Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Parmalat, utile a 27 mln ma il fondo Amber contesta

Bernier confermato ad della società

Il cda di Parmalat ha confermato Jean Marc Bernier amministratore delegato della società, dopo che l'assemblea lo ha nominato nel consiglio in cui era stato cooptato a settembre. L'assemblea, su indicazione dell'azionista di minoranza Amber Capital, ha anche eletto Pierluigi De Biasi presidente del collegio sindacale, in sostituzione del dimissionario Marco Pedretti.

Il bilancio 2017, chiuso con un utile di 27 milioni di euro, è stato approvato dalla stragrande maggioranza del capitale presente, portato dall'azionista di controllo Lactalis. Contrario il 3,5% del capitale intervenuto, tra cui il fondo Amber, mentre l'1,3% si è astenuto.

"I risultati 2017 sono stati condizionati da una situazione difficile in quasi tutte le aree e che sono confermati dai risultati principali concorrenti, quasi tutti sono negativi sull'anno scorso" mentre "ad oggi ritengo realizzabile la guidance" 2018 di una crescita dell'ebitda "tra il +3 e +5% crescita" ha detto Bernier. "Prevediamo - ha dettagliato - un primo semestre ancora difficile e un secondo semestre migliore".

Il fondo Amber, intanto, continua a contestare la gestione di Parmalat da parte dell'azionista Lactalis, muovendo molti rilievi all'operato del cda. Il 2017, ha detto il rappresentante di Amber, Arturo Albano, si è chiuso con "risultati finanziari deludenti" e "altrettanto deficitaria infatti è stata la performance" del cda.

E tra i molti rilievi mossi al cda c'è quello di non aver tutelato adeguatamente Parmalat nella vicenda dei prodotti contaminati richiamati da Lactalis - nel caso di specie latte in polvere e yoghurt Kyr - e distribuiti in Italia dal gruppo di Collecchio. In pratica, secondo il fondo, nel caso delle 12milioni di confezioni alimentari per bambini (latte in polvere principalmente) richiamate tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, il consiglio di amministrazione di Parmalat ha sacrificato la reputazione della società italiana che opera nel ramo dei latticini per difendere la capogruppo francese Lactalis.

"L'impressione" in una vicenda "potenzialmente devastante per l'immagine della società" è che il cda "abbia deciso - tanto per cambiare - di tutelare principalmente gli interessi di Lactalis anteponendoli a quelli della stessa Parmalat".

"In tutte le principali catene di supermercati erano esposti cartelli di richiamo che indicavano Parmalat come produttore dei prodotti in questione", rileva Albano che ha chiesto al cda di chiarire perché "Parmalat non ha ritenuto di prendere

 provvedimenti affinché fosse chiarito che il suo ruolo era di mero distributore e che il produttore era in realtà Lactalis".

Il fondo, in assemblea, ha anche domandato spiegazioni sulla mancata comunicazione da parte della società, quotata in Borsa, riguardo la decisione del tribunale di Milano, che lo scorso 25 gennaio ha bocciato in primo grado, giudicandola improcedibile, la richiesta di un risarcimento danni da 1,2 miliardi da Citigroup a Parmalat. 21 aprile 2018

Fonte Link: parma.repubblica.it

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">