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Stagione Lirica 2017/18 al Regio di Parma senza l’Orchestra Arturo Toscanini. Scontro sulle coproduzioni?

Foto Luigi Boschi: Anna Maria Meo Direttore Generale Teatro Regio di Parma Foto Luigi Boschi: Luigi Ferrari sovrintendente Fondazione Arturo Toscanini

Analizzando attentamente il cartellone 2017-18 del Teatro Regio di Parma dal sito ufficiale (teatroregioparma.org), si evince con rammarico che è totalmente assente l’orchestra Arturo Toscanini, proprio nell’anno del 150°. Sostituita da orchestre a chiamata (Orchestra dell’Opera Italiana e OFI Orchestra Filarmonica italiana). Questo ad eccezione dell’Orchestra del Comunale di Bologna con cui viene coprodotta “Traviata” a Busseto.  La nota lieta è la presenza di Sebastiano Rolli come direttore concertatore in due opere: Roberto Devereux di Gaetano Donizetti e Traviata di Giuseppe Verdi a Busseto.
Si parla sempre di fare sistema e nell’ambito musicale dove c’è un binomio collaudato e riconosciuto si producono divisioni? Che Parma si presenti al mondo con il suo Teatro Regio senza la Toscanini mi sembra una perdita di valore e di sinergia culturale. Di fatto una presenza azzoppata. Visto poi, che ricorre il 150° del grande maestro celebrato in tutto il mondo.
Quali i motivi che hanno indotto la direzione del Regio di non avvalersi nella Stagione Lirica della Toscanini? Quali quelle della Toscanini?
L’aspetto economico non è sufficiente, né plausibile in quanto i costi dell’orchestra del Comunale di Bologna in trasferta, non sono certo comparabili con l’orchestra parmigiana/regionale Toscanini.
Potrebbe esserci un problema di coproduzione che consente di ammortizzare i costi delle prove ed avere più recite e in questo momento di tagli economici diviene vitale.

Interpellate, le direzioni di entrambe le Fondazioni rispondono a questa mia domanda:
“Da un’attenta lettura del  cartellone della stagione lirica del Teatro Regio di Parma 17/18 nel vostro sito ufficiale, sono rimasto stupito nel non aver trovato in nessuna opera l'orchestra Arturo Toscanini. Come mai questa vostra scelta? Quali le motivazioni di questa "totale assenza" di un soggetto fondamentale di Parma musicale e artistica? Quale la strategia artistica o funzionale che ha portato a questa "perdita"?  Ad eccezione di quella di Bologna, siete tornati alle orchestre a chiamata di cui a Parma vi è stata una triste, lunga storia, di cui mi sono occupato personalmente da un punto di vista giornalistico. Voi pure, in sede giudiziaria, pare, non ancora terminata, stante la possibilità di ricorso in Appello di cui mi è giunta voce e conferma. 
La Toscanini è un soggetto fondamentale per l'aspetto economico e organizzativo della produzione lirica dell'intera Regione Emilia Romagna, che fu tra l'altro la ragione fondativa del complesso orchestrale stabile con sede, da sempre, a Parma”.
 

Ci hanno risposto:
Meo: "rispondo volentieri alla sua domanda.
Pochi giorni fa io e il M. Ferrari abbiamo siglato il rinnovo del protocollo d'intesa che sancisce la priorità che si vuole riconoscere alle relazioni tra le due maggiori Istituzioni musicali della città.
La Toscanini, che è e resta la nostra orchestra di riferimento e in quanto tale la prima alla quale chiediamo disponibilità per le nostre produzioni liriche, ha tra i suoi obblighi statutari quello di dare anche un contributo  a sostegno della produzione degli altri Teatri della Regione, essendo finanziata primariamente dalla RER.
Il Festival Verdi assorbe ogni anno tutte le disponibilità della Toscanini dai primi di settembre alla fine di ottobre per due produzioni liriche cui quest'anno si aggiunge il Requiem.
Considerato che oltre all'attività lirica l'Orchestra ha anche una intensa attività concertistica, lei stesso potrà dedurre come la complessa composizione del mosaico possa aver generato per il 2018 l'assenza della Toscanini dal cartellone della lirica del Teatro Regio cui corrisponde la sua presenza nei cartelloni degli altri Teatri della regione che hanno consentito, grazie alla coproduzione di alcuni titoli d'opera, una più efficace calendarizzazione degli impegni dell'Orchestra grazie a un numero di repliche consistente in più Teatri, a seguito di un unico periodo di prove.
Ogni anno ha una storia a sé, nulla esclude che quello successivo, se per esempio fossero programmate delle coproduzioni tra il Regio e altri Teatri della regione, la Toscanini possa tornare al Regio non solo per il Festival ma anche in stagione per uno o più titoli.
Sono certa che il comune amico M. Ferrari potrà confermarle quanto ho qui cercato di illustrare".

Ferrari:  “Non c’è separazione né smarrimento di strada, tra Fondazione Teatro Regio e Fondazione Toscanini. Anzi, è stato recentemente firmato un protocollo, approvato dai Consigli di Amministrazione di entrambe le Fondazioni, che sancisce una futura collaborazione ancora più solida e ampia. Occorre però sottolineare, benché non sia la prima volta, che Parma beneficia già grandemente della residenza cittadina dell’Orchestra Regionale sia sotto il profilo dell’attività sinfonica (alludo alla stagione Nuove Atmosfere all’auditorium Paganini, ai Concerti aperitivo, alla stagione estiva Stelle Vaganti, ad altre presenze d’occasione) sia sotto il profilo della partnership artistica col Teatro Regio che vede la Filarmonica Toscanini in prima linea quale complesso di riferimento del Verdi Festival. Per quanto concerne la stagione lirica “ordinaria”, va da sé che il nostro Complesso deve privilegiare, rispetto alle produzioni di singoli teatri, le coproduzioni tra più teatri. Questa regola non riguarda solo Parma, ma tutte e sei le città della Regione sede di un Teatro di Tradizione. Nella prossima stagione le scelte di programmazione del Teatro Regio, pienamente legittime e per quanto ci riguarda convintamente insindacabili, hanno individuato una coproduzione col Comunale di Bologna, una extra-regionale e due produzioni di cui non è previsto il transito, almeno nell’immediato, in altri teatri Emiliano-romagnoli. Dunque, la nostra Orchestra sosterrà ugualmente oltre quaranta recite liriche, ma altrove: non a Parma, visto che tutte le nostre disponibilità di calendario sono state assorbite da coproduzioni “interne” alla Regione stessa. Ciò detto, sono sicuro che si tratti di una situazione circoscritta e transitoria, così come non dubito che il Regio abbia ben presente l’importanza, non solo economica, dei legami collaborativi che possono e debbono instaurarsi tra le istituzioni di un sistema musicale e teatrale di cui Parma è polo imprescindibile. Ho elementi per ritenere che già la stagione successiva alla prossima (le coproduzioni, si sa, vengono programmate con anni d’anticipo) assisterà alla ripresa di una calibrata attività di coproduzione tra il Regio e altri Teatri di Tradizione della nostra Regione, senza che ciò comporti, sia chiaro, un’improponibile rinuncia del Regio stesso a una propria e singolare identità artistica. Se questo accadrà, come spero, la Toscanini sarà felicissima di tornare ad essere ospite, pro tempore, del Regio anche nella stagione ordinaria: dopotutto, si tratta del Teatro ad essa più vicino non solo geograficamente, ma per avere voluto e propiziato la nascita stessa dell’Orchestra Regionale, oltre quarant’anni orsono, e averne poi lungamente e stabilmente ospitato nei propri spazi l’attività produttiva che oggi trova sede nel rinato CPM, al Parco Eridania di Parma.”

 (Parma, 02/06/2017)

Luigi Boschi

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