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La vita sta cambiando pelle

Sabbia n 4 intitolata "Mano"

Sabbia n4 intitolata mano

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
sito web

A COLLOQUIO CON L’INCONSCIO
Sabbia n.4 "Mano".
Per la paziente gli esami di maturità sono imminenti.

Dopo aver riflettuto un poco, lavora la sabbia al centro della sabbiera: dichiara di aver costruito una mano destra: Dopo aver lisciato ben bene il dorso della mano mi precisa che questa mano si ricollega a quella vista in un sogno dove una mano  ed altri oggetti pendevano dal soffitto o da delle pareti uscendo dai quadri: si trovava, nel sogno, in un museo; alle pareti e al soffitto erano appesi vari quadri: C'era anche un dipinto di Van Gogh, la paziente voleva raggiungere le compagne che avevano già visitato una parte del museo. Mentre, percorreva, velocemente, le sale, rimaneva colpita dal fatto che il movimento rendeva un poco più spaventosi i quadri. Correndo si spaventava. La mano che usciva dal quadro del pittore fiammingo è stata la prima cosa che ha notato. Il suo movimento e il suo correre facevano in modo che la realtà divenisse più sinistra. Precisa: "Attualmente corro molto e ho il timore di non sapere le cose e allora taglio e più taglio ho poi paura di non sapere: Forse bisogna darsi una calmata affinché tutto non diventi sinistro!"

E' possibile che 'le immagini' precedenti  possano avere turbato Eloisa: tutte queste cose che appaiono nell'immagine onirica, penzolano, non hanno collegamento tra loro e sono distaccate dalla realtà: nel sogno come nella realtà la paziente corre in modo forsennato e si muove in modo esasperato e vorticoso. Nella preparazione all'esame di maturità il museo culturale è così enorme che Eli è costretta a correre. Non può realmente 'impadronirsi' della ricchezza che studia e, forse, vorrebbe dedicarsi di più a se stessa.
Il sogno la costringe a fermarsi un attimo sulla propria identità (la mano) e sulla necessità "di prendersi per mano".

Sembrano affiorare interessanti correlazioni tra il modo di esistere della paziente e le modalità con cui dipingeva i propri quadri il pittore impressionista:
Il modo di agire/essere della paziente richiama il modo di lavorare di Van Gogh che dipingeva le sue tele in modo vorticoso. Sappiamo, inoltre, che il pittore suicida era stato cacciato dall'accademia perché non riusciva a disegnare le mani e tale 'incapacità' è stata per lui un grosso problema. (In effetti il pittore fiammingo faceva molta fatica a prendere in mano la sua vita!)
Un'ultima annotazione.
Il museo è un luogo importante da visitare: è utile, durante la visita, tenere un ritmo che ci permetta di avere un rapporto " non inquietante", ma costruttivo con le nostre radici. I luoghi museali ci propongono di incontrarci con la cultura che ci ha formati e alla quale dobbiamo ritornare.
Attualmente per la paziente la giusta disposizione e il ritmo per incontrarsi con ciò che l'ha preceduta e l'ha formata sono in via di definizione.

Marco Vettori