Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: io sono con voi tutti i giorni

sono con voi tutti i giorni

Don Umberto Cocconi

Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Vangelo di Matteo).

Gesù, prima di ascendere al Padre, rassicura i suoi discepoli affermando che sarà con loro fino alla fine del mondo. Ma è proprio vero che Dio è con noi? Tante volte la vita stessa sembra apparentemente comunicarci l'esatto contrario: la sua assenza, il suo essere “non con noi”. Questo forse accade perché abbiamo una falsa immagine di Dio, pensiamo che la sua presenza nelle nostre vite dovrebbe rendersi manifesta solo attraverso eventi straordinari, miracolose fortune o quant'altro... ma in questo modo, secondo quest'ottica d'indagine, non lo troveremo mai, perché Dio non ha quelle caratteristiche dionisiache di eccesso e tracotanza, si muove con amore e mitezza, quasi silenziosamente, a profondità ben diverse. Il profeta Elia dice che Dio si manifesta nel “soffio leggero”, nelle piccole cose, nel quotidiano della nostra vita. Quando al mattino apri i tuoi occhi, non riconosci la tua vita come un dono di amore infinito? Anche oggi esisti e puoi essere un dono per il mondo. Dio si manifesterà al mondo attraverso di te, tu sarai la sua presenza oggi in mezzo alle tante contraddizioni della vita, tu sei il sorriso di Dio, la sua tenerezza, la sua forza. La presenza divina si scopre anche quando, aggrediti da qualche negatività, improvvisamente ci rendiamo conto, di cosa stia accadendo. La presenza di questa “riflessione” è il segno che c'è qualcosa di più a muoverci, a darci vita... ad essere “altro” da meri impulsi istintuali o neuronali. La coscienza rivela la presenza di Dio in me. È il sigillo che mi permette di sapermi figlio di Dio e di amare come ama lui. Il Suo amore è percepito ovunque quando osservo le meraviglie della sua creazione e scopro la bellezza del mondo: un disegno che mi supera e mi fa gioire, stupire e ringraziare. Quando vedo la bellezza di Davide e Timoteo, figli di Cinzia e Guido, che corrono e giocano, sono testimone di un amore talmente grande che l’innocenza e la purezza mi travolgono. Quando poi, il mattino presto, vado dalle sorelle carmelitane e vedo sui loro volti la gioia di aver consacrato la loro vita a Dio, anch'io mi sento contento. Mi colpisce l’allegria dei miei amici consacrati, come i missionari saveriani che, ritornando dalla missione, raccontano la propria esperienza irradiando una beatitudine che viene da qualcosa di molto più grande, una compagnia costante, un’unione speciale con Dio. Quando vivo l’esperienza della riconciliazione e posso dire a una persona “il Signore ti ha perdonato”. Ma come posso credere che il Signore perdoni l’imperdonabile? Dio davvero fa nuove tutte le cose. Quando penso alle persone che non ci sono più, provo una grande nostalgia, persone che ho tanto amato: i miei nonni, i miei zii, il papà, gli amici che se ne sono andati… Dio arriva sempre nei miei pensieri con la Sua consolazione e la promessa di rivederli nell’eternità. Quando celebro l'amicizia, sento la bellezza di un dono che mi fa essere speciale, permettendomi di poter condividere con altri le mie esperienze, i miei ricordi, i miei giorni positivi e anche quelli negativi. L’amicizia è un dono meraviglioso. Quando all’università mi sorprendo per l’immensa capacità creativa dell’uomo e di quali grandi cose siamo capaci, mi si rivela ancora una volta il riflesso creatore con il quale siamo segnati. Quando guardo il cielo, penso a Lui, al “Padre nostro che sei nei cieli”; Dio abita nel luogo della libertà, e sapere che il mio nome è scritto nei cieli, mi riempie di una gioia incredibile. Anche quando il mio cuore si ribella di fronte alla fragilità della vita il Signore mi ricorda che questa vita è temporanea e il sentire spesso di voler essere eterni, di voler vivere per sempre, è un richiamo che sentiamo tutti, è il segno di Dio che ci prepara a una vita senza fine. Quando poi nel mio cuore si accendono sentimenti e pensieri che non so da dove vengano, mi accorgo che lui è accanto a me. Spesso mi accorgo di avere la parola giusta, la soluzione o all’improvviso un’ispirazione che non so da dove venga, ma arriva sempre al momento giusto, questo mi dimostra che Qualcuno è al mio fianco, sussurrandomi e curandomi sempre. Ma il segno più grande della sua presenza è l’altro, è nell’incontro con l’ultimo, col più povero tra i poveri che io lo incontro, proprio perché lui si è fatto piccolo, umile, fragile e debole. Il Signore Gesù è proprio dietro l’angolo, è accanto a me, a te, si nasconde nel povero, nel disprezzato, nel piccolo, nell’ammalato, in chi chiede consiglio, in chi è privo di libertà. Lo ha detto lui stesso: “ho avuto fame e mi avete dato da mangiare”. Impariamo dunque a scoprirlo lì dove è. Lui è presente quando sappiamo generare concordia, solidarietà intorno a noi. Se ogni mattina ci alzeremo pensando: “oggi voglio scoprire dove Dio vuole incontrarmi”, saranno davvero giorni indimenticabili.

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">