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La vita sta cambiando pelle

Tribunale e Procura di Parma

Tribunale e Procura di Parma:

La deriva del processo a danno dei cittadini

 Remo Danovi

Caro direttore, si parla spesso di passaggi epocali della giustizia, che si illude di rincorrere i suoi ritardi con le riforme dei codici e il processo telematico. Ma è in corso un passaggio molto più insidioso e pericoloso, con la rinuncia a giudicare le questioni controverse, e la moltiplicazione delle pronunce che dichiarano inammissibili o improcedibili i ricorsi, soprattutto in Cassazione.

Tali sono infatti dichiarati tutti gli atti della difesa ritenuti non conformi alle regole formali, sempre più minuziose e restrittive, elaborate dalla giurisprudenza o introdotte dal legislatore con l’approvazione o il suggerimento della stessa magistratura. Qualche anno fa si tentò con i «quesiti di diritto»: innovazione abbastanza confusa e cervellotica, ripudiata dopo un brevissimo periodo di applicazione. Poi si è passati al principio della «doppia conforme» fra tribunale e corte d’appello, che impedisce di eccepire in Cassazione qualunque difetto di motivazione; e, ancora, all’«autosufficienza dell’atto», che impone di dettagliare e produrre tutte le argomentazioni e gli elementi di prova nel medesimo atto, costringendo a mescolare argomenti e documenti. All’opposto, è stabilito il dovere di «sinteticità degli atti», limitando il numero di argomentazioni e di pagine. Tutto, sempre, sanzionato con l’inammissibilità. In Cassazione perfino il ricorso contrario a una decisione precedente è dichiarato inammissibile, quasi che il nostro sistema continentale sia stato sostituito dalla common law anglosassone.

Fra Cristoforo a Don Rodrigo

Contro i malvagi e i veri delinquenti, spesso camuffati dietro l'abito di filantropi, devi avere la fortuna di non incontrarli mai. Non vi sono, purtroppo, armi civili di difesa
Seppur loro useranno tutte le furberie, tu evitali, fai come non esistessero, se cederete a loro non avrete più pace, sono mascalzoni capaci di ogni azione e crudeltà, non conoscono la tenerezza, né il limite. Il loro solo è rendere infelice la vita degli altri. E non vi sarà nessuna forza dell’Ordine pubblico, nessuna Magistratura, nessun Sindacato che potrà difendervi da loro. “Ma verrà un giorno - come disse Fra Cristoforo a Don Rodrigo- che la Giustizia Divina… La maledizione sta sopra sospesa la loro casa fino alla morte. (03/07/2017)

Luigi Boschi

Cassazione: Berlusconi perde causa contro l’Economist

È stato respinto dalla Cassazione il ricorso di Silvio Berlusconi contro il settimanale britannico The Economist per l'articolo pubblicato il 26 aprile 2001 nel quale si dava un giudizio negativo sulla idoneità del leader del centrodestra a rivestire il ruolo di primo ministro. Per gli Ermellini l'articolo non era diffamatorio - come sostenuto da Berlusconi - ma ha correttamente esercitato il diritto di critica giornalistica. Confermato il "proscioglimento" di Economist deciso nel 2012 in appello a Milano. Berlusconi è stato anche condannato al rimborso delle spese. L'Economist è stato assistito dallo studio legale Caiazzo Donnini Pappalardo & Associati, con i soci Marisa Pappalardo e Roberto Donnini.

I comitati per Ospedale Vecchio di Parma: “Dalla Pizzarotti spa ci aspettavamo un grazie”

I comitati: “Dalla Pizzarotti ci aspettavamo un grazie”
Siamo un po' sorpresi dalle dichiarazioni successive alla sentenza che ha visto assolti tutti gli imputati. Siamo stati dipinti, in pratica, come isolati nemici del progresso! Ma le cose sono andate davvero così?

Inchiesta Venus per prostituzione nei night, al via maxiprocesso con 42 imputati

Udienza preliminare a Parma per gli indagati, tra cui ex poliziotti, avvocati, un vigile e un carabiniere, accusati di essere coinvolti in un giro di squillo stroncato nel 2012

Il tribunale di Parma non accoglieva un processo così imponente dai tempi del crac Parmalat. Quarantadue imputati, quasi altrettanti difensori, due sostituti procuratori a sostenere l'accusa.
Si è aperta stamattina nell'aula della Corte d'Assise davanti al gup Mattia Fiorentini la prima udienza preliminare dell'inchiesta Venus, la maxioperazione che nel 2012 smantellò un consolidato giro di prostituzione in nightclub e circoli privati di Parma. Per anni, dal 2006 al 2011, quelli che venivano considerati locali notturni erano state vere e proprie case d'appuntamento, in cui i clienti consumavano rapporti sessuali per poche centinaia di euro. La Castorina Birichina, La Coccinella/Bataclan The Club, Diana Park/Garden Club, Quasar, Bodegon, Bucarest La Notte, Aeroflot 2, Can Am. Questi i nomi dei club disseminati tra Parma e Colorno, dotati di stanze privé in cui si prostituivano giovani ragazze soprattutto del'Est Europa, a cui l'autorità giudiziaria appose per sempre i sigilli.
Settanta indagati, 26 arresti. L'indagine venne condotta con un imponente lavoro di intercettazioni e appostamenti dai carabinieri di Parma, coordinati dal pm Roberta Licci. Ora il fascicolo è passato ai sostituti procuratori Lucia Russo e Paola Dal Monte. 

Querela di Renato Chiesa contro Luigi Boschi: archiviata per infondatezza e mancanza dell’elemento soggettivo del reato

Mauro Meli

Querela di Renato Chiesa contro Luigi Boschi: "Archiviata per infondatezza e mancanza dell’elemento soggettivo del reato"

Il Giudice Maria Cristina Sarli a seguito della udienza di opposizione all'archiviazione tenuta il 29/09/2016 archivia la querela dell’avv.Renato ChiesaCasa dei Diritti- (di Cagliari difeso dall’avv. Pietroandrea Setzu del foro di Cagliari) contro Luigi Boschi, difeso dall’avvocato Andrea Artusi del foro di Parma, perché infondata e in quanto lo scritto pubblicato nel socialblog luigiboschi.it (Dramma amletico al Lirico di Cagliari: Meli o non Meli? Un groviglio mortale deve far riflettere il CDI del 24/11/2015) era un articolo scritto con “modalità non offensive, esercitando il diritto di opinione e critica senza superare i limiti dell’esercizio legittimo di tali diritti”, ed anche per “mancanza dell'elemento soggettivo del reato”. (15/11/2015)

Luigi Boschi

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Ospedale Vecchio di Parma: il punto di vista dei comitati

Aggiornamenti dal processo sull'Ospedale Vecchio:
il punto di vista dei comitati

Parma, 31 ottobre 2016
Informiamo il pubblico degli ultimi sviluppi processuali concernenti il Project Financing dell'Ospedale Vecchio. I rappresentanti della Procura hanno chiesto l'assoluzione degli imputati, contrariamente alla loro richiesta di condanna formulata dal difensore della Parte Civile (Comune di Parma).
La richiesta di assoluzione, per parte dell'Accusa, è motivata con le seguenti argomentazioni: 

Green Money 2, patteggiamenti a 5 anni dagli arresti

Sei degli undici arrestati del 24 giugno 2011, tra cui Moruzzi e Iacovini, hanno patteggiato pene inferiori ai due anni sospese con la condizionale

di MARIA CHIARA PERRI

A poco più di cinque anni dagli "arresti di San Giovanni" del 24 giugno 2011, il giorno che cambiò il corso politico della città di Parma, sei indagati tra ex dirigenti di Comune e partecipate ed imprenditori accusati di essersi sistematicamente intascati soldi pubblici hanno chiuso la loro posizione con un patteggiamento.  

Jacobazzi spiato più di Riina. Storia di un'inchiesta fondata sul nulla

Giovanni Maria Jacobazzi

Errico Novi

Un milione di euro per intercettare il nostro Jacobazzi. Dopo 7 anni di stillicidio, l'udienza svela l'inconsistenza delle accuse. Con un retroscena kafkiano: se il collegio lo riconosce, è la pm che rischia di finire a giudizio

Guardo Giovanni e mi chiedo: ma come fa? Da quasi 7 anni un procedimento penale gli tiene sequestrata la vita eppure ne parla col sorriso. Penso: è stato un servitore dello Stato, un militare dell'Arma, ha fiducia cieca nella giustizia. Però 6 anni sono tanti, uno stillicidio, iniziato con 40 giorni di carcere. Ascolto i suoi racconti e capisco che solo la fede aiuta a credere anche nel diritto. Almeno quando l'attesa di vedersi riconosciuti innocenti dura tanto da spezzarti il respiro.

UDIENZA di opposizione a seguito querela dell'avv. Renato Chiesa contro il blogger-giornalista Luigi Boschi

In data 29/09/2016 ore 12 si è tenuta l’udienza di opposizione all'archiviazione del procedimento penale per diffamazione  promosso dall’avvocato Renato Chiesa (Casa dei diritti di Cagliari), difeso dall’avvocato Pierandrea Setzu (foro di Cagliari), sostituito nell’udienza dall’avv. Davide Rastelli del foro di Parma, nei confronti del blogger -giornalista di Parma Luigi Boschi difeso dall’avvocato Andrea Artusi (foro di Parma). 
La querela per diffamazione di Chiesa nei confronti di Luigi Boschi si riferiva a un articolo del 22/04/2015 dal titolo Dramma amletico al Lirico di Cagliari: Meli o non Meli? Un groviglio mortale deve far riflettere il CDI”. 
Nell’articolo veniva citato Renato Chiesa come possibile autore sul sito della “Casa dei diritti” dell’articolo non firmato: “I conti del Teatro Lirico di Cagliari tra guai pregressi e fondi POR non pervenuti”. 
Il procedimento veniva affidato al PM Fabrizio Pensa che ne chiedeva l’archiviazione.(DOC. PDF).
La controparte però presentava opposizione all’archiviazione.
Nell’udienza, sentite tutte la parti, Il Presidente Maria Cristina Sarli, si riservava per decidere. (Parma, 04/10/2016)

Luigi Boschi

Diffamazione. Presidente Senato, no carcere, sanzioni a chi intimidisce

Ribadisco di essere fortemente contrario al carcere per i giornalisti colpevoli di diffamazione, ha detto Pietro Grasso. Sulle intercettazioni un richiamo alla deontologia

Giovedì 21 luglio 2016, nel corso della cerimonia del Ventaglio, durante la quale ogni anno, prima delle vacanze estive saluta i giornalisti dell’Associazione Stampa Parlamentare, il presidente del Senato, Pietro Grasso – socio onorario di Ossigeno – ha ribadito la sua posizione “fortemente contraria alla pena detentiva per i giornalisti” colpevoli di diffamazione a mezzo stampa” Inoltre ha rinnovato la richiesta “di una sanzione pecuniaria proporzionale alle richieste di risarcimento infondate in caso di querele temerarie, spesso usate come forma di ricatto nei confronti di piccole testate e di giovani giornalisti non adeguatamente garantiti”. “Né può essere trascurato – ha aggiunto – il tema delle troppe violenze e intimidazioni nei confronti dei giornalisti”. Alla cerimonia è intervenuto il senatore Sergio Zavoli, decano dei giornalisti italiani e presidente onorario di Ossigeno.

Siamo tornati liberi: dissequestrato il socialblog luigiboschi.it

DOPO 304 giorni di forzato oscuramento della parola (dal 29 settembre 2015 al 29/07/2016), siamo ritornati liberi. Non ho mai smesso di aggiornare quotidianamente questa mia opera artistica e informarmativa.Date il tempo alla Polizia Postale di Parma di comunicare il provvedimento agli internet provider italiani affinché lo eseguano e tolgano l'impedimento tecnologico di inaccessibilità. Continuate a seguirci. Il tentativo di indurre all'oblio questo sito, è fallito. (29/07/2016). LB

Ordinanza di dissequestro del socialblog luigiboschi.it

DOCUMENTO PDF

siamo tornati liberi

Una mia interpretazione fotografica della libertà di pensiero: l' Alpe di Siusi attraverso l'opera "The Missing Piece" dell'artista Georg Friedrich Wolf installata sul Bullaccia. LB

Foto Luigi Boschi: Alpe di Siusi attraverso l'opera "The Missing Piece" dell'artista Georg Friedrich Wolf installata sul Bullaccia. Dicembre 2015

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La parola online incriminata e imbavagliata

Foto Luigi Boschi: opera di Corrado D'Ottavi

L’articolo di Guido Scorza su ilfattoquotidiano.it di domenica 17 luglio 2016 dal titolo: “Libertà di parola online: un minuto per perderla, mesi per riconquistarla”, [LINK] mi induce a ripercorrere la mia brutta storia giudiziaria nei suoi fatti salienti. Un labirinto kafkiano di amarezze, delusioni e tribolazioni psicologiche.
Tutto parte da un articolo di opinione e critica, di denuncia con la prosa satirica, pubblicato il 26/05/2008, accertato in Modena il 25/09/2008. Una prosa satirica arrivando anche all’evidente paradosso, all'iperbole, ma partendo sempre dalla realtà, mai smentito. E la satira, si sa, non può essere gentile! Potrà piacere o no, ma è un modo per deridere il potere, per mettere a nudo chi non sa essere ironico con se stesso. I magistrati dovrebbero avere conoscenza delle figure retoriche, caso contrario sarebbe utile un corso accelerato sui manuali di Bice Mortara Garavelli. Si eviterebbero costosi quanto inutili processi di diffamazione, promossi da querele intimidatorie nei confronti della libertà di satira e del diritto di critica. Di satira è infarcita la cronaca quotidiana online, a mezzo stampa o TV.

Libertà di parola online: un minuto per perderla, mesi per riconquistarla

di Guido Scorza*

La vicenda di cui voglio parlare è, probabilmente, una delle tante che si consumano quotidianamente nell’ombra di un sistema giudiziario che, al di là delle solenni petizioni di principio, sembra far fatica ad attribuire alla libertà di parola, specie online, l’importanza e il ruolo che merita nella società.

Attraverso un post sul suo blog, Luigi Boschi – giornalista e blogger – scrive di un imprenditore, magari si lascia prendere la mano e passa il segno. L’imprenditore in questione lo querela e il tribunale di Parma gli dà ragione condannando il blogger per diffamazione. Sin qui una storia di diffamazione online come tante. Ma, in questa vicenda, succede qualcosa di più.

Il giudice, infatti, anziché ordinare il sequestro del solo post ritenuto diffamatorio (vedi nota LB), dispone il sequestro dell’intero blog. Un provvedimento palesemente sproporzionato – anche se non è la prima volta che accade e non sarà l’ultima – perché naturalmente non ce n’è alcun bisogno e non si dovrebbe rendere inaccessibile un intero blog con centinaia di post su argomenti diversi solo perché, uno tra questi, è da considerarsi diffamatorio.

Basterebbe questo per dire che la libertà di parola, quella scolpita all’art. 21 della nostra costituzione, nel nostro Paese, talvolta, vale davvero poco. Ma non basta. E non è una questione di merito. Qui non conta se Boschi abbia effettivamente diffamato qualcuno con un suo post. Chi sbaglia paga, online come offline. L’aspetto che rende questa storia esemplare, sfortunatamente in negativo, è un altro. E si tratta di metodo.

Parmacotto, il sequestro fa slittare l'omologa del concordato

Rinvio al 12 ottobre in attesa che si concluda un eventuale iter di impugnazioni del provvedimento

di MARIA CHIARA PERRI

Come previsto, il blitz della Guardia di Finanza che lunedì ha eseguito un maxisequestro d'urgenza di 11 milioni alla Parmacotto, bloccandone l'intero patrimonio, ha fatto slittare l'omologa del concordato preventivo prevista oggi. 

Alle 9, davanti al collegio di giudici del tribunale civile presieduto da Nicola Sinisi, gli avvocati difensori della Parmacotto Andrea Mora e Mario Bonati hanno chiesto il rinvio in attesa che si concluda un eventuale iter di impugnazioni del provvedimento di sequestro.

Trattandosi di un dispositivo d'urgenza, deve essere ancora convalidato dal gip. La decisione del giudice per le indagini preliminari potrà essere un rigetto o un accoglimento della domanda della Procura, ma in ogni caso apre la strada a un appello al Riesame e successivamente in Cassazione da parte della difesa o della Procura.

Il pm Paola Dal Monte non si è opposta al rinvio, fissato per il 12 ottobre. Per quella data si valuterà se il sequestro, disposto nell'ambito di un'inchiesta per truffa aggravata allo Stato, sia d'ostacolo per l'omologa del concordato . Il piano concordatario, che prevede una ristrutturazione dell'azienda con il mantenimento dell'attività, era stato votato dalla maggioranza dei creditori: il sì all'omologa sembrava quasi un pro-forma. Ora il futuro della Parmacotto torna in forse.

Fonte Link parma.repubblica.it

Internet, vietato vietare l’accesso. Per l’Onu ‘la Rete è un diritto umano’

di Guido Scorza* 

“Gli stessi diritti che le persone hanno offline, devono loro essere riconosciuti anche online”. Si apre così la risoluzione approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso 30 giugno intitolata “Promozione, protezione e godimento dei diritti umani online”. La natura globale ed aperta di Internet deve essere riconosciuta “come forza trainante per uno sviluppo sostenibile” sociale, culturale, economico e politico della comunità internazionale. La libertà di informazione, anche attraverso la Rete, deve essere promossa e protetta come diritto fondamentale dell’uomo e deve essere respinta e censurata ogni iniziativa governativa volta a censurare o limitare l’accesso a Internet.

Sono queste le risposte forti, corali e condivise (la risoluzione è stata fortemente voluta da oltre ottanta governi, ndr) dell’Onu alle tante, anche recenti, iniziative di altrettanti governi, in giro per il mondo, volte a spegnere Internet per soffocare la circolazione di idee, opinioni o contenuti.

L’ultima, in ordine di tempo, la decisione del governo di Algeri di impedire a quasi 20 milioni di persone di utilizzare i social network per un’intera settimana nel tentativo di evitare che la rete fosse usata per falsare i risultati degli esami di maturità, lasciando circolare tracce, domande e risposte vere o presunte. Ed è secca ed inequivocabile la posizione delle Nazioni Unite: non è questa la strada, non può esserlo, non deve esserlo.

Jacobazzi chiama l'ex sindaco di Parma Pietro Vignali sul banco dei testimoni

Processo Green Money, nelle liste dei testi della difesa compaiono nomi noti. Chiesta la ricusazione del presidente del collegio per incompatibilità

C'è anche il nome dell'ex sindaco Pietro Vignali nella lista dei testimoni depositata dalla difesa di Giovanni Maria Jacobazzi nel corso del processo che vede imputato l'ex comandante della municipale di Parma, coinvolto nell'inchiesta Green Money.

Tra i 48 testi della lista della difesa ci sono altri nomi noti: il consigliere di Forza Italia ed ex vicesindaco Paolo Buzzi, l'ex prefetto d Parma Paolo Scarpis, i politici Luigi Giuseppe Villani e Giovanni Paolo Bernini, l'ex comandante dei carabinieri Paolo Cerruti e l'ex questore Gennaro Gallo.

Pierangelo Bertoli - A Muso Duro

Dedicata ai giudici di Parma che hanno ingiustamente sequestrato il mio socialblog, la mia vita, il mio lavoro, per oltre 200 giorni e a Rodrigo Vergara che lo ha richiesto. Avete trovato il modo di passare alla storia della censura in Italia. LB

Luigi Boschi assolto nel procedimento penale promosso dal signor Giuseppe Cattoi (Pres. ANPAS regionale)

In data odierna, 14/04/2016 nell’udienza con rito abbreviato, difeso dall’avvocato Andrea Artusi, Luigi Boschi, presente in udienza (mentre nessuno dell'ANPAS era presente), è stato assolto con formula piena per carenza di elementi di procedibilità nel processo penale promosso dal signor Giuseppe Cattoi (Pres. ANPAS – associazione nazionale Pubblica Assistenza- regione Emilia Romagna). 
A seguito della querela di Cattoi, infatti, il PM Lino Vicini della Procura di Parma  aveva emesso un decreto di condanna nei confronti di Luigi Boschi di tre mesi di reclusione convertita in 22,500 euro di multa. (DOC. PDF
Al decreto anche se giunto durante le festività natalizie, Luigi Boschi fece opposizione nei termini previsti dalla legge, non ravvisando alcuna diffamazione, né altri possibili reati e affidando l’incarico al suo legale di fiducia avv. Andrea Artusi, che fortunatamente era a Parma.   
Veniva quindi prodotta ampia documentazione, compreso l’atto costitutivo della nuova Fondazione redatto dal notaio Marco Micheli (LINK), che largamente giustificavano il diritto di cronaca del giornalista blogger parmigiano. 
Nell’udienza odierna dopo l’intervento del PM Lucia Russo, che sostanzialmente riproponeva il decreto di condanna del suo collega Vicini, veniva quindi data parola all’avvocato della difesa Andrea Artusi, il quale confermava quanto già prodotto e faceva rilevare la presenza di  fondati vizi nella stessa querela, tra cui la tardiva presentazione rispetto alla data di pubblicazione dell’articolo evidenziata nella stessa querela. E ciò la rendeva decatuta. 

Milena Gabanelli: “Conformismo nell’informazione? E’ più facile e non ti fai nemici”

La conduttrice di Report fotografa i media nel nostro Paese: "Chi fa giornalismo indipendente, accurato e approfondito, non è premiato, nemmeno dai cittadini. Renzi? Confonde i gufi con i cani da guardia"

L’abbiamo intercettata al volo, mentre è alle prese con la nuova serie di Report, da domenica sera su Rai 3. Milena Gabanelli è impegnata a preparare la prima puntata che si occuperà diConfindustria: quanto è moderna, flessibile, indipendente e trasparente l’associazione di imprenditori che dovrebbe essere il motore economico del Paese? Lo scopriremo tra qualche giorno. Intanto ci occupiamo di informazione e conformismo.

Cosa pensa dell’operazione Stampa-Repubblica? Di questa fusione tra due dei più importanti quotidiani italiani non si è praticamente parlato. Eppure pone problemi, anche di concorrenza.
Immagino che ci siano delle ragioni economiche, e come avviene in ogni fusione, salteranno un po’ di teste; mentre se è vero che le testate manterranno l’autonomia editoriale, per i lettori nulla cambia. Per quel che riguarda la concorrenza direi che quel che manca non sono i giornali, ma gli editori puri e anche un po’ illuminati.

Giulio Anselmi ha detto: raramente i giornalisti sanno di cosa parlano (e dunque non fanno domande). Da cosa dipende questo, secondo lei?
Per sapere di cosa parli serve tempo, che mal si concilia con la necessità di riempire pagine alla velocità della luce, su qualunque argomento.

Dario Fo: "I miei 90 anni di scellerataggine. Che gioia ridere del potere con Franca"

Dario Fo in una galoppata di ricordi sincera, dal  '53, dal suo primo spettacolo al Piccolo Teatro di Milano, "Il dito nell'occhio", a Mistero Buffo, il Nobel, le ultime rappresentazioni. Tanto teatro e tanta vita a fianco di Franca Rame, "la mia vera religione", il mio "jeux d'équilibre" per non vantarmi mai. Con la certezza che "il regno dei cieli non esiste" e la gioia di ridere e far ridere del potere, dell'ingiustiziua, delle furberie. Con un nuovo amore, Papa Francesco, "un uomo stupendo"

Fonte Link repubblica.it

LIBERTA’ E GIUSTIZIA: INNO ALLA GIOIA. BOSCHI PROSCIOLTO IN APPELLO A BOLOGNA

Pertini: Libertà e Giustizia

La Corte d’Appello di Bologna ha prosciolto per prescrizione del reato Luigi Boschi dalla condanna di Primo Grado comminata dal Tribunale di Parma

In data odierna 17 marzo 2016 la Corte di Appello di Bologna esaminato il ricorso e le motivazioni aggiuntive presentate dall’avvocato Andrea Artusi, nuovo difensore di Boschi, ha prosciolto il giornalista blogger parmigiano dalla condanna subita in Primo grado a Parma (PM Liliana Papotti, Giudice Monocratico Eliana Genovese).
Il socialblog luigiboschi.it ancora sotto sequestro, ad oggi, da 170 giorni,  verrà dissequestrato secondo le indicazioni presenti nelle motivazioni (occorreranno circa 60 giorni) e secondo l’ordinanza che disporrà direttamente la Corte di Appello di Bologna alla Polizia postale.

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