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Repubblica, Costituzione e Resistenza – lo “strano caso” del Comune di Fontevivo (Parma)

Repubblica, Costituzione e Resistenza – lo “strano caso” del Comune di Fontevivo

Si sa che di questi tempi il valore della Resistenza viene messo a dura prova. Da un lato, risulta sempre più difficile mantenere viva la Memoria, venendo purtroppo a mancare i protagonisti che in questi decenni si sono fatti carico di tramandare le loro esperienze; dall’altro, alcune parti politiche tendono a livellare entrambe le parti in causa, portandole sullo stesso piano, in nome di una pretesa “condivisione” della festa della Liberazione che nulla ha a che vedere con il suo vero significato. Esiste una differenza, infatti, tra “libertà” e “liberazione”: la prima non esisterebbe senza la seconda. La Resistenza ha il grande, innegabile merito di aver sconfitto, non senza terribili sacrifici, il fascismo, il nazismo e di conseguenza la dittatura in Italia, permettendo l’instaurazione della democrazia. E questa non è un’opinione: è storia.

Entrando nel merito della questione, non possiamo che preoccuparci per la proposta al consiglio comunale di un Ordine del giorno (approvato con 6 voti dalla maggioranza leghista) al cui voto le nostre consigliere Mirti e Tiberti si sono rifiutate di partecipare. Il testo proposto, con la scusa di “modernizzarlo”, di fatto contraddice il protocollo proposto dall’ANPI provinciale, pure accolto dalla Giunta, con cui si chiedeva a tutti i Comuni un impegno contro il neofascismo e il neonazismo.

Perché Zorandi, Benecchi – già autori della demenziale mozione contro i simboli del comunismo - e tutti quelli che reggono loro il gioco si ostinano a fare dei distinguo sui concetti basilari che stanno alle fondamenta della nostra Repubblica? Se la maggioranza non si sentiva di aderire a un protocollo che riafferma i valori antifascisti della Costituzione, doveva fare uso della libertà che la democrazia le consente e liberamente respingerlo. Perché approvare solo in Giunta e non in Consiglio il protocollo Anpi, che avrebbero volentieri e convintamente votato anche le nostre consigliere? Forse perché si temeva che non vi sarebbe stata unanimità nella maggioranza? Si è preferito far perdere tempo al Consiglio con l’ipocrita annacquamento di un documento chiarissimo, con tesi qualunquiste, pur di non dire quello che ormai è ovvio a tutti.

Il protocollo proposto da ANPI non ha l’intento di trattare i tanti problemi della nostra società, ma ha un chiaro obiettivo: promuovere nel nostro territorio i valori democratici e repubblicani, rifiutando l’anti-democrazia dei disvalori fascisti, che hanno un’innegabile origine storica e che oggi vengono riaffermati da soggetti ben individuabili, alcuni molto vicini, se non aderenti, alla Lega stessa. Se questo evidentemente mette in difficoltà i leghisti di Fontevivo, che  da una parte firmano un protocollo, e subito dopo lo smentiscono, se ne prenda atto.

Lucia Mirti
Circolo PD Fontevivo

Fontevivo, 6.6.2018

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