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Teatro Regio di Torino, revisori dei conti insieme ai contabili della Ernest&Young: non c’è alcuna anomalia nei conti di bilancio

SARAH MARTINENGHI

Cinque ore e mezzo per discutere del buco di bilancio del Regio. Un pomeriggio faticoso per i revisori dei conti che ieri si sono riuniti in piazza Castello per tirare le fila e analizzare tutti i numeri dell’ultimo anno di gestione del principale teatro torinese, insieme ai contabili della società Ernest&Young. Il disavanzo c’è, come già ampiamente preannunciato, si attesta ancora sul milione e ottocento mila euro. L’analisi dei conti, agli occhi degli esperti, non sembra rivelare alcuna anomalia che possa spiegare il misterioso atteggiamento dell’ex sovraintendente Walter Vergnano e che cosa abbia scoperto di così importante da spingerlo addirittura alle dimissioni anticipate. I contabili non hanno cioè trovato una ragione diversa da quello che sembra essere stato il trend degli ultimi anni al Regio: a causare il disavanzo sono semplicemente «minori contributi o sponsorizzazioni che sono arrivati sia dal fronte pubblico che da quello privato». Già a dicembre le Fondazioni bancarie e Iren avevano messo mano al portafogli per ripianare un buco di un milione e mezzo di euro.

Il nuovo passivo del Regio potrebbe essere dunque ancora una volta ripianato da qui a giugno, quando il bilancio dovrà essere chiuso e approvato.

Le fondazioni bancarie, Crt e Compagnia di San Paolo, sarebbero pronte a intervenire, ancora una volta, per il salvataggio dell’ente, per evitare che possa subire un declassamento da “Fondazione Lirico sinfonica” a semplice “teatro lirico”, perdendo così parte del contributo del Fondo Unico per lo Spettacolo. Un pericolo che rimarrà in astratto, come una spada di Damocle, fino a quando le fondazioni bancarie non stabiliranno tempi e modi del loro apporto economico.

I conti del Regio sono dunque negativi ma, secondo i contabili, «non sono emersi errori» di gestione o contabilità.

Addirittura «la gestione dell’ente è positiva. Ci sono stati minori ricavi ma anche minori spese». Il nodo sono ancora una volta i contributi che «sono sempre stati erogati faticosamente, in particolare negli ultimi anni» ma prima, a esercizio finanziario terminato, si riusciva sempre a mettere una toppa. Quest’anno bisognerà vedere se sarà in effetti possibile. Molto si è risaprmiato, e tanto che il conto negativo complessivo di tre milioni 300 mila euro trova una compensazione di un milione e 200 mila euro derivato dai minori costi sostenuti. Non sembra, secondo i contabili, che le spese sostenute per la manutenzione abbiano inciso più di tanto nel disavanzo, almeno non in misura diversa dagli ultimi anni. Nemmeno quelle sostenute «per il crollo» di un pezzo di scenografia che era avvenuto il 18 gennaio durante la Turandot. Resta ora da chiarire perchè Vergnano abbia lasciato il suo incarico avvolgendo l’addio nei colori del giallo. Per i contabili infatti non ci sarebbero errori particolari o voci diverse e inaspettate rispetto agli ultimi tre bilanci del Regio, solo depauperato dai tagli dei contributi. 08/05/2018

Fonte: La Repubblica Cronaca di Torino pag.2

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