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USB: Biblioteche del Comune di Parma, il bando della vergogna

(Pubblichiamo qui le considerazioni del sindacato USB sul bando di esternalizzazione del servizio nelle biblioteche di Parma, considerazioni in cui ci rivediamo completamente)

Con il nuovo bando di gara che interessa la gestione delle Biblioteche del Comune di Parma (San Paolo, Civica, Pavese e Alice) ancora si procede nella direzione del sotto inquadramento dei  lavoratori e nella loro esternalizzazione.
Si continua ad utilizzare come contratto di riferimento il CCNL delle Cooperative Sociali e Socio-assistenziali, che evidentemente non c’entra nulla con la professione di bibliotecario.

Ma non solo: i livelli di inquadramento a cui si fa riferimento sono palesemente inferiori a quelli che dovrebbero avere i bibliotecari per le loro qualifiche, titoli di studio e le mansioni quotidianamente svolte.
Personale con la formazione e le caratteristiche richieste dal bando di gara non può essere inquadrato con il livello  C1 Cooperative Sociali, facendo riferimento al contratto  almeno dovrebbero essere inquadrati con il livello D1 e in base a quanto comunicato dalla Associazione Italiana Biblioteche con il livello D3, se non anche E.
Ma la questione è un’altra e più grave.

Come mai a questi lavoratori non viene applicato un CCNL inerente alle loro professionalità e mansioni svolte?!
Il CCNL corretto a cui fare riferimento è “Federculture”, dove i lavoratori stessi sono inquadrati con le categorie e le rispettive adeguate retribuzioni.
Il Comune di Parma, in una nota non ufficiale affidata agli organi di stampa, riferisce che gli inquadramenti differenti da quello proposto nel bando implicherebbero una parificazione se non addirittura un superamento degli inquadramenti dei dipendenti comunali. Tralasciando il fatto, non secondario ma che non vogliamo affrontare qui, che il Contratto Funzioni Locali non c’entra nulla con il contratto Cooperative Sociali, il paragone non ha senso e la dichiarazione del comune stabilisce così che vi sono lavoratori di serie A (quelli direttamente alla dipendenze del comune) e lavoratori di serie B, quelli che lavorano per strutture comunali ma che invece non sono dipendenti diretti del Comune.
Le retribuzioni e i livelli devono rispettare il lavoro svolto, non c’è altro parametro a cui fare riferimento!!
USB – Unione Sindacale di Base confederazione di Parma – non ci sta a tali differenziazioni e soprattutto si chiede come mai strutture così importanti come le biblioteche, che rappresentano  il tessuto civico, sociale e culturale cittadino, siano gestite attraverso l’esternalizzazione del servizio  e dei lavoratori stessi.
Le esternalizzazioni rappresentano sempre un compromesso al ribasso per i diritti dei lavoratori e per le loro retribuzioni.
“Internalizzare” la gestione del servizio e gli stessi lavoratori è ciò che va perseguito per la dignità professionale e retributiva, nonché per la dignità di una città che si vuole candidare ad essere capitale della cultura.
Il percorso da intraprendere non può che avere come obiettivo quest’ultimo punto, che ha come presupposto di partenza attuale il ritiro dell’attuale bando e l’inquadramento corretto dei  lavoratori e delle lavoratrici! 26 GIUGNO 2018

Unione Sindacale di Base – Federazione di Parma