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La vita sta cambiando pelle

Signoraggio e Banche

Signoraggio e banche: signoraggio primario e secondario; Derivati, Banca d'Italia; Banche Centrali; Monete complementari; creazione del denaro dal nulla

Derivati, l'accusa della Corte dei Conti: "Tesoro negligente"

Derivati

Per i giudici contabili Morgan Stanley sfruttò la sua posizione sul debito pubblico incassando 3,1 miliardi di euro dallo Stato. E' responsabile del 70% dei 4,1 miliardi di danni, il 30% colpa del ministero. Nel mirino c'è Cannata responsabile di Bot e Btp con i predecessori La Via, Siniscalco e Grilli.

di ALBERTO CUSTODERO e WALTER GALBIATI

ROMA - "Sconcertante". E' la parola che descrive meglio la vicenda che tra il 2011 e il 2012 ha portato lo Stato italiano a versare nelle casse della banca d'affari, Morgan Stanley, 3,1 miliardi di euro pubblici per chiudere quattro contratti derivati e rinegoziare due coperture sulle valute. A scriverla nell'inedito atto di citazione è la Corte dei Conti che ha contestato ai presunti colpevoli un danno allo Stato di 4,1 miliardi e che il mese scorso ha spedito la Guardia di finanza al Ministero dell'Economia a raccogliere altri documenti.

"LE TASSE SONO UN FURTO" - dott. Varone e prof. Padovani

Un grande successo per la numerosa partecipazione all’incontro/dibattito dal titolo “ Euro contro Costituzione” che si è svolto domenica 12 ottobre a Pescara ed al quale abbiamo presenziato. Oltre 150 persone presenti fisicamente e 1528 utenti collegati via internet, stando ai dati di www.abruzzolive.tv che ha curato  la diretta streaming.

In “cattedra” c’erano il dott. Gennaro Varone, magistrato della Procura di Pescara, ed il prof. Cesare Padovani, docente dell’Università de L’Aquila (nonché membro del Comitato Scientifico della nostra Scuola di Studi Giuridici e Monetari ).

 L’impegno del dott. Varone nel diffondere la conoscenza sulla truffa ed incostituzionalità dell’Eurosistema è davvero encomiabile e a tale impegno si è aggiunto il supporto del prof. Cesare Padovani  che ha dimostrato come sia matematicamente impossibile ripagare gli interessi sull’Euro che ci viene prestato e , di conseguenza, come le tasse vanno a “succhiare” sangue dall’economia reale per ripagare Debito Pubblico alle banche detentrici dei titoli di Stato. Un prelievo fiscale “usurante” dovuto a leggi ratificate per accontentare i voleri dei soci della BCE, come ha dimostrato il dott. Varone che su questo aspetto si è molto soffermato evidenziando l’impossibilità di poter rispettare il pareggio di bilancio dello Stato con l’Euro.

L’impossibilità di consentire ad una comunità sociale chiamata RES PUBBLICA di essere “sovrana” a tutti gli effetti e soddisfare i fabbisogni della propria economia ,senza una politica monetaria che impedisce di svolgere funzioni primarie sociali, di sicurezza, sanitarie, educative e di servizi.

Caso Mps, Deutsche Bank accusata di “crimanilità organizzata”

 Daniele Chicca

Dopo essere stata giudicata colpevole di manipolazione di mercato, Deutsche Bank è ora accusata di aver gestito un’organizzazione criminale internazionale. Stiamo parlando del caso legato a MPS di cui si sta occupando il tribunale di Milano. Ora sulla testa dei vertici della banca rischia di pendere anche l’aggravante dell’attività di stampo mafioso.

Deutsche Bank, la prima banca di Germania, è già accusata di aver aiutato MPS a falsificare i conti per poter nascondere le perdite. Ora deve rispondere di accuse ancora più pesanti. Nel periodo a cui si riferiscono i fatti incriminati, la banca è sospettata di aver messo in piedi una organizzazione criminale internazionale.

I procuratori si sono serviti di documenti interni e di una serie di email di Deutsche Bank per convincere i tre giudici della Corte della presenza di circostanze aggravanti da tenere in conto nei capi d’accusa rivolti contro l’istituto di credito tedesco e che riguardano alcune operazioni sospette legate a strumenti derivati.

Come riportato da Bloomberg il materiale citato in aula include anche il messaggio “ben fatto!” inviato da un trader a un banchiere che ora è sotto processo. Il motivo per cui la procura cerca di dimostrare la presenza di nuovi capi d’accusa contro il gigante bancario è che se si dimostrasse che i crimini di manipolazione di mercato e falso di bilancio sono stati commessi da un’organizzazione internazionale attiva in diversi paesi, le multe comminate sarebbero molto più salate e le pene in carcere più lunghe.

MONETA NOSTRA, GIUSTIZIA LORO

Marco Della Luna

Stiamo conducendo una campagna culturale e giudiziaria per portare i giudici a riconoscere (o a rifiutarsi di riconoscere) l’incostituzionalità e illegalità dell’attuale sistema monetario, in cui le banche esercitano – senza autorizzazione legale e senza pagarci sopra le tasse – il potere monopolistico di creare denaro dal nulla, e in cui tutti gli altri soggetti, Stato compreso, sono costretti a prenderlo a prestito a interesse composto, subendo così un preordinato processo di indebitamento a strangolo di tutte la società, che la spreme fino a spogliarla dei beni, dei redditi, dei risparmi, della possibilità di fare politica, in favore del capitale finanziario, e attua così esattamente l’opposto di quanto prescritto dalla Costituzione, la quale letteralmente si fonda sul lavoro e sulla realizzazione dell’eguaglianza sociale.

Stiamo spingendo i magistrati a compiere una scelta riconoscibile da tutti: o dichiarano l’illegalità di questo sistema, oppure si schierano con esso, rendendo percepibile a tutti che might is right, cioè la forza fa il diritto, il diritto è la canonizzazione dei rapporti di forza materiale e di interesse economico, mentre la legge e i giudici servono a dare una parvenza di legittimità e di moralità al sistema risultante. In realtà, la legalità, lo stato di diritto, la giustizia, non possono esistere, sono chimere, perché i detentori del potere reale, materiale, dirigono sempre, nel complesso, l’azione del potere giudiziario come di quello legislativo, esecutivo, informativo.

Mps, i pm chiedono il giudizio per Viola, Profumo e Salvadori

La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ex presidente ed ex ad di Mps e di Paolo Salvadori, ex presidente del Collegio sindacale dell’istituto, accusati di falso in bilancio e aggiotaggio, per i quali lo scorso aprile il gip Livio Cristofano ha respinto l’istanza di archiviazione della loro posizione. I pm Stefano Civardi, Giordano Baggio e Mauro Clerici hanno inviato all’ufficio gip la richiesta di processo per i tre manager dopo che il giudice aveva disposto l’imputazione coatta. Sempre nell’ambito di questo filone di indagine, il sostituto pg Felice Isnardi, che in seguito alla archiviazione disposta dalla Procura di Mps, indagata in base alla legge sulla responsabilità degli enti, aveva disposto come prevede il codice nuovi accertamenti sulla banca, ha trasmesso gli atti ai pm affinché chiudano l’inchiesta con il deposito degli atti in vista di una riunione del procedimento con quello di Profumo, Viola e Salvadori. La tranche d’indagine, trasmessa da Siena la scorsa estate, riguarda la contabilizzazione a ‘saldi aperti’ dei derivati Santorini e Alexandria, operazioni strutturate la prima con Deutsche Bank e la seconda con Nomura. I pm Civardi, Baggio e Clerici, coordinati dal procuratore Francesco Greco, sostenevano che Viola, ora ad della Popolare di Vicenza, e Profumo, visti il ‘restatement’ del bilancio di Mps da loro effettuato e la scoperta dei vari ‘trucchi’ che sarebbero stati adottati da chi li ha preceduti per abbellirlo e nascondere ‘buchi’, avrebbero agito senza alcuna intenzione di falsificare i bilanci ne’ di occultare le perdite.

LE MENZOGNE SULLA RISERVA FRAZIONARIA E I SOLDI DEI RISPARMIATORI INVESTITI IN FINANZA

Anticipo subito che l’argomento che affronteremo oggi è un po’ lungo e spinoso dal punto di vista concettuale, ma rappresenta la base indispensabile per capire come funziona il sistema bancario e monetario moderno nel suo complesso. Una volta capito il meccanismo di funzionamento della riserva frazionaria, non esiste in effetti altro ambito teorico o procedurale che non possa essere spiegato utilizzando la falsa e ingannevole applicazione del concetto in questione. Dalla distorta impostazione del processo di creazione della riserva frazionaria discendono infatti a cascata tutte le anomalie e storture del sistema monetario basato sul regime fiat money (creazione di denaro dal nulla senza vincolo di convertibilità in oro o altro bene reale di scambio), che ricordiamo è stato avviato a partire dal 1971, anche se la maggioranza degli addetti ai lavori ha preferito nascondere e trascurare gli effetti pratici del grande cambiamento avvenuto e sono stati sempre troppo pochi quelli capaci di comprendere le conseguenze di questa incredibile rivoluzione epocale.
In maniera molto sintetica, la riserva frazionaria rappresenta quella parte di denaro depositato dai clienti o raccolto tramite emissione di titoli obbligazionari che la banca è costretta ad accantonare e mettere da parte per evitare di trovarsi a corto di liquidità nei momenti di necessità. Questa pratica discende dalla constatazione puramente statistica fatta dagli antichi orafi e banchieri, secondo la quale soltanto una parte minima dei clienti che depositavano l’oro in cambio di banconote o di certificati di deposito tornava poi in banca per ritirare materialmente l’oro depositato e riconsegnare le banconote.

Progetto “Salva-Comuni”: cosa, come, dove, quando, perché

Marco Saba

La legge di stabilità 2015 (articolo 1, comma 702, legge 190/2014), con riferimento agli anni 2015, 2016 e 2017, ha portato al 55% la quota spettante ai Comuni sulle maggiori somme dei tributi statali riscosse in conseguenza della loro partecipazione all’attività di accertamento fiscale svolta attraverso la “segnalazione qualificata” (vedi note 1 e 2).

Il caso delle AM Lire

50 AM Lire

86 miliardi di euro di debito inesistente, attualizzati secondo le più prudenti previsioni!
Le A. M. Lire, ovvero “American Military Lire” sono una prova del fatto che “il denaro sia un’allucinazione collettiva”, per dirla con le parole di Franco Battiato.
La panzana che il debito esiste perché saremo vissuti “al di sopra delle nostre possibilità” è smascherata da un caso storico.

5 AM lire

Il 19 luglio del 1943, appena 9 giorni dopo lo sbarco in Sicilia, due aerei cargo americani sbarcarono 7 tonnellate di carta moneta, stampata malamente e con la dicitura “Italy” nemmeno tradotta in italiano. Alcuni tagli erano quadrati, altri rettangolari delle stesse dimensioni del dollaro.

Prof. Stefano Zamagni: Diagnosi e Terapia di una crisi annunciata

Stefano Zamagni
Università degli Studi di Bologna
Dipartimento di Scienze Economiche 

l.          Introduzione 

La crisi finanziaria, iniziata nell’estate 2007 negli Usa e poi diffusasi per contagio nel resto del mondo, ha natura sistemica. Né di crisi congiunturale né di crisi regionale dunque si tratta. Essa è il punto di arrivo, inevitabile, di un processo che da oltre trent’anni ha  modificato alla radice il modo di essere e di funzionare della finanza, minando così le basi stesse di quell’ordine sociale liberale che è cifra inequivocabile del modello di civiltà occidentale. Duplice la natura delle cause della crisi: quelle prossime, che dicono delle peculiarità specifiche assunte in tempi recenti dai mercati finanziari e quelle remote, che chiamano in causa taluni aspetti della matrice culturale che ha accompagnato la transizione  dal capitalismo industriale a quello finanziario. Da quando ha iniziato a prendere forma quel fenomeno di portata epocale che chiamiamo globalizzazione, la finanza non solamente ha accresciuto costantemente la sua quota di attività in ambito economico, ma ha progressivamente contribuito a modificare sia le mappe cognitive delle persone sia il loro sistema di valori. E’ a quest’ultimo aspetto che si fa riferimento quando oggi si parla di finanziarizzazione (financialization) della società. “Finanza”, letteralmente, è tutto ciò che ha un fine; se questo fuoriesce dal suo alveo storico, la finanza non può che generare effetti perversi.

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