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La vita sta cambiando pelle

Parma, Serie A a rischio. E la Procura chiede 4 anni di squalifica per Calaiò

Tifosi parmacalcio

Questa non può chiamarsi Giustizia sportiva!! Ma soprusi di una Procura. Mi ricorda il film DOGVILLE. Una vergogna. Aspettiamo ora la sentenza che vogliamo sperare voglia prendere in considerazione i fatti sportivi del campo e non sciocchezze /o ingenuità di una persona Calaiò che non ha prodotto alcun danno e non ha alterato nulla, né tentato di corrompere alcuno. Una richiesta sproporzionata, sia per la società, sia per il calciatore. Semmai si esamino meglio le gestione di Zamparini a Venezia e a Palermo. O si vorrebbe usare il Parma calcio per altri scopi, non certo di giustizia sportiva che, forse, diventa strumento per altri interessi. 
Nemmeno l'ingiustizia sportiva toglierà al Parma Calcio l'impresa storica che si vorrebbe infangare. Da sportivo e non da tifoso, voglio credere ancora che prevalga, alla fine, la verità. E dopo questo tentato scippo sarà ancora più grande la scalata dalla D alla A in 3 anni consecutivi: "Come noi, nessuno mai". Sono convinto che il Parma giocherà in serie A il prossimo campionato. Lo ha sancito il campo. LB


Per il club chiesti due punti di penalizzazione per il campionato 2017-18 (e quindi il sorpasso di Frosinone e Palermo in classifica) o 6 nel prossimo campionato.

Ha preso il via a Roma il processo davanti al Tribunale nazionale della Figc, presieduto da Mario Antonio Scino, nei confronti dell'attaccante Emanuele Calaiò e del Parma. Il giocatore, difeso dall'avvocato Paolo Rodella, è accusato di tentato illecito sportivo (art.7 commi 1 e 2 del codice di giustizia sportiva) per alcuni messaggi spediti via whatsapp all'ex compagno di squadra Filippo De Col prima dell'incontro del 19 maggio scorso tra Spezia e Parma. Il club emiliano, difeso dal legale Edoardo Chiacchio, risponde per responsabilità oggettiva. La società emiliana rischia una penalizzazione che potrebbe fare sfumare la promozione in Serie A. La Procura federale ha infatti chiesto 4 anni di squalifica e 50mila euro di ammenda per Emanuele Calaiò, due punti di penalizzazione per il Parma nel campionato 2017-18 o, qualora il Tribunale decidesse di applicare la sanzione al prossimo campionato, sei punti. 17 LUGLIO 2018


 Alessandro Catapano

Fonte Link: gazzettadellosport


Processo Parma, il commento di Calaiò

Questa la dichiarazione spontanea del giocatore al Tribunale Figc: «Ho passato un’estate orribile, di inferno, a giustificarmi anche in lacrime con i miei figli: ho 36 anni e sono oramai vicino alla fine della mia carriera, non voglio chiuderla con una macchia come questa, sono accuse che non mi appartengono». 
Fonte Link: http://www.calcioefinanza.it/2018/07/17/processo-parma-penalizzazione-calaio/

Per Calaiò la richiesta è di quattro anni di squalifica. Ora la palla passa al tribunale Figc. Il giocatore: "Una macchia che non merito". Legale del club: "Cosa può fare una società di fronte a un sms?". Ora palla passa al tribunale

Due punti di penalizzazione al Parma, da scontare per il campionato passato e con l'effetto dunque di annullare la promozione in serie A; oppure, in subordine, 6 punti di penalizzazione, se la corte decidesse di applicare la sanzione per il prossimo campionato e una squalifica di 4 anni con ammenda di 50mila euro nei confronti di Emanuele Calaiò.

E' quanto chiesto dalla procura della Federcalcio nel processo svolto nel tribunale Figc di Roma. L'accusa è tentato illecito per la vicenda dei messaggi whatsapp di Calaiò ai colleghi dello Spezia Filippo De Col e Claudio Terzi il 14 maggio, quattro giorni prima della partita poi vinta 2-0 dal Parma "Come è possibile chiedere due punti di penalizzazione che siano afflittivi in una vicenda come questa? Il problema che è capire se esista o meno una responsabilità oggettiva del Parma - ha osservato Edoardo Chiacchio, legale della società davanti al Tfn - Cosa può fare una società di fronte a un sms? Qual è il suo potere di controllo?"

L'avvocato ha poi fatto riferimento ad alcuni precedenti legati al processo Dirty Soccer, ricordando che "Paganese e Poggibonsi hanno ricevuto un solo punto di penalizzazione per il comportamento dei rispettivi dirigenti". "Come si fa a chiedere due o addirittura sei punti per il Parma? Non è una società come Paganese o Poggibonsi? Anzi, ha un merito in più: arriva dalla serie D e ha vinto tre campionati di fila. E poi la procura non considera un altro aspetto: pur con due punti di penalizzazione nell'ultima serie B, il Parma avrebbe comunque il diritto di giocare i playoff".

Da parte dei giocatori dello Spezia che ricevettero i messaggi whatsapp di Calaiò non ci fu nessuna percezione di un tentativo di illecito, ha aggiunto. Tanto è vero che lo Spezia nella sua informativa alla Procura della Federcalcio non parlò di denuncia ma di semplice comunicazione.

Quest'ultima, inoltre, "non conteneva nemmeno i nomi dei tesserati - ha aggiunto il legale del Parma -, né di chi aveva inviato i messaggi, né dei destinatari". L'avvocato Chiacchio inoltre ha sottolineato che fra la data della comunicazione alla Procura, cioè il 14 maggio, e l'apertura dell'indagine (4 giugno) passarono 21 giorni: "A dimostrazione che nemmeno essa stessa aveva immediatamente rilevato la volontà di illecito" nei messaggi.

Chiacchio, si è detto "esterrefatto" dalla richiesta "incomprensibile" della procura.

"Per noi il senso del messaggio è: non fateci sorprese, scansatevi", ha evidenziato il sostituto procuratore federale Gaetano Tornatore, secondo cui il tentato illecito sarebbe provato anche dal successivo messaggio inviato da Calaiò, con la precisazione che si trattava di uno scherzo, dopo ore di "silenzio totale" da parte dei due giocatori dello Spezia. Il legale del giocatore, Paolo Rodella, ha chiesto la sua assoluzione o in via subordinata l'applicazione del solo articolo 1 (slealtà sportiva).

Anche l'ad del Parma, Luca Carra, si è rivolto ai giudici chiedendo che "non venga offuscata la magnifica impresa sportiva di questa società nata da un fallimento.

Ora la palla passa al tribunale Figc. La sentenza potrebbe essere emessa tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima.

Se i giudici accoglieranno le richieste della procura federale, il Parma con meno 2 punti sulla prossima stagione scenderebbe a quota 70 e perderebbe dunque la promozione in serie A conquistata direttamente, lasciando il via libera al Palermo che aveva chiuso quarto a quota 71.  ll Palermo è stato ammesso al procedimento sportivo; il Tfn ha accolto l'istanza del club rosanero per il suo "interesse diretto in relazione alla posizione in classifica" del Palermo nello scorso campionato di serie B e in quanto "finalista dei playoff". Inammissibile, invece, l'istanza di ammissione al processo avanzata dal Venezia.

"Ho passato un'estate orribile, di inferno, a giustificarmi anche in lacrime con i miei figli: ho 36 anni e sono oramai vicino alla fine della mia carriera, non voglio chiuderla con una macchia come questa, sono accuse che non mi appartengono" ha detto Calaiò, assistito nel proceso dall'avvocato Paolo Rodella, in una dichiarazione spontanea al tribunale Figc.

"Non ho mai pensato minimamente di alleggerire l'andamento della partita contro lo Spezia o la prestazione dei miei ex compagni. Sui giornali ogni giorno c'era la mia foto come se fossi un criminale: ho passato giorni a giustificarmi con i miei figli che sono grandi e leggono il giornale". 17 luglio 2018

Fonte Link: parma.repubblica.it