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La vita sta cambiando pelle

UDP (Unione Democratici di Parma) propone la realizzazione della Casa delle Culture Popolari dove ora è lasciato incompiuto, chiuso a marcire il teatro dei dialetti

Foto Luigi Boschi: Teatro dei dialetti di Parma abbandonato

Riprendiamo una proposta dello scorso aprile (24/04/2016) [LINK], passata nel dimenticatoio di questa sciagurata, arrogante e ignorante amministrazione pentastellata, una vera dittatura dell’ignoranza, incapace di ascolto e di prendersi cura di una città, per suggerire al candidato Sindaco Paolo Scarpa, di inserire nel suo programma Amministrativo, la realizzazione della “Casa delle culture popolari” nell’edificio di recente costruzione del cosiddetto Teatro dei dialetti, non finito e abbandonato a marcire per grave, negligente incuria. Insieme all’adiacente Parco Vero Pellegrini costituiscono un incredibile spazio come centro ricreativo polifunzionale pubblico per tutti i circoli e le associazioni di Parma e Provincia in cui realizzare i loro progetti culturali, di socializzazione; un luogo per ritrovarsi tra le famiglie con giovani e maestri di vita. 

Occorre aprirlo al pubblico, renderlo accessibile, da subito (con i pochi necessari lavori di messa in sicurezza al piano zero) e poi riprendere quanto prima in mano il cantiere, finirlo sistemandolo nelle sue parti strutturali e di servizi, recuperandolo ad un inevitabile distruzione per abbandono. Internamente andrebbe corredato non con arredi fissi come da progetto iniziale dell’arch. Flavio Franceschi, ma con soluzioni mobili per ospitare la Casa delle Culture popolari in cui le persone sono protagoniste dei loro progetti e non spettatori passivi in funzione di spettacoli preconfezionati da cartellone tipico del teatro. L’edificio diverrebbe collegato sia al parco limitrofo Vero Pellegrini, dove si potrebbe realizzare anche una piccola serra per orti e fiori, attrezzato con tavolini e sedie all’aperto; sia al confinante “Circolo Dipendenti Comunali di Parma” in viale Mentana 31 con attrezzature per il ristoro e uno spazio comune di foyer.
Terminato, il complesso, sarebbe un insieme inventato molto bello e unico, praticamente in centro città, di interesse e richiamo anche per tutta la Provincia. Un punto di riferimento stabile e non temporary, per tutti, coordinato nelle attività da un direttore scelto dagli stessi cittadini. Proponiamo ad esempio, in una prima fase di apertura, Angela Spocci, visti i suoi trascorsi, conosciuta popolarmente e tecnicamente capace di gestire in modo professionale la “casa delle Culture popolari”.  
L’interno dell’edificio dell’immobile andrebbe lasciato vuoto attrezzabile con soluzioni mobili funzionali a specifiche esigenze culturali, sociali, di progettazione e di incontri conviviali, funzionale a un programma redatto dai singoli circoli, associazioni concordato preventivamente con la direzione. Soggetti che avrebbero uno spazio comune di socializzazione, relazione e aggregazione. Un luogo che nasce dal basso, non secondo la prepotente modalità delle ignoranti dittature, spacciate per democrazia. (17/03/2017)

Luigi Boschi
per Unione democratici di Parma

Gallery Fotografica del teatro dei dialetti abbandonato e chiuso

idea molto significativa e giusta

Caro Luigi,
a prescindere dal mio coinvolgimento (che naturalmente mi farebbe piacere!) l'idea è molto significativa e giusta perché - finalmente - si darebbe corpo e vita ad un CONTENITORE che rischia di andare in malora prima di essere stato inaugurato, questo per l'incuria e la disattenzione o l'ignoranza di un'intera classe politica cittadina con un dispendio colpevole di denaro della collettività!
Grazie e a presto.
Angela

Bella cosa

Bella cosa.
Roberto