Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Sabbia n.1, intitolata "Piazza con palma".

Sabbia n1: piazza con palma

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
sito web

A COLLOQUIO CON L'INCONSCIOSabbia n.1, intitolata "Piazza con palma".

Dopo aver bagnato la sabbia  al centro della sabbiera, la paziente inizia 
a lavorarla.

Quando, con una certa fatica, ha terminato la costruzione con la sabbia
aggiunge le figurine e un orologio realizzato con la plastilina. Terminato
il lavoro mi fa presente che ha costruito "- una rotonda con in mezzo una
palma con tante braccia- Le auto girano attorno alla palma. Una scultura
di una piazzetta, di una rotonda in mezzo alla strada. C'è la vita della gente
che gira intorno; c'è anche l'orologio che scandisce il tempo. Una città che
è vitale che dà l'idea della vita con tante braccia rivolte verso l'alto. C'è una
vitalità che è naturale e nello stesso tempo spirituale.   C'è un'idea del 
movimento che questo fiore deve avere verso l'alto e verso i lati. La palma
con le foglie deve coprire la città. L'orologio segna le dieci e dieci in questo
modo le lancette rappresentano un abbraccio".

Analizzando questa sabbia possiamo, subito, notare che appare, seppur 
abbozzato , 'il motivo della centralità'. Esso è abbastanza raro che si presenti
all'inizio di un percorso analitico. Si può, pertanto, affermare che questa 
sabbia è stata realizzata dopo un "congruo" periodo di analisi verbale. Nella
sabbia esiste un centro a più dimensioni che pare allargarsi ed espandersi.
Il tutto dà la sensazione di un'energia in movimento sia nei confronti di una
realtà sincronica: lo spazio, il fiore/palma ed il moto circolare dei veicoli (un dinamismo attorno al centro), sia nei confronti di una realtà diacronica: 
l'orologio che segna il tempo. Nell'oriente mediterraneo la palma ritorna
molto spesso come simbolo della dea del ciclo femminile. La palma esiste nelle
rappresentazioni della Madonna sia nel Medio Evo, sia nel Rinascimento.
In questa sabbia si ipotizza che la palma sia simbolo del femminile della
paziente che è ben diverso da quello rappresentato nelle sculture delle dee
madri precristiane. Probabilmente il femminile di Eli è attualmente più collegato
ad un'esile palma del deserto che ad una prosperosa madre. Si può notare che 
la palma si trova nella parte bagnata della sabbiera dove la paziente si sta
costruendo. Riflettendo sul camioncino con la gru si può ipotizzare un centro
che si apre, in particolare, verso le dimensioni: alto-basso; le auto d'epoca sono 
vecchie, ma non antiche, potrebbe indicare che qualcosa che prima c'era ed 
era stato rimosso, attualmente si è messo in circolazione e si deve recuperare.
Con il camion dei pompieri esperienze ed emozioni piuttosto forti che erano 
state bloccate sembrano riapparire. Le lancette dell'orologio segnano le dieci 
e dieci e sono rivolte verso il terapeuta. Probabilmente quest'immagine si
collega ad un buon transfert verso l'analista: la paziente rimanda qualcosa
che ha già avuto.  Le sue braccia aperte potrebbero indicare un'apertura
verso una fioritura globale psichica e fisica. L'importanza del dieci era ben nota
ai pitagorici: il dieci era la "grande madre che tutto abbraccia e delimita" in
quanto era dato dalla somma dei primi quattro numeri (1+2+3+4=10) e poteva
essere rappresentato geometricamente in forma di triangolo equilatero. Per
gli antichi seguaci di Pitagora ciò significa che, dalla causa prima dell'essere e 
dalla polarità delle manifestazioni, dalla triplice azione dello spirito e dalla 
molteplicità della materia  (quattro elementi)  scaturisce il grande dieci, nel
quale a livello superiore  la molteplicità ritorna unità: il dieci è il primo gradino
verso una molteplicità, che avrà nel cento il gradino successivo. Considerati
in una prospettiva mistica dieci e uno sono identici, poiché il dieci rappresenta
 l'unità scaturita dalla molteplicità. Numero, quindi, che rappresenta il femminile
di Eli, ma anche indicazione della direzione in cui potrebbe essere sviluppato
il suo cammino analitico "unità nella molteplicità". 
Per concludere le riflessioni sulla prima sabbia, si può rilevare  che esiste un
centro a più dimensioni  ed è quindi possibile pensare ad uno stadio abbastanza 
avanzato di elaborazione psichica  e di differenziazione  della paziente. Si deve,
comunque, sottolineare, che, nella sabbia, solo il centro è bagnato e lavorato
e vi si vede movimento.  Il resto della sabbia, quello più vicino alla paziente, è 
arido. Tale zona pare indicare i lati di Eli da conquistare ed animare.