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La vita sta cambiando pelle

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo

Il sole si oscurerà

Don Umberto Cocconi

Gesù disse ai suoi discepoli: «In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria … Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. In verità io vi dico … il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (Vangelo di Marco). 

Il genere letterario è un modo per raccontare determinati eventi secondo un determinato stile. Sono generi letterari la poesia, il racconto, il fantasy, l’epico, lo storico; come nel cinema abbiamo generi letterari quali: poliziesco, demenziale, sentimentale, horror, comico, erotico. La Bibbia somiglia a una piccola biblioteca e contiene un'infinità di forme o generi letterari, tra loro spesso mescolati anche all'interno di uno stesso libro. Avere conoscenza della peculiarità dei generi è molto importante per il nostro accostarci alla Sacra pagina, proprio perché siamo tentati di mettere sullo stesso piano i diversi modi di esprimersi dell’agiografo. Non è casuale che la parola latina biblia sia un neutro plurale ad indicare questa varietà di forme letterarie. La Dei Verbum, costituzione del Concilio Vaticano II, afferma: «Poiché Dio nella Sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini e alla maniera umana, l’interprete della Sacra Scrittura, per capire bene ciò che egli voleva comunicarci, deve riconoscere con attenzione che cosa gli agiografi abbiano voluto significare, o a Dio è piaciuto manifestare con le loro parole». Se vogliamo comprendere il brano del vangelo di oggi dobbiamo conoscere il genere letterario apocalisse. Siamo in presenza di testi enigmatici, simbolici e razionalmente spesso incomprensibili, aventi la finalità di mostrare il vittorioso e definitivo trionfo di Dio nella Storia. Queste narrazioni appaiono in un periodo di forte incertezza della comunità credente, originata da persecuzioni politiche che avrebbero potuto portare i fedeli a sentirsi abbandonati da Dio. Quando Gesù afferma che “Il sole si oscurerà e la luna non darà più la sua luce”, ha in mente la fine del mondo? Oppure Gesù si riferisce al fatto che il sole e luna, essendo divinità adorate dai pagani, perderanno il loro splendore? Quando si annunzia la luce del Vangelo tutto il resto si oscura! Quando si allude alla “grande tribolazione”, Gesù parla della distruzione del tempio di Gerusalemme? Forse Sì. Quindi Gesù annunzia la caduta di tutti i poteri che si oppongono al Regno di Dio. “Le stelle cadranno dal cielo”: Chi sono queste stelle? Tutte le persone che detenevano un potere, dal faraone, all’imperatore, ai re. Tutti questi ambivano salire in cielo, si consideravano “stelle”. Gesù annunzia che, con l’inizio della diffusione del suo messaggio, queste stelle, cioè i potenti, incominceranno a cadere. Nell’istante in cui i potenti cadono dal loro piedistallo, vedranno «il Figlio dell’Uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria». L’evangelista – a pensarci bene - non sta dando un annuncio minaccioso, ma una grande speranza: tutti i potenti cadranno. E il potente, nel cadere vede innalzarsi il Figlio dell’Uomo. Traducendo in termini sociologici le parole apocalittiche di Gesù potremmo dire che queste crisi mondiali che stiamo vivendo sono crisi di fiducia. Tutto si sta disgregando, ognuno prende le distanze dalle istituzioni, dagli altri e da se stesso. E’ venuta a mancare la fiducia, il fondamento del vivere civile, che, come afferma John Lock, è proprio il collante della società. Si percepisce che tra le persone non vi è più la voglia di costruire insieme un futuro. La società è sempre più frammentata e la paura abita sempre di più le nostre città. Per affrontare le sfide che ci stanno davanti occorre un impegno su più fronti, è necessario essere creativi ed essere persone che sanno rischiare. Per assicurarsi una vita degna e ricca di senso non basta prendersela con dei capri espiatori … una volta è l’euro, poi lo straniero, poi il politico corrotto. Dobbiamo impegnarci, in primo luogo tutti noi, elaborando un alfabeto che ci permetta di costruire “nuovi cieli e nuova terra”. Le dieci parole che possono essere alla base del nuovo edificio, che ci piacerebbe costruire, sono queste: responsabilità, discernimento, impegno, bene comune, onestà intellettuale, pensare positivo, speranza, sapienza, lotta, audacia, coraggio. Sono queste dieci parole le foglioline verdi di quell’albero di fico da cui dobbiamo imparare a riconoscere i segni dei tempi nuovi, l’estate è vicina, un mondo nuovo è alle porte.