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Referendum Trivelle, Pittella: "I lucani hanno chiesto tranquillità"

L'analisi del presidente dell'unica Regione dove il quorum è stato raggiunto e superato. "Dire che l'indagine sul Petrolgate non abbia influito sarebbe mentire. Ho votato sì per coerenza, ma altri hanno strumentalizzato la consultazione. Emiliano ha esagerato: non serve a nessuno andare allo scontro. La tutela dell'ambiente la si fa al fianco del premier"

di LELLO PARISE

ROMA - Nel day after di un quesito referendario, quello sul destino delle concessioni sulle trivellazioni entro le 12 miglia marine, incapace di sfondare, spicca inevitabilmente il dato della Basilicata, unica regione in cui il quorum, seppur di poco, è stato raggiunto e superato. Nella regione ha votato il 50,16% degli aventi diritto. Con una netta prevalenze per il sì, ovvero per la conclusione delle attività sulle piattaforme allo scadere delle concessioni e non per lo sfruttamento fino a esaurimento dei giacimenti di gas e petrolio. I sì sono stati 224.228, pari al 96,40% del totale. Interessanti alcuni dati che emergono dall'affluenza. Mediamente il voto è stato più alto in provincia di Matera con il 52,34%, spinto dalla partecipazione dei comuni costieri ionici contrari ai permessi di ricerca in mare presentati nell'arco jonico e nel Golfo di Taranto. In provincia di Potenza il dato medio è del 49,02% mentre spicca il 58,06% del capoluogo di regione. Alta affluenza anche nella città di Matera con il 57,44%. Basse invece le percentuali nei comuni della provincia di Potenza dove sono presenti i giacimenti petroliferi, al centro delle inchieste della Procura di Potenza: a Corleto Perticara ha votato il 29,16%, a Viggiano il 37,04%.

Presidente Marcello Pittella, la Basilicata è l’unica regione dove si è raggiunto il quorum: 50,16 per cento. E' qui la capitale italiana dei No triv?

“Definirla così mi sembrerebbe un’esagerazione. Per molti anni questa terra è stata inascoltata. Col voto di domenica i cittadini hanno voluto alzare la voce per dire: restituiteci fiducia e tranquillità”.

Il “Petrolgate”, l’inchiesta dei magistrati di Potenza, ha spinto i lucani verso le urne?
“Sostenere che questa indagine non abbia influito sulle scelte della gente, significherebbe mentire. Piuttosto, ha inciso abbastanza”.

A Corleto Perticara e a Viggiano, i due paesi nell’occhio del ciclone giudiziario, la percentuale di votanti è stata bassa. L’economia del petrolio è difficile da esorcizzare?
“Siamo il più grande serbatoio di oro nero del Belpaese: il 10 per cento della produzione nazionale salta fuori da queste montagne. Ma non per questo vogliamo ignorare i temi legati alla sicurezza degli impianti e alla salute di chi vive da queste parti”.

Lei, intanto, è come se abbia voluto ignorare la consultazione popolare.
“Non ho dato indicazioni di voto, questo sì. Ma sono andato a votare”.

Scheda bianca?
“Ho votato sì. Per correttezza. Rappresento una delle nove amministrazioni regionali che avevano proposto il referendum. Non potevo mica tirarmi indietro, in vista del traguardo. Nonostante giudicassi il solo quesito rimasto in piedi ormai superato. Tuttavia, per coerenza non ho disertato l’appuntamento al seggio. Ma non ho dimenticato che qualcuno ha tentato di strumentalizzare politicamente questa campagna elettorale”.

Ogni riferimento al governatore della Puglia Michele Emiliano è casuale?
“Michele ha esagerato, questa è la verità. Ha avuto alcune cadute di stile difficilmente accettabili”.

Quando, per esempio, ha definito “venditore di pentole” il premier Matteo Renzi?
“Sono cose antipatiche. Esasperare lo scontro col primo ministro non serve a nessuno. Non è che dopo questo referendum, la battaglia per la tutela dell’ambiente finisce in cantina. Deve continuare, ma al fianco del governo”.

Emiliano non dà la sensazione di volere riporre l’ascia di guerra.
“Invece deve abbassare i toni. E’ pur sempre un esponente delle istituzioni, che non possono essere schierate l’una contro l’altra”.

L’una contro l’altra.
“Io vado avanti nel rapporto col governo”.

Per ottenere quali risultati?
“Innanzi tutto il potenziamento del sistema di controlli: devono procedere a tappetto e con personale specializzato. Non me la sento di far passare la Basilicata per la Terra dei fuochi”.

Fonte Link repubblica.it

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