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La vita sta cambiando pelle

Torino, la giunta Appendino vara il menù vegano nelle mense scolastiche: primo passo per la città "vegan friendly"

Si comincia con un giorno al mese per tutti i bambini: niente proteine animali, unica concessione l'eventuale parmigiano sulla pasta

di GABRIELE GUCCIONE

Mensa vegana per tutti nelle scuole torinesi, al rientro dalle vacanze estive. Una volta al mese, ai venticinquemila bambini delle elementari di Torino, sarà servito un pasto interamente privo di proteine animali. Il menù prevede penne al pomodoro, lenticchie in umido, insalata di carote, pane e ananas il secondo venerdì del mese, in inverno. Nei mesi più caldi, invece, riso e piselli, fagioli in insalata, insalata mista con carote e peperoni e mix di frutta di stagione.

I nuovi menù vegan approderanno nei refettori delle primarie di Torino a cominciare dal prossimo anno scolastico. “Ci sarà un giorno – annuncia l’assessora ai Servizi educativi, Federica Patti – in cui tutto il pasto sarà senza proteine animali”. “Ma per i primi piatti – assicurano dall’assessorato – i bambini continueranno ad avere l’opzione parmigiano”. L’iniziativa è stata pensata dall’amministrazione comunale per diversificare l’offerta delle mense scolastiche e proporre ai bambini nuovi modelli alimentari, magari diversi da quelli a cui sono abituati in famiglia: non a caso da settembre arriveranno, sempre una volta al mese, anche menù regionali che prevedono l’introduzione di nuovi piatti: linguine al pesto, pasta all’amatriciana, polenta con salsiccia.

Del resto, “la promozione della dieta vegetariana e vegana sul territorio comunale” era stata anticipata dalla sindaca

 Chiara Appendino nel programma di governo che aveva presentato alla città subito dopo il suo insediamento. La giunta Cinque Stelle non ha mai nascosto, infatti, di voler fare di Torino una città “vegan friendly”, anche istituendo istituire “nelle scuole progetti didattici sulla tutela, sul rispetto degli animali e sulla corretta alimentazione in collaborazione con le associazioni animaliste, medici nutrizionisti, organi di politica ed esperti di settore”. 20 luglio 2017

Fonte Link repubblica.it

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