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La vita sta cambiando pelle

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra

Il regno dei cieli è simile a un granello di senape

Don Umberto Cocconi

Gesù diceva un’altra parabola: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura» (Vangelo di Marco).

Le parabole precedenti a quella del seme che germoglia spontaneamente mettono in evidenza il valore della responsabilità personale: solo se tu sei un “terreno buono” la Parola può produrre frutto in te, ora il cento ora il sessanta ora il trenta. Pare che tutto dipenda dall'impegno personale, per far sì che il seme porti frutto è infatti necessario togliere dal terreno le spine, le pietre e zappare il terreno battuto. Ma questa nuova parabola di Gesù, al contrario ci ricorda che prima di tutto, non c’è il nostro impegno, ma la Parola, che in sé ha una potenza e una forza tale che, anche quando non c’è collaborazione, sa fruttificare. Nulla può ostacolare la grazia! La Parola di Dio che è stata seminata nei nostri cuori produce un abbondante quantità di frutti, e lo fa in un modo per noi incomprensibile. Il termine greco automàte significa proprio “automaticamente, di proprio impulso”, indipendente da ogni cura del contadino. Questa parabola di Gesù s'incentra, pertanto, sulla grande forza, sulla potenza e sulla dinamica insita nel piccolo seme, pieno di vita e di forza come lo è la Parola di Dio. Apprestandoci a seminarlo nel campo del mondo, possiamo avere la certezza che non sarà mai tempo sprecato. Dobbiamo renderci conto che la Parola di Dio è qualcosa di vivo, potente e fecondo. Non è una parola qualsiasi. “Siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio", afferma san Pietro, mentre Paolo, parlando proprio della Parola di Dio, ribadisce che essa è “efficace, viva e tagliente”. La Parola di Dio è davvero - e dobbiamo crederlo prima di tutto noi annunciatori - una Parola "viva", dobbiamo intenderla come verità reale, vitale e vivente per noi; essa prima o poi ci "afferrerà", "ci terrà in pugno", "ci catturerà". L'uomo, dopo aver seminato, può tornare a casa e vivere la sua vita normalmente, perché sarà Dio a far crescere il seme. Mentre il seme affonda le sue radici nel terreno, dobbiamo continuare la nostra vita "normale", e mentre noi dormiamo, il seme opererà nel nostro cuore. È nella passività che Dio agisce! Più sei passivo più Dio può agire in te. Vuol dire che un giorno come non sai, la Parola ascoltata ha preso dimora dentro di te, mettendo radici. Quando poi comincia ad apparirne il frutto, guardi indietro nella vita per comprendere cosa sia avvenuto dentro di te e ti accorgi di essere cambiato. Se uno ci pensa seriamente si accorge che rispetto a qualche anno prima è cambiato. Ci sono certamente, in tutti noi, delle situazioni, degli atteggiamenti per cui oggi viviamo diversamente; c’è quella parola che in me ha portato frutto, ha lavorato in silenzio, proprio come il seme immerso nella terra. Talvolta le parole sono anche fatti, sono eventi che segnano, noi ci abbiamo dormito sopra, abbiamo continuato a fare le cose normalmente, non sapremo dire come, ma oggi siamo diversi da ieri. Questo perché quella parola ha segnato la nostra vita, ed è successo perché noi l’abbiamo accolta come terreno fertile, come humus; quella parola, accolta ha così portato frutto. La Parola è giunta al raccolto, ha prodotto frutto nella vita. Questo, ci fa capire Gesù, è il processo con il quale il Regno di Dio si radica nel cuore umano. Dobbiamo imparare veramente a credere che la Parola di Dio abbia un’efficacia nella nostra vita. Ascoltando la Parola, meditandola, gustandola, frequentandola e assimilandola avviene qualcosa di prezioso nella nostra vita. C’è una potenza di grazia legata a questa Parola. Che l'uomo dorma o vegli di notte o di giorno, questa crescita spirituale non è frutto delle sue capacità, del suo lavoro o del suo impegno. Non siamo quindi scoraggiati se ci sembra che nulla stia cambiando. Forse il contadino si scoraggia quando semina? Forse la mattina dopo, alzandosi e vedendo i campi esattamente come li aveva lasciati la sera prima dice: "A che è servito ciò che ho fatto? Perché sto sprecando così le mie sementi? Non accade nulla!". No, il contadino come sa che il seme è nella terra, è altrettanto sicuro che metterà radici e crescerà fino a portare frutto. Solo aspettando il tempo necessario comincerà a vedere del verde apparire qua e là. Ancora un altro poco di tempo ed il campo sarà coperto da nuove pianticelle e poi ... ci renderemo conto del grande cambiamento che è avvenuto solo quando l'opera di Dio sarà compiuta, volgendoci indietro e sorprendendoci, perché è tutta opera Sua.

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