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La vita sta cambiando pelle

Parma, rifiuti a rischio sanitario

Rifiuti a rischio sanitario

Riprendo uno stralcio della lettera della biologa Laura Re del 2 luglio 2015, pubblicata sulla Gazzetta di Parma il 9 luglio 2015.
“Vorrei dare il mio contributo alla discussione per quel che riguarda un punto particolarmente problematico: i rifiuti a rischio biologico e sanitario. Mi riferisco ad Assorbenti femminili, pannolini per bambini, pannoloni per adulti incontinenti e lettiere per gatti. L’attuale sistema genera due problemi. Il primo è la convivenza con escrementiin appartamenti per una settimana, con il conseguuente rischioinfettivo che può essere anche molto grave: per esempio dopo un paio di giorni gli escrementidi gatto sfarinano e possono rilasciare l’agente  della toxoplamosi, in grado di causare aborto, malformazionie cecità nel feto se toccati in gravidanza. Di certo ci scandalizzeremmo se l’ospedale tenesse i rifiuti a rischio biologico  a contatto con i pazienti per una settimana: questo sistema non è diverso.
Per minimizzare il rischio , attualmente l’unica possibilità è avvolgere questo tipo di rifiuti  in plastiche spesse e non biodegradabili, in attesa di potersene disfare  il giorno stabilito. Il secondo problema è di tipo economico: la quantità di questo tipo di rifiuti non può essere ridotta con la buona volontà come il resto del residuo.
Le famiglie con bambini piccoli, anziani, invalidi o chi si concede il lusso della compagnia di un animale, magari sottratto al randagismo,o adottato al gattile, si troverà necessariamente a sfruttare tutte le raccolte settimanali del residuo  e quindi a pagare il massimo, anche se poi  magari lava i vasetti dello yogurt prima di metterli nella plastica .
Non mi sembrano le categorie di cittadini da colpire con tariffe punitive.

Laura Re
insegnante di biologia

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