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La vita sta cambiando pelle

VEGANI vs CARNIVORI: chi mangia le giuste PROTEINE?

Tutti i cibi, compresa la carne, cotti con tecniche che utilizzino temperature anche di poco superiori ai 45°C, perdono i loro enzimi naturali, che vanno così distrutti: sarà quindi compito del nostro apparato digerente fornirli all’occorrenza prelevandoli dalle proprie riserve enzimatiche: un po’ come facciamo per i soldi attraverso il bancomat. Inoltre, la cottura devitaminizza e demineralizza, la clorofillaviene degradata ad un prodotto inutilizzabile e gran parte delle proteine di carne pesce e vegetali vengono denaturate, trasformate in agenti mutageni e rese cancerogene: la poca parte proteica che rimane miracolosamente intatta dopo la cottura e che il sistema immunitario ancora riconosce come organica, viene finalmente elaborata dagli enzimi digestivi attingendo dal conto aperto presso la nostra banca enzimatica, ma che non è infinito. Invece, quelle parti proteiche alterate che per il nostro corpo non sono più metabolizzabili arrivano nell’intestino indigerite ed ivi si putrefanno*: residui carnei ittici e caseari che, come cadaveri tra le pieghe dei villi, ci intossicano, acidificano il sangue ed i tessuti. Il nostro sistema immunitario, che per il 70% si trova appunto nell’intestino, considera queste sostanze mutate dalla cottura come invasori alieni tantochè, dopo aver mangiato carne, reagisce a quella che considera un’aggressione: si ha un aumento di globuli bianchi detto leucocitosi digestiva – scoperta dallo scienziato russo Dr.Paul Kauchakoff negli anni trenta – a dimostrazione del fatto che il nostro organismo risponde come se ci fosse un focolaio di infiammazione. La leucocitosi si ha anche durante la digestione di tutti gli altri cibi cotti o alterati da complicati processi industriali, raffinati ed inscatolati (lo zucchero bianco su tutti, il vino): essi hanno subito una trasformazione molecolare che il nostro organismo avverte come pericolosa. Un film horror! Non si ha invece nessun aumento di leucociti con una dieta vegana e crudista.

Un esercito di Globuli Bianchi si arma a nostra difesa anche quando, prendendoci il rischio di contrarre infezioni di vermi e batteri, ingeriamo cibi contenenti proteine di origine animale crudi: carne alla tartara, carpaccio, sushi e sashimi tanto di moda. Che non siano il giusto carburante per la nostra macchina biologica? Nessun dubbio, è una certezza. Le Purine sono delle basi azotate – non sono dei composti proteici ma partecipano alla sintesi delle proteine, perciò sono concentrati nei cibi altoproteici – contenute nella carne e nel pesce, nei legumi, nel caffè (la caffeina è un derivato alcaloide delle purine), nel tè (la teina è un nome commerciale per indicare la caffeina del tè, ma è la solita sostanza) e, in parte minore, in altri alimenti ricchi in proteine soprattutto di origine animale quali il latte i formaggi e le uova. Le Purine provenienti dalla dieta vengono metabolizzate da diversi enzimi digestivi endogeni in molecole di Acido Urico; questo acido di origine alimentare, esogeno, non può essere ulteriormente degradato perchè il nostro organismo è privo dell’enzima metabolico uricasi, che hanno invece tutti i carnivori (tranne il cane dalmata) preposto al suo catabolismo; essendo poco idrosolubile, non può essere espulso per via renale, vengono così attinti dalle riserve minerali sali di calcio e di sodio per neutralizzarne l’acidità: si formano cristalli, detti urati, che si depositano nei reni e nelle articolazioni originando artriti, gotta, calcoli, depauperamento di minerali organici, indebolimento alcalino e conseguente acidificazione dei tessuti.

* Putrefazione delle Proteine

La putrefazione equivale per i cibi di natura proteica a quello che è la fermentazione per le fibre e i carboidrati indigeriti: si tratta di un processo anaerobico di decomposizione delle proteine non completamente digerite, o indigeribili come quelle cotte animali, che può potenzialmente interessare anche le proteine comunque ad alto peso molecolare dei cibi proteici concentrati di origine vegetale come i semi oleosi e i legumi qualora venissero associati nel pasto con alimenti amidacei che ne contrastino la digestione enzimatica. Nel colon le proteine vengono smontate in amminoacidi con successiva degradazione degli stessi in altre sostanze ancora più semplici ad opera di enzimi della famigerata flora batterica “nociva” costituita dai batteri anaerobi presenti nell’ultimo tratto dell’intestino che, nutrendosi dei resti proteici, proliferano abnormemente in colonie di dimensioni sempre maggiori sovrastando in numero e metabolismo i batteri “buoni” aerobi e non e instaurando uno squilibrio microbico intestinale causa di quella condizione proto-patologica che prende il nome di disbiosi del colon. Questo tipo di metabolismo batterico produce a partire dagli amminoacidi metaboliti tossici per l’uomo, come composti gassosi a base di molecole di Zolfo – per esempio il Solfuro di idrogeno (Acido solfidrico), un acido debole dal caratteristico odore di uova marce derivato dalla trasformazione dell’amminoacido Cisteina e dello Zolfo, elemento chimico che è maggiormente presente nella struttura degli amminoacidi che costituiscono le proteine animali piuttosto che quelle vegetali – di Ammoniaca (gas tossico e corrosivo) esogena e composti organici anch’essi contenenti azoto detti Ammine, quali la Cadaverina (dall’amminoacido Lisina) e la Putrescina (dall’Arginina). Le Ammine sono sostanze sì naturali, poiché derivano dalla decomposizione di materia organica, sono basiche ma acidificanti per l’organismo umano in relazione alla loro elevata tossicità e comprovata cancerosità; hanno nomi scientifici inquietanti – ma questo non rappresenta di per sé un problema reale – e sono responsabili del cattivo odore delle feci. Evidenzio che l’Azoto – costituente fondamentale delle proteine – è un gas inerte che non prende parte alle reazioni del metabolismo energetico: questa specie chimica non è quindi utilizzabile dal corpo con il fine di produrre energia e deve essere necessariamente impiegata nei processi di sintesi anabolica proteica per essere metabolizzata, seppur parzialmente.

Che la carne non sia il giusto carburante per il nostro motore?

CIBO CRUDO? Che forza!

Gli enzimi per funzionare devono essere attivati da sostanze denominate coenzimi, o cofattori, che sono: tutte le Vitamine del Gruppo B, le Vitamine C, A e K, e minerali organici come lo Zinco, il Magnesio, il Rame e il Calcio. Nei vegetali, i coenzimi sono presenti nello stesso alimento accanto agli enzimi naturali in quantità sufficiente da innescare l’attività enzimatica: solo così può iniziare il processo di pre-digestione dei cibi. Di contro, gli enzimi alimentari di origine animale, anche se provenienti da carni consumate crude e nell’immediatezza dell’uccisione che vengano comunque mangiate prendendosi il rischio concreto di contrarre infezioni batteriche e i vermi spesso presenti nell’animale sia terricolo sia acquatico, rimangono inerti e non attivano nello stomaco il fondamentale processo pre-digestivo cosicché l’accellerazione del metabolismo fa cilecca in partenza. Il cibo di provenienza animale, quindi, va considerato “morto”: non solo per una questione etica ed estetica, ma anche per l’assenza di quelle “scintille di vita” prodotte dagli enzimi. Il cibo crudo, verdura e frutta, biologico, ricco di minerali basici organici, amminoacidi, enzimi, vitamine clorofilla – nel caso delle verdure di colore verde – glucosio e acqua va considerato a diritto come “vivo” fattore di vita. Più Enzimi Alimentari ingeriamo meno dovremo attingere dalle nostre riserve enzimatiche digestive e metaboliche, che potranno dedicarsi alla digestione le prime, al funzionamento degli organi, alla riparazione delle cellule danneggiate, alla detossificazione e al rinnovamento cellulare le seconde; più cibo crudo e “bio” (che di per sé significa tutto e niente, è una certificazione: i prodotti dell’orto di mio padre so essere sicuramente più naturali di quanto possano mai certificare un’etichetta molto pubblicizzata e qualsiasi disciplinare) di origine vegetale mangiamo e meno sostanze indigerite potenzialmente tossiche raggiungeranno l’intestino con grande sollievo delle difese immunitarie e miglioramento del nostro stato generale di salute.

Come abbiamo visto, ci servono amminoacidi per fabbricare le nostre proteine, non proteine fatte e finite. Allora, perchè mangiare cibo esclusivamente proteico come quello animale, se poi dobbiamo attingere alle riserve enzimatiche per scomporne le proteine e ricavarne quei mattoncini, gli amminoacidi, che ci servono per costruire daccapo quelle umane? Un irragionevole spreco di energia: io in natura non l’ho mai visto, voi? Forse che procurarsi le proteine, tutte, anche quelle di origine vegetale, non sia così importante come si dice? Siamo proprio sicuri che il nostro corpo non possa fabbricare anche i cosiddetti “Amminoacidi essenziali”, sintetizzandoli da sé senza bisogno di prenderli dall’esterno? …o che comunque l’intelligenza biologica dell’organismo provveda già a sintetizzare tutti gli amminoacidi che vuole e che gli servono quando ritenga che gli occorrano senza necessariamente doverli assumere con la dieta come si racconta in relazione a quelli definiti essenziali. Al momento che scrivo gli Amminoacidi essenziali sono 8, ma ogni tanto si scopre al microscopio un elemento sconosciuto, perciò l’elenco potrebbe allungarsi. Succede così anche per quelle sostanze che non si sa dove collocare e diventano magicamente vitamine: tra un po’ siamo alla Vitamina Z! La scienza medica moderna si concentra sul dito pensando di trovare, oltre la sua ultima falange, una verità in punta di dita, perdendo completamente di vista la Luna e la notte che la contiene. Così, quando entra in gioco la medicina “allopatica” l’ossessione da microscopio fa 90 come la paura, la visione olistica zero!

L’uomo, i suoi animali domestici e di allevamento sono gli unici esseri viventi che si nutrono di cibi cotti e, guarda un po’, sono anche gli unici che si ammalano in natura; i cibi che per essere mangiati occorra cuocerli, come la carne, i cereali e i suoi derivati, sono anche quelli meno digeribili, nutrienti e più pericolosi per la salute; il sangue umano è alcalino, pH tra 7.35 e 7.45, quello dei carnivori parrebbe essere acido, pH compreso tra 5.5 e 6.5; l’Uomo ha 10 volte meno Acido Cloridico nei succhi gastrici di quanto ne abbiano i carnivori (l’Acido Cloridrico è altamente corrosivo ed è necessario per rompere i duri legami proteici permettendo così agli enzimi di attaccare le proteine per ricavarne amminoacidi). Ma che l’essere umano sia crudista vegano e fruttariano di natura!? Il dubbio viene.

Fonte Link http://www.verdesubianco.com/vegani-vs-carnivori-chi-mangia-le-giuste-proteine/

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