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La vita sta cambiando pelle

Sabbia N 2 Intitolata "Gatto"

Sabbia numero 2 "Gatto"

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
sito web

A COLLOQUIO CON L’INCONSCIO

UN CASO DI ANORESSIA RISOLTO CON LA SAND PLAY THERAPY

 Sabbia n.2 intitolata “Gatto”.

 Inizia il suo lavoro bagnando la sabbia al centro della sabbiera. Con le dita disegna un tondo. Mi dice che sta cercando di fare un gatto, ma non si capisce molto. Lavora con molto impegno per far risaltare i baffi. Mentre sta lavorando mi fa sapere che a lei piace che i gatti si nascondano: sono misteriosi. Ieri ha visto un gatto stilizzato alla televisione che le è piaciuto molto. Lei ama i gatti perché sono un po’ ruffiani e un po’ coccoloni. Il gatto è anche un animale autonomo. Domenica scorsa è andata a cena con una ragazza alle quale piacciono i gatti. Questa sua coetanea è carina semplice e cordiale. Il gatto però non è il suo animale preferito perché è normale. Il gatto non è bellissimo, non è elegante e nobile come il cavallo. Il gatto è un animale popolare.

Il cavallo è nobile anche per le proporzioni. Le piace, comunque il gatto perché è simpatico. Riflettendo su questa sabbia ci sembra importante precisare che nel gatto convivono, normalmente, realtà opposte ad esempio: domesticità ed indipendenza. Esso è simbolo della quotidianità. Il gatto vive intorno al focolare, ma è anche un essere libero, autonomo, misterioso e non facilmente controllabile. Nell’immagine del piccolo felino della sabbia gli occhi sono appena abbozzati, sono invece ben evidenti “la vibrisse”. Esse sono un organo importantissimo per il piccolo animale in quanto gli permettono di “sentire” prima di “vedere”. Forse in Eli si è costituito un istinto che le permette di intuire ciò che è bene per lei   prima di esserne pienamente consapevole. Il cavallo, menzionato nelle associazioni di Eloisa mentre commentava questa sabbia, secondo Jung è simbolo del femminile liberato dal complesso materno negativo. Questo simbolo piace molto alle adolescenti perché sul cavallo si corre, al galoppo, verso la libertà. Si può ipotizzare che il gatto vada benissimo per la vita quotidiana della mia paziente in quanto simbolo che contiene gli opposti. Il cavallo, quando appare nei sogni, è l’animale sul quale si trasferisce l’immagine della libido liberata dalla dipendenza della madre. Gatto e cavallo: due aspetti del femminile di Eloisa situati su livelli differenti. La felinità offre alla giovane paziente la possibilità di scivolare via da dei doveri ossessivi per vivere e godere i piaceri della vita. Il cavallo annuncia alla ragazza la possibilità di emanciparsi nel rapporto di “indipendenza” dalla madre.  Dobbiamo, però, precisare che nella sabbiera appare non l’immagine del gatto nella sua interezza, ma solo la testa con i baffi. Sembra che Eli possa essere in grado di pensare, guardare e intuire come un gatto…. Forse non ancora muoversi!

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