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Parma, il Pd prova l'ennesima ripartenza: "Basta divisioni". Nicola Cesari nuovo segretario provinciale del partito

Nicola Cesari nuovo segretario provinciale PD di Parma

Ufficiale Cesari alla segreteria provinciale. Moroni guiderà l'assemblea
Ripartire dal nuovo gruppo dirigente, superare le divisioni. Questo l'impegno preso dall'assemblea provinciale del Pd che all'hotel San Marco di Ponte Taro, lunedì sera, ha ratificato l'esito del congresso: Nicola Cesari, 38 anni, sindaco di Sorbolo, è ufficialmente il nuovo segretario del partito. Nei 51 circoli su 2800 iscritti hanno votato in quasi 1400.

Lunedì prossimo sarà la volta dell'insediamento di Michele Vanolli alla guida del Pd di Parma. Si chiude così la fase commissariale gestita da Paolo Calavno dopo l'ennesima sconfitta elettorale alle Comunali nel capoluogo (a cui nessuno, in più di tre ore di interventi, farà mai esplicito riferimento).

Primo segno di distensione la scelta di Cesari di proporre l'ex sfidante Fabio Moroni alla guida dell'assemblea provinciale, scelta condivisa all'unanimità dal centinaio di delegati presenti.

Moroni, pur frenato in alcuni passaggi dalla commozione, ha messo a nudo i problemi del Pd: iscritti e votanti alle primarie dimezzati nel giro di pochi anni, confronto congressuale spesso spento o assente, un partito da ricostruire dalle fondamenta che non è più motore di proposta politica sul territorio. Da qui la scelta di candidarsi per non assistere "immobile e impotente all'alternarsi di gruppi dirigenti in una corsa verso il peggio". Ha fatto gli auguri a Cesari, che evidentemente ne ha bisogno, e ha promesso: "E' finito il tempo delle ripicche, io sarò leale".

L'atletico Cesari, calciatore per 30 anni, ha aperto il suo intervento con una battuta: "Non conta l'altezza ma essere all'altezza" e per esserlo garantisce che tornerà subito nei circoli di tutta la provincia per costruire un "partito aperto, inclusivo, pratico, di azione, che non sia né dei sindaci né degli amministratori".

Dal palco proferisce la parola "compagni" solo un attempato militante ma Cesari almeno rimarca le origini: "La mia famiglia mi ha insegnato a essere di sinistra, mio nonno è stato partigiano"; guarda avanti: "Basta con i personalismi che ci hanno portato alle sconfitte". E sui rapporti con l'Amministrazione Pizzarotti (mai citato): "Prima guardiamo al nostro partito".

Fa esempi pratici: "A Sorbolo ho vinto le elezioni grazie ai social: i miei sfidanti non avevano facebook. Le feste non bastano più e non possiamo restare chiusi nelle segreterie. Il calo degli iscritti c'è e deriva anche dalla crisi economica: molti hanno dovuto risparmiare i 20 euro della tessera".

Sono presenti i tre parlamentari, i consiglieri regionali, quelli comunali di Parma e anche l'ex candidato alle primarie Dario Costi. Il senatore Giorgio Pagliari, pronto alla ricandidatura alle Politiche, molto probabilmente alla Camera dei Deputati, cita Mino Martinazzoli ("Oltre la politica c'è la vita") e vede nella proposta di Cesari di nominare Moroni a capo dell'assemblea provinciale la "possibilità di avviare un percorso per uscire dalla palude e diventare un partito vero, composto da una pluralità di persone credibili in un partito credibile". Litigi e rivalità che, d'altra parte, hanno caratterizzato anche i cinque anni di Governo nazionale: "Siamo stati l'opposizione di noi stessi" coprendo così il buono di una legislatura che "ha cambiato il paese"; "la legge elettorale? Un atto di responsabilità verso il paese".

Anche per Patrizia Maestri il Pd "fatica a far comprendere l'azione di governo, ad esempio sul fronte del contrasto alla alla povertà" e invita a non perdere il legame con il mondo del lavoro.

Distensione è il filo conduttore dell'assemblea, la neoleletta segretaria del circolo Oltretorrente, Gabriella Corsaro, vede una "ritrovata umanità"; per Giuseppe Romanini la giovane segreteria rappresenta "può andare oltre le divisioni al termine di un congresso che non è stato un rito stanco. Cesari sia il segretario di tutti, eviti il rischio dell'autoreferenzialità" e lo invita a completare presto direzione e segreteria in modo da poter affrontare le imminenti scadenze elettorali nazionlali  e locali.

Massimo Iotti ha difeso il lavoro della Regione, tirata in ballo sul ponte di Casalmaggiore (per Pagliari una "questione elettorale di primissimo piano e per questo serve un impegno diretto del Governo"): "Il Pd è un partito vero, l'unico che fa congressi veri. Occorre mettere da parte le divisioni e cercare di coinvolgere di più

 i cittadini: è l'unica possibilità che abbiamo per affrontare i cambiamenti"; ricorda che ci sono stati congressi in provincia con un manipolo di votanti.

Ha chiuso gli interventi Calvano: "Si apre una stagione nuova. Oggi Parma riparte, il livello provinciale e comunale devono riconoscersi e assumere insieme le responsabilità di risolvere i problemi. Basta al 'gioco' di assegnare le colpe". (francesco nani)

Fonte Link parma.repubblica.it

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