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Parma, Galleria Niccoli, FELICE LEVINI: La volpe sa molte cose, ma l’istrice ne sa una grande. 11 novembre 2017 – 16 febbraio 2018.

Levini

FELICE LEVINI

La volpe sa molte cose, ma l’istrice ne sa una grande Archiloco 

A cura di Roberto Niccoli, Marco Niccoli, e Marco Scotti

Periodo: 11 novembre 2017 – 16 febbraio 2018.

Inaugurazione: Sabato 11 novembre ore 18.00.

Luogo: Galleria d’arte Niccoli, Borgo Bruno Longhi 6, 43121 Parma.

Orario: 10.00 – 12.00 / 16.00 – 19.00

domenica e lunedì chiuso, sabato su appuntamento.

Informazioni: Tel. + 39 0521282669 - https://www.niccoliarte.com/  

Inaugura sabato 11 novembre, negli spazi della Galleria Niccoli di Parma, la mostra di Felice Levini La volpe sa molte cose, ma l’istrice ne sa una grande. A partire dall’enigmatica frase che dà il titolo alla mostra, una citazione del poeta greco Archiloco, si rivelano alcuni elementi centrali nella poetica di Levini e in particolare nei lavori esposti: in questo progetto inedito, pensato specificamente per gli spazi della galleria, l’artista prosegue la sua ricerca tra pittorico e oggettuale, tra astratto e figurativo, in una serie di dualismi in cui il ruolo del testo è centrale così come quello dell’autoritratto. Le citazioni e i rimandi rimangono così in questi lavori sospesi tra elementi decorativi, immaginari mitologici e riprese di elementi quotidiani, mentre la tecnica rimane un elemento imprescindibile, strettamente connesso all’idea di lentezza.

Felice Levini è una figura fondamentale nella scena artistica romana fin dagli anni Settanta a partire dalla fondazione dello spazio indipendente di Via S. Agata dei Goti nel 1978, luogo di incontro per mostre e serate di poesia gestito dagli stessi artisti. Muovendo da un clima politicamente impegnato

- non a caso il 1978 è l’anno del caso Moro - Levin ha portato avanti il suo percorso artistico con alcuni riferimenti fondamentali contemporanei - Alighiero Boetti e Gino De Dominicis su tutti - e in generale della storia della pittura del Novecento quali Gino Severini, Yves Klein e Piero Manzoni, affiancando figure come Salvo e Luigi Ontani e attraversando alcuni momenti centrali della storia delle mostre del secondo dopoguerra in Italia. Ha esposto all’interno della mostra del gruppo dei Nuovi-Nuovi a cura di Renato Barilli alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Bologna nel 1980, alle Biennali Veneziane del 1988 e del 1993, all’interno di gallerie quali Studio Cannaviello, La Salita, Massimo Minini, Il Milione, Eva Menzio, Pio Monti, Galleria Pieroni, La Nuova Pesa, A.A.M. Galleria, L’Attico, Spazio Borgogno e Ronchini, in spazi come la fondazione VOLUME! di Roma  o il Museo Lauba di Zagabria, in musei quali la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma. Del suo lavoro si sono occupati tra gli altri Achille Bonito Oliva, Renato Barilli, Marco Meneguzzo e Bruno Corà, cercando di definire un linguaggio che ha sempre messo la pittura al centro, cercando però di rimanere sempre, come dichiara lo stesso artista, “ideale, mobile e imprevedibile”.

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