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La vita sta cambiando pelle

Roma, al via il nuovo anno giudiziario: "Mafia Capitale ha corrotto i politici"

La corruzione al centro della relazione del procuratore generale dela Corte di Appello di Roma, Antonio Marini. Che ha aggiunto: "C'è preoccupazione per l'infiltrazione della criminalità organizzata nel mondo del calcio. Ed necessario istituire una Procura nazionale antiterrorismo". Pignatone: "Indagini a 360 gradi senza pregiudizi"

"La situazione della giustizia penale nel distretto di Roma si è ulteriormente aggravata. L'esempio emblematico è rappresentato dall'inchiesta Mafia Capitale dalla quale è emerso un sistema di complicità tra politica e criminalità, ampiamente strutturato, capillare e invasivo". Con queste parole il procuratore generale presso la Corte di Appello di Roma, Antonio Marini, ha inaugurato l'anno giudiziario del tribunale di Roma ricordando lo scandalo del 'Mondo di mezzo' scoppiato i primi di dicembre che ha travolto la capitale. Il magistrato ha aggiunto che "l'inchiesta sul clan Carminati ha messo in luce il crescente intreccio tra mafia e corruzione, che costituiscono i due mali endemici della nostra società. Ha svelato l'esistenza di un'organizzazione di tipo mafioso capace di intimidire e corrompere politici di ogni schieramento. Non v'è dubbio - ha proseguito Marini - che tali vicende finiscono per alimentare la sfiducia nella capacità della politica, inquinata sempre più da pratiche corruttive, a risolvere il grave fenomeno della corruzione nel nostro Paese".

Dalla relazione di Marini, infatti, emerge un patto "esplicito tra i gruppi criminali presenti a Roma" per "evitare contrasti" anche per quanto riguarda il narcotraffico, contrasti "che degenerino in atti criminali eclatanti che rischierebbero di attirare l'attenzione degli inquirenti e dei media: meglio trovare un compromesso e continuare a fare affari". Il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, nel suo intervento, ha precisato: "Pur nella carenza di risorse e pur nella piena consapevolezza dei nostri limiti, oggettivi e soggettivi, noi ci siamo sforzati, nel rigoroso rispetto delle regole, di fare indagini a 360 gradi senza pregiudizi di alcun tipo, né positivi né negativi sui diversi fenomeni criminali che caratterizzano la realtà romana nella sua estrema complessità e nei suoi molteplici aspetti: i reati contro l'economia e quelli contro la Pubblica Amministrazione, a cominciare dalla corruzione, la presenza della criminalità mafiosa e dei suoi investimenti, la tutela dell'Ambiente a quella delle fasce deboli, la cosiddetta microcriminalità e la minaccia terroristica". 

Corruzione. Per il procuratore generale presso la corte di Appello di Roma, Antonio Marini, la corruzione ha "superato il livello di guardia per la sua intensità e pervasività, riguardando ormai tutti i settori della società. Resta però sostanzialmente impunita anche a causa della prescrizione che normalmente falcidia proprio i reati di questo tipo. Un'ampia parte del Paese vive nella illegalità e della legalità. E ciò spiega anche l'origine del degrado politico, economico e social. Si tratta di fenomeni - ha continuato - che non si possono combattere soltanto da un punto di vista giudiziario, ma occorre una vera e propria rivoluzione culturale". 

Per questo, ha spiegato Marini, "il governo Renzi, mostrando di volere reagire con fermezza al dilagare della corruzione, ha dato un impulso concreto in tale direzione creando l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e scegliendo come presidente Raffaele Cantone, un magistrato a lungo impegnato sul fronte della lotta alla mafia. Il segnale dato questa volta dalla politica - prosegue Marini - non sembra solo simbolico ma effettivo e reale. Si spera che l'Anac non rimanga una scatola vuota ma sappia utilizzare al meglio gli ampi poteri che gli sono stati attribuiti mettendo in campo gli anticorpi necessari a prevenire la corruzione, come ad esempio quello di una pubblica amministrazione sempre più trasparente".

Infiltrazioni criminali nel calcio. Non solo mafia e politica, per Marini "crea forte preoccupazione anche l'infiltrazione della criminalità organizzata nel mondo del calcio, come emerge da una serie di episodi e di inchieste giudiziarie avviate di recente. In questi ultimi anni i rapporti fra la criminalità organizzata sono diventati sempre più stretti e connotati di ambiguità, soprattutto quelli con la tifoseria degli ultras. Un episodio di questo tipo si è verificato in occasione della finale di Coppa Italia del 3 maggio con Gennaro De Tommaso, noto come "Genny la carogna"". Per il magistrato si tratta di "un fatto grave e sconcertante" che "dimostra come la violenza ultras dentro fuori gli stadi non è solo questione di ordine pubblico".

Il pg ha poi ricordato l'inchiesta sugli scontri in viale Tor di Quinto tra ultras di Roma e Napoli, avvenuti sempre in occasione della finale di Coppa Italia, scorso quando alcuni tifosi partenopei rimasero feriti e uno di loro, Ciro Esposito, morì dopo 53 giorni di ricovero in ospedale. "Il calcio - ha sottolineato Marini - è diventato un grande business, ma è anche una potentissima arma di consenso e di coesione sociale, elementi di cui la criminalità è alla costante ricerca". 

Terrorismo. Altro tema delicato, l'allerta terrorismo nella capitale, dopo gli attentati di Parigi. "A voler ritenere Roma, culla della cristianità, di cui si vagheggia la conquista sia stata evocata dal terrorismo di matrice jihadista, è bene non sottovalutare il pericolo e tenere alta la guardia - ha affermato il procuratore generale presso la corte di Appello di Roma, Antonio Marini - Fra i principali fattori di rischio v'è l'accensione improvvisa di cellule dormienti. Parimenti preoccupante è il fenomeno dei foreign fighters. La necessità è di rafforzare gli strumenti normativi e in tal senso è auspicabile l'istituzione di una Procura nazionale antiterrorismo al fine di rendere più efficace il coordinamento delle indagini non solo a livello nazionale ma soprattutto a livello internazionale".

Aumentano iscrizioni di omicidi colposi. In tema di omicidi colposi e lesioni nel primo semestre del 2014 a Roma si è registrato "un impressionante aumento di iscrizioni" di procedimenti penali, secondo quanto emerge dalla relazione del pg, Antonio Marini. "Un aumento che deriva - è scritto - sostanzialmente dal proliferare di denunce finalizzate ad ottenere un vantaggio patrimoniale ma spesso infondate e, conseguentemente, archiviate, che comportano però l'apertura di procedimenti e la conseguente obbligatoria indagine da espletare".

Più procedimenti di prostituzione minorile. Violenze sessuali, maltrattamenti contro familiari e conviventi, atti persecutori (stalking). Nel distretto di Roma e Lazio, nel periodo che va dal primo luglio 2013 al 30 giugno 2014, si è registrato un vero e proprio 'boom' di reati contro la libertà sessuale con un "costante aumento delle iscrizioni delle notizie di reato" e l'avvio "di nuovi procedimenti". Ma "il fenomeno criminale che ha registrato il più significativo incremento, anche su base annua, è senz'altro la prostituzione minorile", ha scritto il pg Antonio Marini, nella relazione d'apertura dell'anno giudiziario.

Ecco alcuni numeri che danno l'idea del fenomeno, limitando il discorso alla realtà della procura di Roma, dove i procedimenti di prostituzione minorile sono stati 190 rispetto ai 35 iscritti dell'anno precedente, con un incremento del 442%. Quelli per violenza sessuale sono stati 825 (comprese le violenze di gruppo), quando l'anno prima il numero complessivo era stato di 742 (dunque +11,1%). Il reato di adescamento dei minori è passato dai 28 ai 94 procedimenti con un aumento del 235%, mentre quello sui maltrattamenti in famiglia ha raggiunto quota 1.481 fascicoli rispetto ai 1.156 dell'anno prima (+28,1%). In crescita (+9%) anche i procedimenti iscritti per il reato di atti persecutori passati da 1.146 a 1.249 e quelli per circonvenzione di incapaci (+26,6%) grazie all'apertura di 233 fascicoli rispetto ai precedenti 184. Sono cresciute poi, sempre restando nell'ambito dei reati contro la libertà sessuale, le richieste di misure cautelari personali avanzate dalla procura: da 317 a 486.

Diminuiscono le rapine ma cresce l'usura. Per quanto riguarda la criminalità, a Roma nell'ultimo anno sono state denunciate 5013 rapine, un dato che è sensibilmente più basso rispetto a quello dell'anno precedente quando le denunce sono state 5453, come emerge dalla relazione del pg Antonio Marini. Nonostante "la complessiva diminuzione - è detto nella relazione - quello delle rapine resta un preoccupante fenomeno delinquenziale diffuso. In particolare sono proseguite le rapine di orologi di valore". Quanto alle estorsioni si registra un aumento "dei fatti denunciati passati da 794 a 922". Sensibile anche l'aumento delle usure arrivate a 251 rispetto alle 162 dell'anno precedente.

I sequestri. Beni per un valore di 1,4 miliardi di euro sono stati sequestrati solo nel 2014. E' invece il dato principale contenuto nella relazione del capo della procura di Roma, Giuseppe Pignatone. "E' un risultato significativo - ha detto Pignatone, intervendo alla cerimonia dell'anno giudiziario - ottenuto grazie alla collaborazione e alla sinergia delle forze di polizia giudiziaria" e senza dimenticare "che le indagini hanno offerto alla riflessione comune importanti elementi di conoscenza sulla realtà, anche non strettamente criminale, in cui viviamo, consentendo all'opinione pubblica e ai cittadini di confrontarsi con situazioni dotate di indubbie caratteristiche di originalità". Premettendo che la carenza di risorse "specie di personale amministrativo e di strumenti informatici, condiziona e rallenta l'attività della procura", Pignatone ha sottolineato che "negli ultimi due anni, con la collaborazione di tutti e in un confronto dialettico ma proficuo con la Camera penale, abbiamo compiuto un notevole sforzo di riorganizzazione e di razionalizzazione dell'attività dell'ufficio che ha consentito di mantenere o addirittura migliorare i livelli quantitativi precedenti".

La mancanza di personale. Tribunale di Roma "a rischio paralisi" per le gravi scoperture di organico tra il personale amministrativo. E' l'allarme che torna a lanciare il presidente del tribunale di Roma, Mario Bresciano, che spiega, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario, che il vuoto in organico è pari al 23 per cento: in servizio ci sono 835 unità rispetto alle 1.198 previste e nei prossimi mesi scenderanno a 780. "Ho scritto ben 5 lettere al ministro - ha sottolineato Bresciano - ho anche scritto al presidente della Repubblica, che mi ha risposto subito assicurandomi interessamento". L'inefficienza che deriva dalla carenza di personale, oltre che di spazi adeguati, "è un danno immane per la giustizia - ha spiegato il presidente del tribunale - ho dovuto far fronte a centinaia di sentenze ferme nelle cancellerie in attesa di essere trasmesse in appello. La situazione si aggraverà anche per effetto della riduzione dell'età pensionabile dei magistrati". Al ministro, che negli ultimi tempi ha assicurato l'arrivo di nuove unità di personale, Bresciano ha fatto presente che "per mandare avanti il tribunale di Roma ho bisogno di 1.198 persone, ossia della copertura integrale dell'organico, altrimenti l'ufficio non è in grado di funzionare". Da "cittadino" infine, il presidente Bresciano ha detto di dolersi per l'Italia "all'ultimo posto per l'efficienza della giustizia e al primo nelle classifiche sulla corruzione". 

Fonte Link: http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/01/24/news/al_via_il_nuovo_anno_giudiziario_il_pg_mafia_capitale_ha_corrotto_i_politici-105652855/ 

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