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Reggio Emilia, nell'Opg (Ospedale psichiatrico giudiziario) 135 fra internati e detenuti. Chiusura il 31 marzo 2015

La chiusura è fissata per il 31 marzo. Ma per almeno 42 persone non è un percorso ancora concluso. E resta il problema di chi proveniva da altre regioni

"L’Emilia-Romagna trasferirà tutti gli internati della propria regione nel tempo previsto, e cioè entro il prossimo 31 marzo, contribuendo in maniera significativa all’effettivo superamento dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia", così che "ai soggetti con patologie psichiatriche saranno garantiti maggiori diritti". Lo conferma la Garante regionale dei detenuti, Desi Bruno, che ha visitato l’Opg di Reggio Emilia, struttura nella quale sono state internate per anni le persone prosciolte in sede penale ma dichiarate incapaci di intendere e di volere.

Attualmente il numero dei presenti è di 135 persone. Fra di esse, anche 42 tra detenuti con infermità psichica sopravvenuta durante l’esecuzione della pena e detenuti minorati psichici, di cui 8 emiliano-romagnoli, che rimarranno per il momento nella struttura dell’Opg, mentre la popolazione residua di effettivi internati è destinata ad essere presa in carico dai territori di provenienza.

I 24 internati emiliano-romagnoli dal 1^ aprile verranno presi in carico dal sistema sanitario regionale. I residenti di altre regioni verranno trasferiti in istituti nei territori di appartenenza non appena le loro regioni daranno la disponibilità ad accoglierli. Si tratta - spiega la Regione in una nota - di questione irrisolta, "dal momento che ancora nulla si sa a proposito dei 35 internati del Veneto".

Dei 24 internati emiliano-romagnoli, 10 saranno trasferiti nella Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Casale di Mezzani (Parma), mentre i restanti 14 (comprese le 3 donne attualmente ricoverate nell’Opg reggiano) nella Rems ‘Casa degli svizzeri’ di Bologna. Per tutti, si è in attesa dell’attivazione, prevista per il 2017, delle due Rems definitive a Reggio Emilia: destinate a 30 persone, le due strutture saranno organizzate secondo un modello ad alta intensità medica e riabilitativa (con spazi ricreativi e sportivi interni).

Durante la visita la Garante Bruno ha risscontrato carenze igienico-sanitarie negli spazi riservati alle docce e rimarcato la necessità di lavori di adeguamento nei singoli spazi in cui soggiornano detenuti e internati, attualmente di 9 metri quadrati (per il progressivo svuotamento determinato dai provvedimenti della magistratura di sorveglianza) e privi dei servizi igienici, chiedendo inoltre il potenziamento delle attività ricreative, collegate a tipologie differenti di mansioni lavorative.

Dentro l’Opg, le stanze di internati e detenuti sono disposte una di seguito all’altra ai lati di un lungo corridoio. La disposizione delle “celle” è quella classica delle strutture penitenziarie. L’Opg reggiano è operativo dal 1991 e fino ad oggi è stato strutturato su quattro reparti cosiddetti “aperti” (ovvero interamente sanitarizzati, dove non è presente la polizia penitenziaria e le persone sono coinvolte in progetti di risocializzazione) e su una quinta sezione, la “Centauro”, soggetta a misure di vigilanza che richiedono la presenza della polizia penitenziaria vista la particolare problematicità delle persone che vi si trovano.

Ma sul futuro di queste persone esistono ancora sacche di incertezza. La gestione interna delle nuove strutture compete esclusivamente al personale sanitario. Solo la parte perimetrale verrà presidiata da personale adibito alla sicurezza, sulla base di specifici accordi con le Prefetture. Desi Bruno ha rilevato anomalie nel quadro normativo di riferimento: “Il codice penale prevede ancora misure di natura detentiva destinate a persone incapaci di intendere e di volere, anche parzialmente. E questa è senza dubbio una questione che va risolta per armonizzarla con la previsione del superamento degli Opg”.

Fonte Link: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/03/18/news/opg_reggio-109843956/