Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

ESTERI

ESTERI: fatti e politica all'estero

I 12 baby calciatori thailandesi intrappolati con il loro allenatore nelle grotte di Tham Luang sono tutti salvi

L'incubo è finito. I 12 baby calciatori thailandesi intrappolati con il loro allenatore nelle grotte di Tham Luang, a Mae Sai, sono salvi. I ragazzi, tra gli 11 e i 16 anni, erano rimasti bloccati il 23 giugno a causa degli allagamenti provocati da forti piogge monsoniche

Grecia: l’operazione è riuscita, il paziente è morto

Il partenone greco

di  Roberto Pecchioli

Il debito pubblico era attorno al 100 per cento del PIL, adesso sfiora il 190, molti vivono di carità privata. Queste sono le macerie che lascia la dittatura quasi decennale delle “istituzioni finanziarie”.

Suonano a distesa le campane euro entusiaste: la Grecia è fuori della crisi che la attanaglia da dieci anni, la Troika (BCE, Fondo Monetario, Commissione Europea) che l'ha commissariata si ritira. Paolo Gentiloni, già primo ministro italiano, ha ringraziato commosso il suo omologo Tsipras, l'ex beniamino della sinistra fattosi massacratore del popolo greco.

La gioia del conte Gentiloni Silverj è assai sospetta e merita mostrare i dati socio economici. Il primo dato che sgomenta è l'ampiezza degli interventi dei "benefattori". Gli aiuti hanno superato i 241 miliardi di euro, una parte dei quali uscita da tasche italiane. La maggior parte di questa cifra è servito per salvare l'enorme esposizione delle banche tedesche e francesi (oltre 90 miliardi), il resto sono andati in interessi.

Cerchiamo di capire che cosa è accaduto dal 2008-2009, allorché il precipizio si è aperto sotto i piedi del popolo ellenico.

Opera di Zurigo annuncia la nomina di Gianandrea Noseda a Direttore Musicale a partire dalla stagione 2021/22

Gianandrea Noseda


RINNOVI, UN NUOVO DIRETTORE MUSICALE E UN NUOVO “RING” DOPO 20 ANNI
Andreas Homoki, sovrintendente e direttore artistico dell’Opera di Zurigo resterà fino al 2025. L’annuncio che il suo contratto è stato esteso per ulteriori tre anni dal Consiglio di Amministrazione dell’Opera di Zurigo è stato dato lunedì, 2 luglio in una conferenza stampa. Analoga estensione ha riguardato il direttore del Balletto Christian Spuck. Entrambi sono responsabili del profilo artistico del teatro dal 2012.

Il Direttore Musicale Fabio Luisi si dedicherà a nuovi progetti a partire dal 2021. Con una decisione condi-visa, Luisi lascerà la sua posizione all’Opera di Zurigo un anno prima del previsto per lasciare al suo succes-sore uno spazio più rilevante per la programmazione artistica. Andreas Homoki ha presentato Gianandrea Noseda come nuovo Direttore Musicale a partire dalla stagione 2021/22.Lo scorso anno Noseda era apparso per la prima volta sul podio della Philharmonia Zürich per la direzione di un programma sinfonico e poi per due produzioni, un nuovo Angelo di fuoco di Prokofiev e una ripresa del Macbeth verdiano. In entrambi i casi aveva portato una ventata di nuova ispirazione ai musicisti ed era stato accolto con entusiasmo dal pubblico e dai media.

Scozia, piano del governo per dimezzare l’obesità infantile entro il 2030. Annunciate iniziative sul marketing e le promozioni del cibo spazzatura

Beniamino Bonardi

Il governo scozzese vuole dimezzare il tasso di obesità infantile entro il 2030. L’obiettivo sarà inserito nel Piano sul peso sano e la dieta, che sarà presentato in estate. Lo ha annunciato il primo ministro Nicola Sturgeon, ricordando che oggi il 29% dei bambini è a rischio di diventare in sovrappeso, compreso il 14% a rischio di obesità. Il 90% degli scozzesi ritiene che l’obesità rappresenti un problema serio e una recente consultazione pubblica ha indicato un forte sostegno verso misure governative di restrizione del marketing del cibo malsano.

L’esecutivo scozzese intende intervenire sulla promozione del cibo spazzatura e sulle offerte per acquisti multipli, che incoraggiano il consumo eccessivo. “L’obesità è un problema serio di salute pubblica che non può essere ignorato”, ha dichiarato il Primo ministro Sturgeon. “Le prove mostrano che i bambini obesi rischiano di rimanerlo fino all’età adulta e diventano più propensi a soffrire di problemi di salute, come il diabete e le malattie cardiovascolari in giovane età”.

Sostegno all’iniziativa del governo scozzese è stato espresso da Linda Bauld, esperta di prevenzione del cancro del Cancer Research UK, secondo la quale è necessaria un’azione “audace”, dato che “l’obesità è la principale causa di cancro dopo il fumo ed è responsabile di circa 2.200 casi all’anno in Scozia”, e “le dannose promozioni dei prezzi degli alimenti spazzatura nei supermercati stanno contribuendo al problema dell’obesità della nazione”. 28 maggio 2018

Fonte Link: ilfattoalimentare.it

Quello di Viktor Orbán (primo ministro ungherese) è veramente un miracolo economico?

Lo dicono i sostenitori del primo ministro ungherese, uno dei leader politici più odiati nella UE, ma non tutti sono d'accordo

Per l’Unione Europea il primo ministro ungherese Viktor Orbán è spesso fonte di imbarazzo. Da quando è entrato in carica, nel 2010, Orbán ha introdotto riforme restrittive della libertà di stampa, costruito muri per impedire il passaggio di migranti e promosso posizioni intransigenti contro i musulmani.

I suoi estimatori, sia in Ungheria che nelle istituzioni europee, sostengono invece che Orbán abbia avuto il grande merito di aver fatto uscire l’Ungheria dalla crisi economica in maniera più convincente di quanto sia successo in altri paesi. I principali indicatori economici sembrano dargli ragione: il debito pubblico ungherese è sceso a livelli pre-crisi e la disoccupazione è passata dall’11 al 3,8 per cento. Alcuni dati e pareri raccolti dal New York Times, però, mettono in dubbio che la ripresa sia così solida come Orbán e i suoi sostenitori vogliano far credere in vista delle elezioni politiche che si terranno l’8 aprile.

Il Mar Morto sta diventando un deserto di sale

CARLA RESCHIA

Il bacino situato nella depressione più profonda del mondo, tra Israele, Palestina e Giordania perde un metro di livello ogni anno. Colpa dei prelievi di minerali e del rinsecchimento del Giordano, usato per l’agricoltura

Il Mar Morto sta morendo: è un pessimo gioco di parole ma è la verità. Da molti anni il bacino d’acqua alimentato dal fiume Giordano che si estende nella depressione più profonda della Terra tra Israele, Giordania e Cisgiordania, si inabissa inesorabile oltre i 423 metri certificati sotto al livello del mare (erano 394 negli Anni ’60) e si restringe perdendo un metro all’anno, per un volume impressionante di otto milioni di metri cubi d’acqua che evaporano quotidianamente.

In più, nelle aree lasciate scoperte dalla densa acqua salina si formano le cosiddette sinkhole, voragini del diametro di diversi metri che si moltiplicano: il primo di questi cedimenti del terreno che rendono pericoloso il cammino fu registrato nel 1980, oggi se ne contano migliaia.

Il Giordano, suo unico immissario, dovrebbe porre rimedio, come ha sempre fatto, ma è a sua volta munto senza pietà lungo il suo corso dai prelievi d’acqua per l’irrigazione. Il risultato è ben visibile dal satellite: nelle immagini il Mar Morto appare nettamente spartito in due bacini separati, con quello inferiore, da sempre meno profondo, ormai ridotto a una serie di aree di evaporazione da cui vengono estratti intensivamente cloruro di potassio, bromo, magnesio e altri minerali utili per produrre cosmetici e fertilizzanti di cui sono ricche le sue acque, otto volte più salate di quelle marine.   

A caccia di campi nel Sud del mondo: gli Stati ricchi depredano i contadini

Multinazionali e Paesi occidentali possiedono un’area pari a 8 volte il Portogallo. Alle imprese italiane contratti per oltre 1 milione di ettari in Romania e Africa

Solo nel 2016 in tutto il mondo sono stati uccisi 200 difensori della terra. Non sono supereroi, ma contadini e attivisti, spesso donne, che si sono battuti, e hanno perso la vita, per evitare che i loro campi, soprattutto nei Paesi nel Sud del mondo, venissero venduti o dati in affitto a imprese, spesso multinazionali con sedi in piccoli stati che operano come piattaforme per le operazioni delle multinazionali e di società finanziarie. Non è un caso, allora, che al quarto posto tra i maggiori investitori ci sia Singapore, città-stato che conta 63 contratti per oltre 3 milioni di ettari in 27 paesi, soprattutto in Africa centrale e Asia sud-orientale. E al decimo posto ci sia il Liechtenstein che controlla quasi 1,5 milioni di ettari sparsi nel mondo. La classifica dei «padroni della terra» è contenuta nel rapporto realizzato dalla Focsiv, la federazione dei volontari nel mondo e dal Cidse, l’alleanza delle ong cattoliche internazionali, che fotografa il fenomeno dell’accaparramento della terra, meglio conosciuto come «land grabbing».  

Ad oggi 88 milioni di ettari, cioè una porzione di mondo grande otto volte il Portogallo, non è più nelle disponibilità delle comunità locali. I nuovi proprietari, o i gestori incontrastati, sono imprese americane, o di Malesia, Cina, Singapore. E c’è anche l’Italia che non è nella top 10, ma gioca comunque la sua partita: le imprese tricolori hanno in mano 30 contratti stipulati in 13 Paesi per 1,1 milioni di ettari concentrati soprattutto in Romania e in Gabon, Liberia, Etiopia e Senegal. Per i ricercatori, «buona parte degli investimenti italiani riguardano la produzione di legname e fibre, e i bio-carburanti». 

GLI ATTORI E GLI OBIETTIVI  

Commercio, accordo Ue-Messico: stop ai dazi su quasi tutte le merci

Calenda: "Passo importante per le nostre Pmi". Ma la Coldiretti attacca: "Via libera al Parmesano e al Dolcetto made in Mexico"

MILANO - Mentre Donald Trump alza le barriere commerciali e - tra le altre cose - è in attesa di una revisione degli accordi con i vicini nordamericani, Europa e Messico hanno raggiunto un accordo politico per l'eliminazione di numerosi ostacoli agli scambi commerciali.

Lo ha reso noto la Commissione europea il cui presidente, Jean-Claude Juncker, ha osservato che "con questa intesa il Messico si aggiunge a Canada, Giappone e Singapore nella lista dei Paesi che vogliono lavorare con l'Ue per difendere un commercio equo e aperto". Grazie all'intesa 340 Igp europee saranno garantite contro le imitazioni e cadranno le tariffe sulle importazioni in Messico di pasta.

Germania, Spd sceglie Nahles: prima donna a guidare il partito

È stata eletta con una percentuale inferiore alle attese: il 66%. Gli analisti politici si attendevano che almeno tre quarti degli oltre seicento delegati tedeschi avrebbero votato per l’ex ministra del Lavoro

dalla nostra corrispondente TONIA MASTROBUONI

BERLINO - Andrea Nahles è la prima presidente donna della Spd, dopo 155 anni di storia. È stata eletta però con una percentuale inferiore alle attese: il 66%. Gli analisti politici si attendevano che almeno tre quarti degli oltre seicento delegati tedeschi avrebbero votato per l’ex ministra del Lavoro e attuale capogruppo al Bundestag.

Nahles sconta forse il lungo dibattito che ha lacerato il partito più antico della Germania prima del “sì” ad una nuova Grande coalizione. È la sua collega Brigitte Zypries, ex ministro dell’Economia, a fornire quasi in diretta questa interpretazione, ricordando ai microfoni di Pheonix che è un risultato analogo al referendum dei mesi scorsi tra gli iscritti. Anche lì non più di due terzi avevano votato “sì” alla Grande coalizione.

La Siria. Forse non tutti sanno che ...

Siria

La famiglia Assad appartiene agli alawiti. La parte più tollerante dell'Islam.

Le donne siriane hanno gli stessi diritti degli uomini nella sanità e nell' istruzione.

Nei Paesi dell’area mediorientale, la Siria è annoverata fra i più progressisti in termini di diritti di genere.

In Siria le donne non sono obbligate a indossare il burqa. La Sharia (la legge islamica) è incostituzionale.

La Siria è l'unico paese arabo con una costituzione laica e non tollera movimenti estremisti islamici.

Circa il 10% della popolazione siriana appartiene ad una delle molte denominazioni cristiane presenti sia nella vita politica che sociale. Questa tolleranza religiosa è unica nella zona.

In altri paesi arabi la popolazione cristiana è inferiore all'1% a causa dell'ostilità sostenuta.

Inghilterra, raddoppiati in quattro anni i ricoveri in cui l’obesità è la diagnosi primaria o secondaria.

Beniamino Bonardi

Nell’ultimo anno l’aumento è stato del 18%

Negli ospedali inglesi, nel 2016-17 ci sono stati 617 mila ricoveri di pazienti per i quali l’obesità è stata indicata come la causa primaria o secondaria, con un aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Le ospedalizzazioni in cui l’obesità è stata la diagnosi primaria sono aumentati dell’8%, passando a 9.929 a 10.705, e riguardano il trattamento per la perdita di peso. Quelle secondarie, in cui il sovrappeso può contribuire al problema di salute e influenzare il tipo di assistenza che il paziente deve ricevere, comprendono patologie come problemi all’anca e attacchi di cuore.

Se si confrontano i dati del 2016-17 con quelli del 2012-13, (292 mila casi), i ricoveri in cui l’obesità è stata diagnostica come causa primaria o secondaria sono più che raddoppiati.ù

Circa il 66% dei casi ha riguardato donne, a conferma che l’obesità colpisce maggiormente il sesso femminile. La percentuale rilevata tra le donne che vivono in aree più svantaggiate risulta essere quasi il doppio rispetto alle altre zone  (38% contro 20%) ed è questo un dato che non si registra tra gli uomini.

Germania, debito sotto 60% del Pil nel 2019

(ANSA) - ROMA, 7 APR - I conti pubblici della Germania vanno meglio del previsto. Secondo quanto riporta lo Spiegel citando documento del governo, il rapporto debito/Pil dovrebbe scendere sotto la soglia del 60% in anticipo rispetto alle stime, nel 2019 anziché nel 2020. La Germania raggiungerebbe così già dall'anno prossimo l'obiettivo indicato dal patto di stabilità Ue.
    Quest'anno il debito tedesco dovrebbe attestarsi al 61%, per scendete il 58% nel 2019, al 56% nel 2018 e al 53% nel 2021. Il progressivo miglioramento sarebbe legato alle maggiori entrate fiscali e alle minori fragilità del sistema bancario.

Perquisizione alla sede di Cambridge Analytica. Senato Usa convoca Zuckerberg. E Musk cancella pagine Tesla e Space X

Il Ceo della piattaforma social chiamato a testimoniare in commissione. Dopo lo scandalo, l'imprenditore visionario sposa la campagna #deletefacebook. Non più raggiungibili sul social blu i profili delle sue aziende dedicate a motori e spazio

Un giudice ha autorizzato la perquisizione alla sede della Cambridge Analytica. La società ha acquistato i dati raccolti da oltre 50 milioni di utenti Facebook che sarebbero stati utilizzati per influenzare il voto sulla Brexit e a favore della campagna di Donald Trump. Per Mark Zuckerberg intanto arriva invito formale a testimoniare davanti alla commissione Commercio. "Su base bipartisan, riteniamo necessaria la testimonianza del signor Zuckerberg per capire meglio come la società stia pensando di riguadagnare la fiducia persa, mettere al sicuro i dati degli utenti e smetterla con risposte blande ad una gamma di problemi", ha scritto il presidente della commissione, il repubblicano John  Thune, includendo tra i firmatari della lettera il vice presidente, il democratico Bill Nelson. Zuckerberg, durante un'intervista alla Cnn, si è detto disponibile a testimoniare.

Volkswagen-Deutsche Bank: Merkel scandalizzata per i maxi-bonus ai manager tedeschi di Deutsche Bank e Volkswagen.

l ceo del gruppo automobilistico ha incassato oltre 10 milioni, il 40% in più in un anno, nonostante gli scandali. Anche il colosso bancario alimenta le polemiche: pur in rosso di 750 milioni, distribuisce premi (questa volta a tutti i dipendenti) per 2,3 miliardi

BERLINO - Persino la cancelliera si è dovuta mostrare un tantino scandalizzata. Angela Merkel, che festeggiò un compleanno dell'ex capo della Deutsche Bank Ackermann alla cancelleria e difese come una leonessa gli interessi dell'industria automobilistica a Bruxelles quando la Commissione Ue intendeva giustamente limitare le emissioni dei gas tossici, si è detta "piuttosto sorpresa" che alcuni top manager tedeschi si siano persino aumentati i bonus, con chiaro riferimento a Volkswagen.

La maggiore casa automobilistica del mondo, forte di numeri in salita nonostante i mostruosi scandali che l'hanno travolta da due anni, ha premiato l'amministratore, Matthias Mueller, con un bonus da 10,1 milioni di euro, quasi tre in più rispetto all'anno precedente, un aumento che vale circa il 40%. Nel 2017 il fatturato del gruppo ha raggiunto i 230,7 miliardi di euro, circa il 6% rispetto all'anno precedente. Durissimo il commento della Sueddeutsche Zeitung: "L'avidità ha un nome".

Toyota ferma il diesel stop alle vendite in Europa

ginevra - Toyota abbandona il gasolio come Fca. I tedeschi, al contrario, continuano a rimanere attaccati al diesel nella speranza che la nuova generazione dei motori finiti al centro dello scandalo Usa, «sia più pulita ». La discussione intorno al diesel anima gli stand di Ginevra, sempre più considerata la prima esposizione mondiale dell’auto. Non tanto per il numero dei costruttori presenti ma soprattutto per l’atmosfera da appuntamento in territorio neutro che favorisce gli incontri al vertice delle aziende internazionali dell’automobile. Alla vigilia dell’apertura dei cancelli al grande pubblico Toyota annuncia che « dalla fine del 2018 cesseremo la vendita di auto diesel in Europa » . Oggi il costruttore giapponese vende già il 40% delle sue auto con motorizzazione ibrida. Fca ha fatto un annuncio che va nella stessa direzione e che ieri Marchionne ha confermato: « Nei prossimi anni diminuiremo in modo molto significativo il nostro ricorso al diesel, non abbiamo scelta». L’abbandono definitivo della produzione è previsto da Fca per il 2022, al termine del prossimo piano industriale.
In questo clima vanno in controtendenza i costruttori tedeschi che non possono permettersi di riconvertire rapidamente i loro propulsori dopo aver investito tradizionalmente sul diesel. Lunedì sera il numero uno di Volkswagen, Matthias Mueller, si è mostrato particolarmente ottimista: «Assisteremo a una rinascita del diesel perché la gente riscoprirà i vantaggi di una tecnologia oggi finita nel mirino dell’opinione pubblica « . E altri costruttori tedeschi, come Bmw, pur avendo investito parecchio sull’auto ibrida ed elettrica, sostengono che «non avrebbe senso abbandonare per questo la produzione del diesel » . Intanto le vendite dei motori a gasolio in Europa continuano a scendere mese dopo mese.

Terremoto magnitudo 7,2 in Messico: epicentro nel sudovest

Colpita la regione di Oaxaca, ma un forte boato si è avvertito fino nella capitale dove i palazzi hanno oscillato. A distanza di un'ora seconda scossa di magnitudo 5,9.

Terrore in Messico, dove alle  17:39 di ieri ora locale (00:39 odierne in Italia) si è registrata una fortissima scossa di terremoto. La magnitudo, inizialmente indicata pari a 7,5, è stata misurata a quota 7,2 dallo U.S. Geological Survey, l'ente americano di rilevamento sismico, mentre l'epicentro è stato localizzato nella regione di Oaxaca, nel sudovest del Paese. L'ipocentro è 25 km di profondità, in una località rurale a circa 8 km da Pinotepa Nacional, cittadina nei pressi della costa del Pacifico. Un forte boato però si è avvertito anche nella capitale, Mexico City, che si trova a 500 km di distanza e dove gli edifici hanno oscillato pericolosamente, facendo registrare alcuni danni.

LA MAPPA L'epicentro del sisma

A distanza di un'ora (le 18 e 36 locali), nella stessa area si è poi registrata una seconda scossa di magnitudo 5,9. L'epicentro stavolta è stato a circa 10 km da Santiago Jamiltepec, sempre nello stato di Oaxaca. E due ore dopo il fenomeno sismico più rilevante, secondo l'istituto sismico messicano si erano registrate 150 repliche di minore entità.

Il ministro degli Interni messicano e le autorità di Oaxaca riferiscono che nella zona dell'epicentro ci sono edifici danneggiati - tra i quali anche ospedali - ma al momento non si hanno segnalazioni di vittime della scossa. Le verifiche, però, sono tuttora in corso. Nessun avviso di imminente tsunami è stato diramato per la costa del Pacifico. La scossa sarebbe durata oltre un minuto ed è stata avvertita anche in Guatemala, secondo i media internazionali.

Dopo l’acciaio: il cielo sopra Essen

Essen  Essen

Viaggio nella Ruhr che risorge dall'industria siderurgica. Un tempo inquinatissima capitale della siderurgia tedesca, oggi questa città è diventata  ecologica e “smart”: qui è rinato persino l’Emscher, il famigerato fiume dei veleni Attenzione all’ambiente senza rinunciare al lavoro: un esempio per Taranto, Bagnoli e l’Italia

DALLA NOSTRA INVIATA TONIA MASTROBUONI

Era il cuore d'acciaio della Germania, la patria dell'impero Krupp che forgiava cannoni e aveva fornito la simbologia nefasta della potenza hitleriana. Ma Essen era una città infernale. Sopra, viveva imprigionata in un cielo eternamente nero, denso di fumi e di veleni sprigionati dagli altoforni. Sotto, un dedalo di miniere che scavavano la terra divorando il suolo e abbassandolo di metri e metri. In mezzo, fiumi come la Ruhr e l'Emscher gonfi di scarichi e liquami, perché gli smottamenti delle gallerie impedivano di costruire tubature e fogne. Di generazione in generazione, per chi nasceva lì non c'era alternativa tra forni e pozzi, condannati allo stesso destino di malattie letali.

Cina, affonda petroliera iraniana con 136mila tonnellate di greggio

Timori per possibile disastro ambientale. Nessuna speranza per i 29 marinai dispersi

E' AFFONDATA la petroliera iraniana che era entrata in collisione con un mercantile il 6 gennaio, con una successiva esplosione a bordo, nel Mar della Cina. Lo riferisce la Bbc citando media cinesi. Si teme ora un disastro ambientale. La nave trasportava 136 mila tonnellate di petrolio ultraleggero, ma le autorità cinesi assicurano che "non c'è una grossa chiazza" in mare. Poco fa l'Iran ha annunciato che non ci sono più speranze per i 29 marinai dispersi, mentre tre corpi sono stati recuperati. 14 gennaio 2018

Fonte Link repubblica.it

"L'aragosta è un animale sensibile, vietato immergerla viva nell'acqua bollente"

In Svizzera entrerà in vigore dal 1° marzo la legge che protegge i crostacei e condanna questo metodo di cottura come maltrattamento.

La Svizzera si schiera dalla parte dei crostacei e dice basta alle crudeltà in cucina, vietando che vengano gettate nell'acqua bollente vivi. È questa l'ultima novità che arriva dai legislatori elvetici che hanno deciso di ampliare a propria legislazione in materia di protezione degli animali con vari elementi, dal divieto di utilizzare sistemi elettrici per punire i cani che abbaiano, ai maltrattamenti di più ampio tipo. Compreso quello riguardante il metodo con cui verranno cucinate le aragoste.  Andranno prima "anestetizzate". 

Rischio autoritarismo/ Rappresentare non basta più, la democrazia sia più efficace

Romano Prodi 

Per molti anni, soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino, ci siamo illusi che l’espansione della democrazia fosse irresistibile. Una speranza alimentata da numerosi rapporti di organismi internazionali dedicati a sottolineare come il numero delle nazioni che affidavano il proprio futuro alle sfide elettorali fosse in continuo aumento.

La convinzione di un “fatale” progresso della democrazia veniva rafforzata dalla generale condivisione delle dottrine che sono sempre state i pilastri della democrazia stessa, cioè il liberalismo ed il socialismo che, alternandosi al potere, avrebbero sempre garantito la sopravvivenza ed il rafforzamento del sistema democratico. Tanto era forte questa convinzione che divenne dottrina condivisa il diritto (o addirittura il dovere) di imporre il sistema democratico con ogni mezzo, incluse le armi.

La guerra in Iraq e in Libia, almeno a parole, si sono entrambe fondate sulla motivazione di abbattere un tiranno per proteggere, in nome della democrazia, i sacrosanti diritti dei cittadini in modo da arrivare, con la maggiore velocità possibile, a libere elezioni.

Birmania: un intero popolo, all’inizio del nuovo cammino

Yangon 26 November 2017

Dichiarazione della Sen.Albertina Soliani

Per la prima volta in 100 anni di storia della Birmania, Aung San Suu Kyi sta operando l’inclusione della popolazione musulmana nel Rakhine State.
La regione avamposto del buddismo, sul confine mussulmano del Bangladesh, da decenni segnata da tensioni, è oggi la nuova frontiera dove si vive in modo più acuto la sfida della convivenza pacifica. Aung San Suu Kyi vuole vincerla. Con tutto il suo popolo. Non si pronuncia il nome con il quale i mussulmani del Rakhine, identificano se stessi, perché esso, con le sue implicazioni, può accendere i fuochi. Solo la politica può far vincere il diritto, l’uguaglianza, e la pace. Sul terreno economico e sociale, prima ancora che religioso. Questo sta facendo Aung San Suu Kyi con il suo governo. Nelle condizioni del Myanmar, dove la democrazia è la speranza di un intero popolo, all’inizio del nuovo cammino.

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">

Condividi contenuti