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Wealthfood: cibi sani e vegan

10 motivi per bere acqua tiepida e limone al mattino

La natura alcalina della vitamina C aiuta a mantenere la pelle sana e radiosa dall'interno, poiché elimina i batteri che causano l'acne.

Il limone vanta numerosi benefici per la salute, conosciuti fin dall’antichità. Tra le sue proprietà più importanti ricordiamo quelle antibatteriche ed antivirali; inoltre, il limone aiuta a stimolare il sistema immunitario ed è un ottimo alleato se si vuole perdere peso perché ha effetti digestivi e depura il fegato.

Il limone contiene diverse sostanze, in particolare l’acido citrico, il calcio, il magnesio, la vitamina C, i bioflavonoidi, la pectina e il limonene, le quali stimolano le difese immunitarie e combattono le infezioni. In questo articolo vi presentiamo i 10 benefici di bere acqua tiepida e limone ogni mattina.

Come si prepara l’acqua tiepida con limone?

Usate preferibilmente acqua purificata, deve essere tiepida e non bollente. Evitate l’acqua fredda perché il corpo impiega molto più tempo e più energia per assimilarla rispetto all’acqua tiepida. Utilizzate sempre limoni freschi, da agricoltura biologica se possibile, e mai il succo di limone confezionato e venduto in bottiglia. Dovete spremere il succo di mezzo limone in un bicchiere d’acqua tiepida che poi berrete tutte le mattine a digiuno.

I benefici dell’acqua tiepida con limone

1. Aiuta la digestione

Più fibre, meno grassi e zuccheri: l’acquisto diventa “virtuoso”

Allo scaffale il consumatore premia i prodotti salutisti. A rilevarlo è il 2° rapporto dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy che ha incrociato i dati di 40 mila preferenze alimentari con quelli di vendita nella Gdo fotografando il profilo nutrizionale della dieta degli italiani

di VITO DE CEGLIA

Più fibre e proteine, meno zuccheri e grassi saturi. Senza però diminuire il contributo calorico. La svolta salutista del consumatore medio italiano si consolida nel 2017, confermando un atteggiamento attento nelle scelte di acquisto allo scaffale. Il dato arriva dall’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy che ritorna a fotografare nel suo 2° rapporto i cambiamenti avvenuti negli ultimi 12 mesi nei supermercati e ipermercati italiani.

In particolare, lo studio ha monitorato la variazione della composizione nutrizionale di 40 mila prodotti venduti nei reparti drogheria alimentare, fresco, freddo e bevande. Delineando alla fine un “meta prodotto”, cioè un indicatore statistico che calcola la media dei valori nutrizionali indicati sulle etichette dei prodotti venduti nella Gdo. Secondo i risultati dello studio, c’è stata una crescita della presenza delle fibre negli acquisti degli italiani (+2,3% nell’anno terminante a giugno 2017), elemento nutrizionale che arriva a pesare quasi per il 2% nella composizione del “meta prodotto”, misurato su 184,8 calorie ogni 100 grammi. Per la restante parte si compone del 20,8% di carboidrati di cui 8,5% zuccheri, 8,6% di grassi di cui 3,0% saturi, e 6,2% di proteine.

Limoni, quando il verde è meglio del giallo

Tutti sappiamo che i limoni sono gialli. E così quelli verdi restano spesso invenduti perché ritenuti acerbi. Invece è vero il contrario e un limone verde può essere migliore di uno giallo. Scopriamo perché. 

Un frutto succoso, turgido, profumato ma verde. Nell’immaginario collettivo c’è qualcosa che non quadra: il limone dovrebbe essere giallo. Eppure, oltre al famoso lime verde di origine sudamericana, non solo esiste una varietà di limone Verdello, ma in alcuni periodi dell’anno i frutti maturano senza dorare il colore della buccia, pur mantenendo inalterate le loro caratteristiche organolettiche. Però, siccome i consumatori non li acquisterebbero perché li percepirebbero come acerbi, prima di essere messi in commercio i limoni di questo tipo sono sottoposti al processo di deverdizzazione.

Lista dei cibi acidi e basici

Nel nostro magazine abbiamo spesso trattato l’argomento legato all’acidità dei cibi e alla loro reazione nel nostro organismo.

Il primo articolo legato all’argomento è stato “Cibi acidi e cibi alcalini, il segreto per la nostra salute“, dove nel dettaglio venivano elencati i cibi da evitare e la loro reazione nell’organismo.

Sucessivamente siamo passati ai vari abbinamenti (“Abbinare cibi acidi e cibi basici“) proponendo un esempio di menù basico/alcalino utile per la disintossicazione.

Prima di passare alla lista dei cibi con il loro relatiovo ph, è importante capire cosa si intende per cibo acido.

Cosa significa acido?

Si definisce acido o acidificante, un cibo in base alla sua reazione nell’organismo e non in base al suo gusto. I cibi acidi infatti acidificano il sangue e sottraggono all’organismo i sali minerali che a lungo andare possono dare problemi all’organismo acidificandolo.

Lista dei cibi acidi e basici

Gli alimenti alcalinizzanti hanno un prefisso (-) negativo
Gli alimenti acidificanti hanno un prefisso (+) positivo

Effetto alcalinizzante/acidificante dei Farinacei

Pane di farina di segale + 4,0
Pane di segale + 4,1
Pane di farina di grano duro + 3,8
Pane bianco + 3,7
Corn-flakes + 6,0
Pane croccante di segale + 3,3
Pasta all’uovo + 6,4
Fiocchi di avena + 10,4
Riso + 12,5
Riso grezzo + 4,6
Riso parboiled + 1,7
Farina integrale di segale + 5,9
Spaghetti + 6,5
Spaghetti integrali + 7,3
Farina di grano duro + 6,9
Farina di grano duro integrale + 8,2

Aceto di mele: scopri perché fa bene alla tua salute

 Norman Walker 

Ci sono tre tipi di aceto che vengono generalmente usati: l’aceto bianco distillato, l’aceto di vino, più utilizzato nei paesi latini e che, come quello distillato, contiene acido acetico e l’aceto di sidro (o di mele).

L’aceto bianco distillato in generale fa male all’organismo. Distrugge rapidamente i globuli rossi provocando anemia, interferisce anche con i processi digestivi ritardandoli e impedendo la corretta assimilazione del cibo. Questo aceto (C₂H₄O₂) è il prodotto della fermentazione acida di fluidi alcolici come il vino fermentato e i liquori di malto; è conosciuto in due forme, l’aceto bianco e l’aceto di malto. Ha un alto contenuto di acido acetico ed è molto usato negli Stati Uniti.

L’aceto prodotto mediante il processo di fermentazione del vino contiene una percentuale dal 3 al 9% di acido acetico e solitamente anche acido tartarico. L’acido acetico nell’aceto contribuisce all’indurimento del fegato (cirrosi del fegato) e favorisce l’insorgere di ulcere duodenali e intestinali.

L’aceto fatto con le mele è conosciuto come aceto di sidro e contiene acido malico (C₄H₆O₅). L'acido malico è un costituente organico naturale delle mele e viene coinvolto nei processi digestivi. Ha effetti molto positivi e combinandosi con gli elementi alcalini e i minerali presenti nel corpo, produce energia (o viene immagazzinato nell'organismo sotto forma di glicogeno per usi futuri). È utilissimo se usato in maniera giudiziosa, sia sull’uomo che sugli animali.

Lo spazio non basta per elencare la vasta gamma di risultati positivi ottenuti. Per esempio, favorisce la coagulazione del sangue, il riequilibrio del ciclo mestruale, la funzionalità dei vasi sanguigni, vene e arterie, e la formazione dei globuli rossi.

Rame Colloidale: prezioso elemento naturale

 Gino Riccardo Navarra

Gli  umani, le piante e gli animali, traggono beneficio dall’utilizzo e dall’assorbimento di questa preziosa sostanza. Il rame colloidale allo stato particellare è la forma maggiormente assorbibile dall’organismo ed è un rimedio utile per neutralizzare i radicali liberi che, qualora non fossero adeguatamente contrastati, potrebbero  creare o favorire danni cellulari oltre ad accelerare  il processo di invecchiamento fisico e mentale.

Il rame colloidale è un elemento utile per rafforzare le ossa, le unghie ed i capelli,  innalza, inoltre, il sistema immunitario ed esplica anche  una discreta azione antibatterica. Svolge un ruolo positivo importante sul sistema nervoso e sull’attività cerebrale. 

Il rame è coinvolto nella sintesi dell’emoglobina dei globuli rossi e nel metabolismo del ferro, vanta pertanto proprietà antianemiche.

Il rame è un minerale importante per aiutare il corpo a produrre lisil-ossidasi, che è un enzima-reticolazione con collagene e l'elastina, una funzione che supporta pelle sana e tessuti. La giusta quantità nell’organismo di rame colloidale dona beneficio a tendini, legamenti e tessuto cardiaco. Il rame colloidale è un minerale fondamentale per contribuire a sostenere il sistema nervoso, in quanto aiuta nella mielinizzazione, il processo di costruzione di uno strato isolante intorno ai nervi. Altrettanto importante per il metabolismo del ferro (mantenendo la giusta quantità di ferro), il rame aiuta l’organismo nella  formazione dei globuli rossi, che è la chiave per sviluppare  la capacità del corpo a distribuire ossigeno. 

L'Oro Colloidale e i suoi preziosi benefici

L'oro colloidale è una miscela naturale utile per migliorare la prestanza fisica e mentale. Aiuta a risolvere numerose problematiche legate al corpo, aiuta a superare la stanchezza e a ringiovanire l'organismo. Scopri di più!

Cos’è e a cosa serve l'oro colloidale

L’oro colloidale - in modo simile all’argento colloidale e al platino colloidale – è una soluzione naturale composta da acqua e particelle d'oro, utilizzabile sia come integratore alimentare che come rimedio per uso esterno.

Questo composto si trova in vendita in due formulazioni parzialmente diverse, ovvero come oro colloidale ionico e come oro colloidale puro: la prima versione è quella più leggera poiché è composta da piccoli ioni; la seconda formula è invece la migliore in quanto è costituita da vere e proprie particelle di oro puro.

L’oro colloidale può essere assunto per numerose finalità diverse. Esso aiuta sia a risolvere piccoli disturbi di natura psicofisica sia a migliorare le prestazioni e le capacità cognitive. Vediamo ora nello specifico quali sono le sue funzioni e in quali circostanze si consiglia di ricorrere a questa miscela.

Proprietà, benefici e controindicazioni

PLATINO COLLOIDALE, UTILIZZI TERAPUETICI ED ENERGETICI

Abbiamo trattato due argomenti importanti quando abbiamo parlato di argento e oro colloidale e delle loro proprietà terapeutiche. Oggi terminiamo la nostra trilogia parlando del platino colloidale e delle sue qualità sia nella terapia omeopatica che delle sue funzioni a livello energetico.  
Il platino colloidale  è un importante rimedio femminile. Si in particolare per stitichezzasorditàmal di testaproblemi mestrualispasmi nervosiparalisiintorpidimentoirritabilità, ed eccessivo interesse per la sessualità. Nella medicina occidentale, il platino viene somministrato per curare il cancro, sottoforma di chemioterapico. In chirurgia  è stato usato anche per impianti in metallo nelle fratture ossee e per i pacemaker cardiaci. E può essere utilizzato per stimolare la salute degli occhi. Ciò che caratterizza il platino è che stabilisce un legame con la struttura cellulare del corpo fisico attivando nella memoria delle cellule il riconoscimento della condizione di salute e i processi necessari per mantenere tale condizione stimolando il sistema immunitario.

Argento colloidale: un prezioso alleato per la salute e la bellezza

 Gino Riccardo Navarra

L'argento colloidale e la sua storia

E’ una sostanza molto antica utilizzata da diversi secoli come rimedio terapeutico per molte malattie. Le sue proprietàconsistono in una grande forza battericida, antifungina, antivirale e nella capacità di riattivare il metabolismo dei tessuti. In campo estetico e cosmetico si configura come un vero toccasana per la salute e la bellezza della cute.

Fin dagli inizi del novecento l’argento colloidale è stato utlizzato, come precursore degli antibiotici, ed ha la peculiarità di essere efficace contro molte infezioni, virus, i batteri, i funghi  e i parassiti. In seguito fu soppiantato dagli antibiotici di sintesi immessi in commercio dalle aziende farmaceutiche. Dopo l’introduzione degli antibiotici  l’argento colloidale è caduto in disuso a causa dei suoi costi di produzione, che a quei tempi erano molto esosi.

Prima di ciò era consuetudine utilizzare l’argento colloidale per i problemi di salute, proprio come si fa coi farmaci e le medicine allopatiche. Veniva utilizzato in iniezione, assunto oralmente, utilizzato per gargarismi, per lavaggi ed irrigazioni vaginali e veniva applicato esternamente per curare infezionipiaghe, ustioni, ferite o semplicemente per disinfettare la pelle e alcuni strumenti. 

Sorgo, un cereale versatile e resistente a basso indice glicemico

Ai cinefili la parola «sorgo» sicuramente evoca un film del regista cinese Zhāng Yìmóu (Sorgo rosso, del 1987). Ma a molti è sconosciuto. Eppure, nella hit parade dei cereali è il quinto per vastità di coltivazione, grazie alla sua capacità di resistere alla siccità e versatilità, perché si presta all’alimentazione umana – soprattutto in Africa e Asia –, del bestiame, e a traformarsi in carburante (negli Usa, dove per questo è il terzo cereale più coltivato). Ma è in grande ascesa anche nell’industria alimentare del gluten free.

LE VARIANTI ROSSA E GIALLA – Conosciuto con vari nomi, c’era già 8 mila anni fa in Egitto. Dall’Etiopia e Sudan, dove era coltivato in origine, si diffuse in Africa, quindi in India come cibo sulle navi, lungo la Via della Seta e in America al seguito dei mercanti di schiavi. Oggi esistono differenti varietà. «Per l’alimentazione umana si usano le varianti rossa e gialla», spiega Letizia Satruni, specialista in Scienze dell’alimentazione per il Dr. Schär Institute e docente all’Università Politecnica delle Marche. «Viene coltivato anche in Italia, sulle colline della Toscana e dell’Emilia Romagna. L’assenza di glutine non è il solo vantaggio nutrizionale del sorgo: molto ricco di fibre e carboidrati, è un’ottima fonte minerali (fosforo, potassio, ferro) e vitamine (tiamina, niacina e vitamina B6)». Abbonda perciò di sostanze antiossidanti che abbassano il rischio di tumori, diabete, patologie cardiovascolari e neurologiche.

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10 Semi della Salute che Non Devono Mai Mancare a Tavola

Tanto piccoli ma anche tanto potenti perché in grado di dare la vita ad alberi, fiori e piante: i semi sono alimenti che di sicuro non devono mai mancare sulle nostre tavole. Per le loro proprietà li possiamo definire veri e propri semi della salute in quanto sono in grado di proteggere e rafforzare ad alcuni organi molto importanti quali cuore, muscoli, ossa, occhi e cervello.

Uno degli elementi di cui questi preziosi semi della salute sono molto ricchi è la fibra, utile per il mantenimento del giusto equilibrio intestinale. Fra le vitamine sono presenti tutte quelle appartenenti al gruppo B, in particolare, la vitamina B6 che contribuisce al corretto funzionamento del nostro sistema immunitario, la vitamina B1 utile a mantenere in salute il cuore e la vitamina B3, indispensabile per immagazzinare energia e sentirci in forze.

Fra i minerali che troviamo maggiormente nei nostri semi della salute ci sono zinco (utile per occhi, pelle, unghie e capelli), ferro, fosforo, calcio e manganese. E’ dunque una buona abitudine consumare questi semi tutti i giorni, da soli come snack sfizioso e salutare, oppure mescolati a cereali, frutta e verdura di stagione.

Per mantenere intatte tutte le loro virtù è preferibile mangiarli crudi, anche se esistono numerose ricette che prevedono la cottura al forno o in padella, la tostatura o addirittura la bollitura dei semi. Evitare se possibile anche di aggiungere sale o zuccheri dato che il seme è un alimento completo così com’è!

Carote, antiossidanti e amiche della pelle: proprietà e benefici

Carote

Le carote possono vantare un lungo elenco di proprietà e benefici. Al loro interno troviamo diverse vitamine, sali minerali, fibre e una serie di sostanze antiossidanti. Certamente però il nutriente per cui sono maggiormente apprezzate e conosciute è il betacarotene, precursore della Vitamina A, utile a diverse funzioni del nostro organismo.

Non tutti sanno che il betacarotene è più biodisponibile (ovvero più facilmente assimilabile dal corpo) dopo essere stato sottoposto a una breve cottura. Ecco perché sarebbe meglio mangiare gli alimenti che lo contengono leggermente scottati in padella o in acqua molto calda. Lo stesso discorso vale per la zucca (anch’essa ricca in betacarotene) ma anche per il pomodoro che invece è ricco in licopene, altra sostanza antiossidante che si libera maggiormente se sottoposta a leggera cottura.

Questo però non significa che dovete sempre mangiare carote e pomodori cotti, bisogna piuttosto trovare il giusto equilibrio anche perché se è vero che betacarotene e licopene in questo modo sono più biodisponibili è vero anche che altre vitamine vengono a perdersi con la cottura.

C’è poi un’altra cosa molto importante da sapere: la vitamina A è liposolubile ovvero per sciogliersi e quindi poter essere assorbita ha necessità di una sostanza grassa. E’ buona regola quindi associare alle carote un grasso, la soluzione migliore è certamente quella di condirle con un filo d’olio extravergine d’oliva.

FAGIOLINI: CALORIE, PROPRIETÀ E BENEFICI PER LA SALUTE

fagiolini

Marta Albè

fagiolini fanno parte della famiglia delle leguminose. Durante l’estate li possiamo trovare facilmente freschi. Sono arrivati in Europa dopo la scoperta dell’America e ora sono diffusi in tutta Italia e nel mondo.

Con i fagiolini lessati o cotti al vapore, poi lasciati raffreddare, potrete preparare dei piatti estivi molto freschi da portare in tavola, magari in abbinamento a delle verdure di stagione. I fagiolini sono tra gli ortaggi che di solito piacciono a tutti, anche ai bambini.

Scopriamo quali sono le proprietà e i benefici per la salute dei fagiolini, i loro valori nutrizionali e come scegliere le varietà migliori quando li acquistiamo.

Fagiolini, proprietà e benefici

I fagiolini sono una fonte preziosa di vitamine e di sali minerali. Contengono soprattutto vitamina A, vitamina C, potassio, ferro e fosforo. Sono anche una fonte vegetale di calcio da non sottovalutare.

Importanza della Vitamina C

La vitamina C o acido ascorbico è una molecola che appartiene alla classe degli antiossidanti, esplicando il suo ruolo attraverso la donazione di elettroni; è presente in natura in concentrazione elevata, specialmente nelle foglie verdi.

Alcune classi animali sintetizzano la vitamina C a partire dal glucosio, ad esempio gli uccelli, i rettili e la maggior parte dei mammiferi. L'uomo, tuttava, ha perso la capacità di biosintetizzare la vitamina C che, per questa ragione, deve essere introdotta attraverso l'alimentazione.

Ruolo biologico

L'acido ascorbico ha un ruolo importante come cofattore enzimatico delle ossigenasi, enzimi che inseriscono un atomo di ossigeno nei loro substrati. È anche importante per la biosintesi del collagene, della carnitina (un trasportatore di acidi grassi che opera nella membrana dei mitocondri) e nella biosintesi delle catecolamine, molecole che presentano il catecolo tra cui fa parte l'adrenalina.

La vitamina C, secondo recenti studi, ha implicazioni dirette nella protezione dei tessuti da importanti patologie. Una corretta assunzione dell'acido ascorbico previene la formazione di cataratta, la comparsa di problemi cardiovascolari e perfino alcune tipologie di tumore.

Tutti gli incredibili benefici della vitamina D. Con una semplice esposizione solare puoi ridurre al minimo il rischio di molte patologie: tra queste malattie cardiovascolari, depressione e cancro

Tutti parliamo di vitamina D, ma sarebbe più corretto riferirsi alle vitamine D. Con questo termine, infatti, si intendono tutti i composti pro-ormoni che contengono varia isoforme di calciferolo: vitamina D1, D2, D3, D4, D5. Fanno parte del gruppo delle liposolubili a cui appartengono anche la A, la E, la K.

Il sole è la migliore fonte di vitamina D
Il metodo più efficace per integrare la vitamina D non è certo quello di assumere alte dosi integratori alimentari. Al contrario, esiste un metodo completamente naturale per averla a disposizione in modo altamente assimilabile: l’esposizione solare. In realtà la radiazione solare ci offre una forma inattiva che, a seguito di reazione di idrossilazione, viene trasformata in calcitriolo – l’isoforma attiva.

Differenza tra vitamina D2 e D3
La differenza tra la vitamina D2 e D3 è che la prima (calciferolo) è presente naturalmente negli esseri umani e in tutti i mammiferi. Al contrario, la vitamina D3 (o colecalciferolo) può essere prodotta maggiormente dall’esposizione solare. La D3, però, è almeno cinquanta volte più attiva della D2. Tuttavia è da sottolineare che la quantità di vitamina D disponibile attraverso l’alimentazione è ridottissima. Per tale motivo è essenziale che venga sintetizzata a livello cutaneo partendo dalla luce ultravioletta.

Vitamine Termolabili

Le vitamine termolabili sono una classe di vitamine che perdono la propria efficacia biologica se sottoposte ad alte temperature, ad esempio a seguito di cottura. Molti cibi, altamente ricchi di vitamine, non sono consumati direttamente crudi ma vengono precedentemente bolliti oppure fritti, esponendo al calore sia le vitamine sia gli altri nutrienti. Per questa ragione, la massimizzazione dell'uptake delle vitamine va valutata anche in base al tipo di cottura preferito dall'individuo.

La termolabilità non ha effetto soltanto a seguito di esposizione ad alte temperature giacché, come confermato da numerosi studi, anche l'esposizione prolungata a temperature ambientali provoca un serio degrado delle vitamine termolabili. Ad esempio, l'attività della vitamina C, contenuta in alcuni ortaggi è biologicamente dimezzata solo dopo alcuni giorni di esposizione dell'alimento a temperatura ambientale, ad esempio in un mercato ortofrutticolo. Per questa ragione è sempre consigliabile consumare il cibo quanto più fresco possibile.

Biochimica della termolabilità

Buona parte dei processi che degradano le vitamine, a seguito dell'esposizione al calore, non sono del tutto noti. È possibile ipotizzare che questo avvenga poiché, durante il tempo, si vadano a perdere importanti gruppi funzionali, oppure a seguito di minuscole torsioni strutturali della molecola.

Fonte Link https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=wm#inbox/15e94ba6326979b9

LE TEMPERATURE CHE DANNEGGIANO I CIBI

I nutrienti sono molto sensibili al calore: più la temperatura è elevata e maggiore è la loro distruzione.

- a partire da 45°C = distruzione degi enzimi
- a partire da 60°C = distruzione della vitamina C
- a partire da 80°C = distruzione degli acidi grassi essenziali
- a partire da 90°C = distruzione della maggior parte delle vitamine del gruppo B e della vit. E
- a partire da 120°C = precipitazione dei minerali, effetto di decelazione (separazione del minerale dal suo aminoacido), processo che li rende inorganici e non più assimilabili dall'organismo.

Fonte Link https://www.vegan3000.info/i-572/le-temperature-che-danneggiano-i-cibi

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