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Perché i parmigiani devono investire oltre 4 milioni già stanziati per l’ex Manzini? E’ tempo di verità per Stu Pasubio e Teatro delle Culture Popolari.

Perché i parmigiani devono investire oltre 4 milioni già stanziati per l’ex Manzini?
E’ tempo di verità per Stu Pasubio e Teatro delle Culture Popolari. Si vuole trasparenza sulle strategie, i progetti e i soggetti in campo. Mettiamo sul tavolo tutte le carte anziché shitfood e birra.
Work in regress Stu Pasubio e Wopa: attenzione carboni ardenti per Giampiero Maioli!

Parma segreta. Prossima mostra a palazzo Pigorini dei documenti amministrativi del Comune di Parma a cura della GDF. L’assessore Ferretti si è ripreso dallo svenimento per l’apparizione delle fiamme gialle?

Gallery Pasubio Palazzi

Stu Pasubio è un deserto relazionale cementificato d’angoscia. La rigenerazione urbana non esiste. Ed è pure un buco nero finanziario: carboni ardenti per Maioli!   
Il Teatro delle Culture Popolari (che non è sinonimo solo di teatro dei dialetti, ma è qualcosa di molto più ampio come dice lo stesso nome) con annesso il parco Vero Pellegrini e il Circolo dipendenti Comunali (600 circa gli iscritti) è un insieme immobiliare con grandi potenzialità e costituirebbe una vera rigenerazione d’area per tutta la città. Un impatto positivo per il sistema di ritrovo relazionale e di convivialità.
Un immobile ora colpevolmente abbandonato e lasciato marcire per l’incuria di una Amministrazione irresponsabile. Un vero danno al patrimonio pubblico da esposto alla Corte dei Conti.
Come da bilancio 2015 del Comune di Parma, le risorse ci sono e devono essere destinate anche in quel luogo.

Dati di Bilancio Pasubio spa  
Il progetto Stu Pasubio è gestito da Pasubio spa costituita nel settembre 2002 avente come scopo la realizzazione di un intervento immobiliare per riqualificare due aree della città: Pasubio e Forlanini. Tra il 2004 e il 2006 la società ha provveduto all'acquisizione delle aree e degli immobili interessati dall'intervento di riqualificazione, nonché alla delocalizzazione delle attività ancora presenti nell'area del progetto. La società ha sede a Reggio Emilia, via Meuccio Ruini 10, 42124, la stessa della UNIECO.
Presidente e Amministratore Delegato della società Pasubio spa  è Giovanni Reverberi di Reggio Emilia 27/11/1954 –nominato il 27/11/2012, uomo del sistema cooperativistico, basta leggere l’elenco dei suoi incarichi; I Soci sono: Akita srl 17,38% - di Enrico Degli Incerti, Pietro, Andrea e Vittorio Corbellini, Erica società semplice; Vigheffio immobiliare srl 17,06% di Marcello, Carlo Vender e Bruna Salati; Seneca srl- in fallimento 13,56% di Claudia Silvestri, GTG Costruzioni srl, Renato Monica, Structura srl, La Vigna srl, Carboni Maurizio; Unieco cooperativa 49%; Città Due spa 3%-espressione del sistema cooperativo, Bruno Buozzi, Coopsette, Resta srl).  

La società Pasubio spa presenta una situazione di bilancio al 31/12/2013 “imbarazzante” prefallimentare da un punto di vista patrimoniale e economico, nonostante il piano di ristrutturazione del debito. Il bilancio del 2014 non è ancora stato depositato. L’Indebitamento totale al 2013 è di 84.406.648, di cui debiti verso banche per 58.908.275, di questi 52.749. 275 di conto corrente ipotecario; debiti verso fornitori per 11.055.152.
Nell’operazione di ristrutturazione del debito
con Cariparma, Pasubio spa ha sottoscritto derivati per 15 milioni maturando già una perdita di 92.000 euro.
La perdita di esercizio sempre nel 2013 è stata di 1.943.957, mentre nel 2012 era di 3.215.932.
Nella relazione gli Amministratori evidenziano il Rischio di continuità aziendale: “profili di incertezza in relazione alla recuperabilità dei valori alla voce Rimanenze, in particolare con riferimento alle aree urbanizzate non ancora sviluppate, aventi un valore di 39 milioni… Il completamento dell’intervento immobiliare successivamente al 31 dicembre 2015 dovrà essere oggetto di nuova negoziazione con l’Istituto Finanziatore [NdR Cariparma]. Apportare svalutazioni anche significative, al valore delle rimanenze … potrebbero mettere in discussione l’integrità del patrimonio netto della società”.
L’accordo esecutivo del piano di riequilibrio della situazione finanziaria con Cariparma prevede l’astensione da parte della società a proseguire nella realizzazione dell’intervento immobiliare fino al 31 dicembre 2015, limitando quindi l’attività della società, fino a tale data, alla commercializzazione degli interventi immobiliari già realizzati. L’onere finanziario registrato fino ad ora, scrivono i Sindaci, diventerà insostenibile in assenza di vendita delle unità immobiliari.
Ritengono pure che la società andrà adeguatamente ricapitalizzata tramite immissione di nuove risorse finanziarie.
Dentro a questa voragine prefallimentare di Pasubio spa cosa c’entra l’ex Manzini e i 4.300.000 euro destinati alla suo recupero? E' la trappola per sorci. Pensare che attraverso il Wopa si possa rigenerare un quartiere è cosa folle. Per ora è stato funzionale solo al Presidente degli Architetti Alessandro Tassi Carboni che si è guadagnato 28.540. euro di parcella per aiutare i dirigenti del Comune di Parma a redigere il bando di partecipazione. Così si legge nel disciplinare: incarico per assistenza al RUP per coordinamento procedura concorsuale”. Utile pure allo stesso Ordine degli Architetti per avere la loro sede senza costi.   

Gallery Wopa

IL WOPA (work out Pasubio)
Stu Pasubio è privo di qualità urbanistica. Una speculazione immobiliare sbagliata, una gestione societaria travagliata fin da subito, che ha fallito il suo obiettivo. Nel 2011 mentre l'allora AD della società Maurizio Carboni parlava di "sfida possibile e importante", Massimo Iotti sosteneva fosse" la più grande follia dell'Amministrazione". 
La fumisteria del WOPA non può rigenerare questo agglomerato concentrazionario. Si deve rivedere tutto il progetto urbanistico nelle sue particolarità, con attività vere, concrete, quotidiane. Prima di immettere ancora in quest’area risorse pubbliche e ricchezza collettiva si deve avere un piano studiato nei particolari che porti attraverso azioni sinergiche e adeguate strategie politiche a obiettivi condivisi e quindi a una vera rigenerazione e vivibilità. Ci vorranno anni per la sua rigenerazione… anche finanziaria. In Pasubio sono già abbandonate per incuria molte infrastrutture come ad esempio i garage interrati. Vorrei fare una visita all’interno per vedere qual è il loro attuale stato. Le rampe di accesso e di uscita sono già un disastro di sporcizia per l’abbandono.

Gallery garage

4.300.000 euro per l’ex Manzini. Nulla per il Teatro delle culture Popolari (dei dialetti)
In questo disastro societario e immobiliare pare che l’attuale Amministrazione Pentastellata di Parma, intenda investire 4.300.000 euro nel fabbricato ex Manzini (2.050.000 Regione E.R. + 2.250.000 Comune Parma;fonte Gazzetta di Parma del 2 febbraio 2016, pag. 37 - Doc. PDF), mentre lascia marcire il nuovo Teatro delle Culture Popolari costruito e non completato tra viale Mentana e viale Fratti. Vorremmo conoscere i dettagli dell’operazione, il progetto e tutti i soggetti implicati nell’opera. A me pare una idiozia investire nell'ex Manzini (cosiddetto padiglione Nervi). Viene utilizzato per far credere ai parmigiani ciò che non sarà mai. E’ una fumisteria costosa. Senza risolvere il problema finanziario, il ridisegno strategico urbanistico, la qualità della vita di tutto il quartiere.

Il quartiere deve essere abitato per rinascere
Come scrivono i Sindaci, “o la società viene finanziata o corre il serio rischio di non poter proseguire”.
Ma visto che Cariparma e la Fondazione sono sempre così sensibili al sociale, mettano a disposizione di Acer gli immobili per i bandi di residenza popolare oppure consentano ai loro dipendenti più giovani un investimento agevolato nella casa. La casa al posto dell’auto. Questo potrebbe avere un ritorno finanziario e potrebbe essere una soluzione per chi non può permettersi una abitazione. Allo stesso tempo il quartiere verrebbe abitato e si rigenererebbe di per sé.

Chi era il garante?
Stu Pasubio fu da subito un investimento immobiliare sbagliato con un indebitamento che ammontò a oltre 74 milioni di euro e la cessione conseguente del 52% del Comune a privati (Unieco). Un debito che ora si aggira a circa 100.000.000 di euro. Con quali garanzie, Cariparma, nel mercato immobiliare in discesa libera, ha concesso alla società tale esposizione finanziaria? Chi era il garante?


Gallery parchi

Quartiere cemento e i parchi limitrofi
Il disastro del quartiere è facilmente riscontrabile facendo un sopralluogo a piedi in quell’area, cosa che ho effettuato con scatti fotografici (LINK), per rendersi conto che con tutto quell’agglomerato di cemento viene meno ogni possibile forma di vita relazionale. E il progetto originario prevede nuove costruzioni, attualmente bloccate per l’invenduto e l’accordo stretto con Cariparma.
Praticamente nulle le aree verdi se non piccole strisce decorative. Una tale densità abitativa, residenziale e commerciale, il buon senso avrebbe voluto fosse dotata di un grande polmone verde o almeno alcune aree di socializzazione. A dire il vero basterebbe disegnare dei percorsi ciclopedonali che portano ai parchi limitrofi esistenti: parco dei Mulini; Parco Giacomo Marafetti; parco Navigli. Tornando in Pasubio, continuare attraverso il taglio del nuovo palazzo in via Brescia, si attraversa via Trento e si prosegue in via Montecorno, si giunge in Piazzale Borsellino, si prende Strada Alessandria, via Europa e si finisce a Cà Rossa sull’argine del Torrente Parma (un esempio di civiltà, di come si tiene curato un luogo, a basso costo, nel piacere di chi lo abita). Si apra poi il piano zero del Ponte a Nord e lo si renda almeno visitabile anche vuoto. Tornando invece da Ponte nord, di imbocca via Brennero, si attraversa via Trento e si imbocca via Brescia. Arrivati in Pasubio.  Che Ponte nord sia per ora una struttura inutile e sia stato funzionale per l’arch. Vittorio Guasti e l’impresa Pizzarotti ce lo insegna la sua storia. Ma è preferibile aprirlo anziché lasciare anche quell’edificio nell’abbandono, si potrebbero studiare poi possibili utilizzi anche temporanei. La vista dall’interno dovrebbe essere comunque spettacolare. Lo si apra e vediamo cosa produce, anziché rinchiudere le persone nel WOPA tra suoni assordanti e fumisterie costose, promuovendo il consumo di birra, alcool e cibi suicidari. Invito il Comune a tracciare il percorso ciclopedonale da Pasubio verso le aree verdi dove è possibile una vera socializzazione; a migliorare la raccolta dell’immondizia, troppo spesso dimenticata nei contenitori stracolmi per poi finire in terra e deprimere di trascuratezza tutta l’area; a ripulire per primo i muri tinteggiati dagli pseudo grafitisti; inizi a fare lui quello che chiede ai condomini con i muri imbrattati; a posizionare una completa segnaletica delle vie e dei Parchi. Fornisca una piantina del tracciato ciclopedonale e dei parchi presenti. E venga distribuita anche all’interno del WOPA.

Gallery rifiuti


Gallery Ponte Nord

La fumisteria dell’Assessore Alinovi e il buco nero finanziario
La riconversione dell’ex Manzini a spazi creativi o a “casa delle cultura” così come originariamente pensata dalla precedente Amministrazione non risolve il problema di quel quartiere come vorrebbe far credere l’Assessore Alinovi che scrive, vorrebbe in quell’edificio realizzare "un obiettivo concreto, un distretto delle imprese creative e di rigenerazione urbana. L’immobile sarà infatti destinato ad usi culturali e imprese creative, seguendo la linea già tracciata grazie alla nascita del WOPA Temporary che attraverso l’utilizzo temporaneo degli spazi ne ha fatto un luogo di partecipazione e creatività”. Assessore Alinovi, questa si chiama fumisteria!! Stravaganza costosa, 4 milioni di euro!... dei parmigiani gettati in un buco nero con 100 milioni circa di debito.

Vogliamo la verità

Questo si chiama prendere in giro le persone e usare la buonafede dei ragazzi che non sanno cosa è il Wopa e la Stu Pasubio. Lei Alinovi è senza un'idea precisa di come andare avanti; ci vorrebbe, invece, un piano dettagliato e descrittivo con soluzioni, strategie, obiettivi… e una rigenerazione finanziaria. La ristrutturazione del debito come vede non è stata sufficiente. Nelle sue parole leggo un cavalcare il nulla per il nulla. Non c’è un pensiero urbanistico, ma un affidarsi a semplicismi privi di affidabilità. E non racconta la verità! Questo è assai grave! Visto che, come mi ha confermato per mail, “ l'edificio a oggi è di proprietà privata e non vi è alcuna convenzione con il Comune e Wopa”, perché vengono investiti 4 milioni di euro in questo sarcofago privato che passerà per ¾ in capo al Comune? Ma chi lo vuole!! Lo faccia comprare ai veri creativi, quelli di Cariparma, visto che tutto il patrimonio immobiliare Pasubio è di fatto nelle loro mani. Se lo rigenerino loro.

Tassi Carboni e la convenzione del WOPA
Potrebbe a questo punto l’Ordine degli Architetti di Parma rendere pubblica la convenzione (comprensiva dei costi e delle modalità di utilizzo) del cosiddetto WOPA (Work Out Pasubio)? Ho inviato richiesta per mail, ma non ho avuto risposta. Sappiamo però che questa operazione ha per ora reso un incarico di consulenza per chiamata diretta all’arch. Tassi Carboni di 28.548 euro. (DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N° DD-2016-386 DEL 25/02/2016 con relativo DISCIPLINARE per l’affidamento dell’incarico per assistenza al RUP per coordinamento procedura concorsuale).      

Ridisegno urbanistico
La rigenerazione dell’area Pasubio passa attraverso attività stabili e residenti presenti che presidiano il quartiere, rendono il luogo abitato con i loro saper fare di vita quotidiana. I mercatini dell’invenduto e i cibi suicidari, qualche performace o mostra artistica non risolvono i problemi di un quartiere nelle mani della banca e preda del cemento, sono semmai operazioni complementari successivi a una riuscita urbanizzazione. Stu Pasubio è tutto un concentrato costruito tra cemento, mattoni e la linea ferroviaria: gli enormi condomini vecchi e nuovi, senza polmone di respiro, senza piazze, senza attività permanenti di riferimento. Ciò rende un’area disagiata in cui vivere. Inidonea alla vita sociale. Senza identità. Occorre trovare la presenza di un presidio importante permanente di attività che connoti quel quartiere. Il WOPA non è sufficiente. Stu Pasubio è un progetto sbagliato che si sarebbe dovuto rivedere non certo esserne soci di maggioranza. Poi ceduta la quota del 52% svendendola pur di scrollarsi di dosso l’indebitamento, ma con perdita patrimoniale.  Ora pare che al Comune ritorni ¾ dell’ex Manzini secondo quanto deliberato in C.C. a fine Luglio 2015 in cambio di un investimento con l’aiuto della Regione, di circa 4.300.000 euro.
Investire ancora ricchezza collettiva in un progetto immobiliare sbagliato è follia pura. Non può farlo una Amministrazione pubblica seppur vincolata con accordi e stanziamenti di bilancio. Poi a fine mandato!... che senso ha? Il Wopa non può essere lo spot della Giunta a nostre spese! Perché non ci avete detto niente?  

Gallery Teatro Culture Popolari

Il progetto di Flavio Franceschi
Le risorse pubbliche quando sono poche e scarseggiano (anche se il bilancio 2015 mostrerebbe un avanzo di 40 milioni), quindi le risorse ci sono, penso, e con me molti altri, che l’edificio di recente costruzione del Teatro delle culture popolari, non finito e abbandonato a marcire per grave incuria, insieme al Parco Vero Pellegrini costituiscono un incredibile spazio come centro ricreativo polifunzionale pubblico per tutti i circoli e le associazioni di Parma e Provincia in cui realizzare i loro progetti culturali, di socializzazione; un luogo per ritrovarsi tra le famiglie con giovani e maestri di vita.
Riprendere in mano il cantiere e finirlo come da progetto dell’ach. Flavio Franceschi, richiederebbe circa 1,5 milioni di euro. 
Il Teatro
 diverrebbe collegato sia al parco limitrofo Vero Pellegrini (dove realizzare anche una piccola serra per orti e fiori, attrezzato con tavolini e sedie all’aperto); sia al confinante “Circolo Dipendenti Comunali di Parma” in viale Mentana 31 con attrezzature per il ristoro e il foyer. Terminato sarebbe un insieme inventato molto bello e unico, praticamente in centro città, di interesse e richiamo per tutta la Provincia. Un punto di riferimento stabile ,e non temporary, per tutti.  
L’interno dell’edificio del teatro andrebbe lasciato vuoto attrezzabile con soluzioni mobili funzionali a specifiche esigenze culturali, sociali, di progettazione e di incontri conviviali, funzionale a un programma redatto dai singoli circoli che avrebbero uno spazio comune di socializzazione, relazione e aggregazione. (24/04/2016 - aggiornato il 27/04/2016)

Luigi Boschi

vedi dossier STT, SPIP, STU PASUBIO