faccini non aveva potere di firma sul conto, non era autorizzato a compiere certe operazoni. Ribadisco: se la banca ci ha restituto tutto, fino all'ultimo centesimo, presumo lo abbia fatto dopo aver effettuato le opportune valutazioni. E' chiaro che alcuni passaggi non sono stati eseguiti correttamente".

"Qualcuno ha sbagliato ma non siamo noi. In caso di nostra responsabilità - è la tesi di Ferretti - dubito ci avrebbero ridato i 576mila euro. Avranno analizzato i fatti e convenuto che sono stati commessi degli errori". Quanto a Faccini che sia "Brasile, Polonia o Africa, spero venga assicurato alla giustizia".

Per ora il consulente è fantasma anche per il l'elenco pubblicato sul sito di Stt dove il suo nome non compare tra i collaboratori.

"Non voglio fare una polemica con l’sssessore Ferretti che ho conosciuto in questi mesi come persona seria e che sono certo che non si sottrarrà al confronto in commissione o in Consiglio Comunale, ma mi corre l’obbligo di fare alcune precisazioni sul suo intervento" replica Fabrizio Pezzuto dopo le parole di Ferretti a Repubblica Parma.

"Nulla vale dire che la società sia partecipata e che i soldi non fossero del Comune, la società è partecipata al 100% dal Comune, è evidente che si parli di soldi pubblici, tanto è vero che lo stesso assessore si è recato a fare la denuncia assieme al legale rappresentante di Stu Authority. Aldilà dell'inchiesta penale e del felice esito della vicenda con la restituzione del denaro, corre l'obbligo, comunque, di capire se, all'interno di quella società e delle altre, siano state poste tutte le procedure perché un fatto del genere non potesse succedere e quanto i controlli siano tempestivi. Conoscere questo è un diritto sacrosanto della minoranza e della città, diversamente non si capisce cosa ci si aspetti dall'opposizione".

"Ribadisco le mie richieste di ascoltare il liquidatore in commissione e di verificare i documenti. Il dato di fatto non smentito, finora, è che un consulente della società (o il rappresentante di una società consulente, perché nell'anagrafe trasparente di Stu, Faccini non compare tra i consulenti) ha messo in fila alcune operazioni finalizzate ad asportare denaro, in un periodo di tempo non ben definito, avvalendosi di una firma falsa del liquidatore. Rimangono tutti gli interrogativi sul ruolo del Faccini all’interno della società (che dalle ricostruzioni sembrerebbe essere molto centrale), sulle deleghe attribuitegli, sulla fiducia e libertà d’azione accordatagli e sui controlli sul suo operato".

E resta l’interrogativo "tutto politico della comunicazione di quanto accaduto alla città. E la domanda è: se la stampa non avesse rivelato l’episodio, lo stesso sarebbe stato comunicato alla città? E quando? Tanto più che questa vicenda si è verificato in piena campagna elettorale. E scusate se è poco".

Pge - Intanto, sempre in ambito società paretcipate, l'Amministrazione comunale fa sapere di avere confermato la fiducia nell’operato dell’avvocato Andrea Bertora, nominato consigliere all’interno del consiglio di amministrazione di Parma Gestione Entrate nell’aprile 2016 coinvolgendo nella scelta anche l’allora minoranza del consiglio comunale. 03 ottobre 2017

Fonte Link parma.repubblica.it


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