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Tagli veri, risposte apparenti

Taglio Piante nella Montagna parmense

Giuliano Serioli

Alla nostra lettera denuncia, inerente i tagli boschivi di questi ultimi due anni sui monti del parco del monte Fuso ( M.ti Fuso, Lavacchio, Faino), è stato risposto. Lo ha fatto la Comunità Montana Parma Est, a firma del suo presidente, nonché sindaco di Langhirano, Giordano Bricoli.

La risposta è in burocratese. Per capirci che roba sia ve ne diamo esemplificazione: "...dalle foto prodotte si ritiene che i tagli indicati - -ultimo taglio Lavacchio ovest - possano riguardare a) domanda prot 1253 del 24/02/2016 oggetto di sopraluogo in data 15/3/2016 autorizzata in data 22/3/2016 prot 1843 in cui è stato ammesso il taglio per i mappali 115 109 foglio 116 Neviano con rilascio di matricine con diametro minimo pari a 20 cm. ad 1,30 metri di altezza ad una distanza di 8 metri l'una dall'altra...".
La lettera di risposta è tutta così per ben 4 pagine. In astratto, con una precisione burocratica proterva, scavalcando la realtà distruttiva del taglio.
Saranno reali i 20 cm delle matricine e gli 8 metri di distanza dichiarati?
Ci crediamo poco.
In ogni caso matricine isolate sono sottoposte alla sferza delle intemperie.
Il fatto è che non si prende nemmeno in considerazione la sostanza del nostro esposto, non si risponde nel merito.
Parlavamo di forte pendenza dei versanti, con un'acclivita sempre intorno al 100%, se non maggiore in alcuni punti.
Dicevamo che un taglio raso matricinato in simili versanti di monti, costituiti da sedimenti tipo flysc, cioè alternanze di arenarie basali, marne ed argilliti, alla prima forte pioggia rischia di produrre l'asportazione del soprasuolo, del suolo e degli apparati radicali dei polloni così indeboliti.
Si noti che il suolo, in montagne a struttura geologica tipo flysc ed in versanti ripidi, tende ad essere molto sottile e asportabile facilmente dando luogo a colamenti e frane.
Dicevamo nella lettera che l'aver trasformato sentieri in carraie per il passaggio di mezzi pesanti avrebbe degradato ulteriormente tali versanti.
La normativa Regionale, infatti, prevede il ripristino da carraie a sentieri una volta concluso il taglio. Cosa che nessuno si preoccupa di fare.
Nel 2016 un imprenditore era stato multato dalla forestale proprio per tale motivo in seguito a tagli sul monte Fageto.
Ribadivamo che ci sono versanti sul monte Faino neanche attraversati da sentieri su cui chi ha tagliato ha letteralmente impostato nuove carraie con grave degrado e pericolo di frane.
Nei borghi la gente è a conoscenza del fatto che alcuni imprenditori danno da tagliare con mezzi meccanici pesanti a gente dell'est pagati in chissà qual modo.
Tutti quei tagli non portano ricchezza alla montagna, i soldi se ne vanno altrove assieme alla legna.
Quello che resta dopo un taglio raso lo si vede dopo un paio d'anni.
Matricine stente, apatto che si siano salvate dalle intemperie, e cespuglieti.
Questi, da lontano, colorano di verde i versanti come niente fosse successo, mentre in realtà le loro radici non danno alcun sostegno alla montagna, non tratterranno il soprasuolo.
Con piogge torrenziali verrà giù tutto.
E intanto il manto boschivo di prima non c'è più. Non se avvantaggia di certo il paesaggio, ma neanche la cattura di CO2 da parte del verde.
Che se qualcuno pensa che i cespuglieti, cresciuti dopo un paio d'anni, catturino la stessa quantità, sbaglia. E' il manto boschivio integro a farlo.
Diversi tecnici forestali ormai affermano che il taglio raso di un ceduo invecchiato 40 o 50 anni è sbagliato, che sarebbe molto meglio per la struttura geologica della nostra montagna avviare un diradamento selezionato.
In tal modo la copertura boschiva rimarrebbe integra dal punto di vista sia paesaggistico che di cattura della CO2.
I versanti non subirebbero il degrado cui sono sottoposti ora, con grave pericolo per le valli in caso di piogge distruttive.
Il taglio a diradamento selezionato sarebbe più controllato dalle autorità preposte, schivato dagli imprenditori del taglio raso speculativo e favorirebbe la crescita di cooperative locali di taglio, garantendo un'attività economica congra e stabile per gli abitanti della montagna. martedì 17 luglio 2018
Giuliano Serioli
Dimitri Bonani
Raffaella Sassi (Neviano Arduini)
Rete Ambiente Parma

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