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Sette anni a Nicola Cosentino, pene anche per i fratelli

L'ex sottosegretario era imputato per estorsione e illecita concorrenza con l'aggravante mafiosa

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha condannato l'ex sottosegretario Nicola Cosentino (Pdl) a sette anni e sei mesi di carcere al termine del processo di primo grado ("Carburanti") in cui era imputato per estorsione e illecita concorrenza con l'aggravante mafiosa. La Corte ha emesso condanne rispettivamente a 9 anni e 6 mesi e 5 anni e 4 mesi anche a carico dei fratelli, Giovanni e Antonio Cosentino. Le indagini sono state condotte dai pm Antonello Ardituro (oggi al Csm) e Francesco Curcio (ora alla Procura nazionale). L'accusa è stata rappresentata a dibattimento dai pm Fabrizio Vanorio e Sandro D'Alessio. Prescritto il reato contestato all'ex prefetto di Caserta ed ex deputato Pdl, Maria Elena Stasi.

"Siamo fortemente perplessi, ritenevamo che fosse innocente e riteniamo ancora di più che sia innocente - ha detto il legale di Cosentino, Agostino De Caro -  Leggeremo la sentenza, ricorreremo senza alcun dubbio in appello".

Soddisfazione tra i magistrati della Dda di Napoli Alessandro D'Alessio e Fabrizio Vanorio, presenti nell'aula del tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), dopo la lettura del dispositivo da parte della presidente della corte Roberta Carotenuto (giudici a latere Luana Romano e Fabio Provvisier), che ha condannato i fratelli Cosentino al termine del processo cosiddetto 'Carburanti'.

I magistrati hanno disposto con sentenza anche la confisca delle quote e dei beni della società della famiglia Cosentino Aversana Petroli, già sottoposta a sequestro, e oggetto principale del processo. Durante la requisitoria il sostituto antimafia D'Alessio aveva detto che "i Cosentino vanno messi in ginocchio e va confiscata la loro società".

Grande delusione invece per l'ex sottosegretario Nicola Cosentino, presente in aula con i due figli, e per i fratelli Antonio e Giovanni, anch'essi in udienza con altri parenti e amici. L'unico a parlare è stato l'avvocato dell'ex politico, Agostino De Caro. "Sono sgomento per questa sentenza - ha detto - a mio avviso i fatti contestati non sussistevano

Per Cosentino, tuttora agli arresti domiciliari si tratta della terza condanna dopo quella a nove anni per concorso esterno in associazione camorristica del novembre 2016, sempre al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, al termine del processo Eco4, e quella a quattro anni inflittagli nel giugno dello scorso anno dal Tribunale di Napoli Nord per la corruzione di un agente del carcere di Secondigliano (Napoli); in tale ultimo procedimento è stata condannata anche la moglie e il fratello di quest'ultima. 15 marzo 2017

Fonte Link repubblica.it 

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