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La vita sta cambiando pelle

VOTO USA, IN WYOMING GUARDANDO A FLORIDA E MICHIGAN

Luciano Clerico

(ansa.it) WASHINGTON - L'America torna a votare per le primarie. Dopo gli importanti Texas e Ohio e' la volta oggi del piccolo Wyoming, un grande territorio dal peso elettoralmente insignificante o quasi, dove Barack Obama parte favorito. Sono chiamati al voto 59 mila elettori per 12 delegati. Tutti democratici. I repubblicani in Wyoming hanno gia' votato (il 5 gennaio scorso, vinse Mitt Romney davanti a Fred Thompson) e il loro candidato ce l'hanno gia' (John McCain), il voto odierno non li riguarda Riguarda invece i democratici. Molto.

L'appuntamento del Wyoming, che in tempi normali sarebbe risultato del tutto secondario, in questa fase delle presidenziali 2008 secondario non e' perche' in casa democratica quelli che si stanno vivendo non sono affatto tempi normali. Troppa tensione. Per questo il partito spera che il Wyoming abbia un effetto calmante sulle polemiche interne. La corsa alla nomination vede sempre piu' contrapposti i candidati Barack Obama e Hillary Rodham Clinton. Lo staff elettorale di Obama accusa Hillary di giocare sporco, lo staff di Hillary accusa Obama di ''doppio linguaggio'' e di inesperienza, una consigliera di Obama ha dato a Hillary del ''mostro'', una consigliera di Hillary a suo tempo aveva dato a Obama del ''drogato''. Entrambi si sono dimessi. ''Troppe parole, troppi nervi scoperti, cosi' non va bene'' dice il partito, che spera in un effetto Wyoming capace di raffreddare gli animi. Tanto piu' che i delegati in palio sono solo 12. Ma e' bene che la coppia Hillary-Obama si renda conto di questo dato: mentre l'America repubblicana si gode con calma la nomination di John McCain, e pianifica i mesi da qui al 4 novembre, l'America democratica assiste a una lotta sempre piu' fratricida che rischia di indebolirla al punto da mettere a rischio la conquista della Casa Bianca. Per questo il Partito Democratico spera che il piccolo Wyoming abbia se non altro l'effetto di rasserenare i toni. Le prime proiezioni danno in vatntaggio Obama con il 58% contro il 40%. Era previsto. Il voto in Wyoming non e' tanto l'occasione per definire la nomination, quanto per riflettere circa l'opportunita' di far rientrare nel gioco democratico Stati importanti come Florida e Michigan, a suo tempo esclusi per 'indisciplina'. Nonostante le indicazioni ricevute, sia Florida sia Michigan avevano infatti voluto anticipare il loro voto a gennaio. Il presidente del comitato direttivo del Democratic Party, Howard Dean, li aveva puniti: dato che avete voluto fare di testa vostra nessuno dei vostri delegati avra' posto alla convention di Denver. I risultati di Texas e Ohio hanno portato molti esponenti del partito a chiedere di rivedere la decisione. ''E' paradossale che uno Stato come la Florida non partecipi alla nomination'' hanno dichiaro alcuni superdelegati. E il partito si e' ulteriormente spaccato. Hillary (secondo calcoli della Cnn) puo' contare al momento su 1.424 delegati, Obama su 1.520. Non sono certo i 12 del Wyoming a decidere. Ma servono per fare il punto sul dibattito circa l'opportunita' di riaprire a Florida e Michigan. Se nei due Stati si tornasse a votare per le primarie, i delegati in palio sarebbero 210 in Florida e 156 in Michigan. Senza contare che la battaglia campale - su questo nessuno ha dubbi - si giochera' il 22 aprile in Pennsylvania, terra di lavoratori e piccole imprese oggi alle prese con una crisi economica senza precedenti. Puo' il partito democratico affrontare un tema cosi' delicato presentandosi diviso? (luciano.cleric@ansa.it).

IL PUNTO SULLA CORSA ALLA CASA BIANCA
John McCain ha matematicamente conquistato la nomination dei repubblicani per la Casa Bianca e l'ultimo dei suoi avversari, l'ex governatore dell'Arkansas Mike Huckabee, si è ritirato. Il martedì elettorale americano ha lasciato invece ancora aperti i giochi sul fronte democratico, con Barack Obama che resta in testa nel conteggio dei delegati sull'ex First Lady Hillary Clinton. Texas, Ohio, Vermont e Rhode Island sono andati al voto ieri. Il Texas disputava sia primarie, sia caucus (assemblee di partito) e l'esito di quest'ultima consultazione è ancora incerto. Ecco un riepilogo della situazione dopo 62 giorni di primarie: la serie dei voti è cominciata il 3 gennaio in Iowa.
Il conteggio dei 'superdelegati' è quello tenuto dalla CNN:
- DEMOCRATICI (delegati necessari per la nomination: 2.025)
1) Barack Obama 1.451 delegati (di cui 194 superdelegati)
2) Hillary Clinton 1.365 " (di cui 238 superdelegati)
(John Edwards, ritirato, controlla ancora 26 delegati)
Totale delegati già assegnati: 2.842 su 4.049

- REPUBBLICANI (delegati necessari per la nomination: 1.191)
1) John McCain 1.226 delegati (di cui 70 superdelegati)
2) Ron Paul 21 " (0 superdelegati)
(255 delegati di Mitt Romney e 251 di Mike Huckabee sono da assegnare e con ogni probabilità andranno a McCain)
Totale delegati già assegnati: 1.753 su 2.380

I candidati per la Casa Bianca competono per conquistare la maggioranza dei delegati che decideranno la nomination del partito alla convention dei Democratici (Denver, 25-28 agosto) e a quella dei Repubblicani (Minneapolis-St.Paul, 1-4 settembre). Oltre ai delegati scelti direttamente con il voto, esiste una quota di 'superdelegati' costituita da senatori, deputati e altri esponenti dei partiti, non vincolati nelle loro scelte. Alla convention dei Repubblicani parteciperanno 2.380 delegati, di cui 463 non eletti nelle primarie: il 'numero magico' da raggiungere per avere la maggioranza è 1.191.

Alla convention dei Democratici prendono parte 4.049 delegati, di cui 796 superdelegati. Il numero magico, per i Democratici, è 2.025. Queste le prossime tappe del voto: 8 Marzo: Wyoming (D) 11 Marzo: Mississippi 22 Aprile: Pennsylvania 6 Maggio: Indiana, North Carolina 13 Maggio: Nebraska (R), West Virginia (D) 18 Maggio: Hawaii (R) 20 Maggio: Kentucky, Oregon 27 Maggio: Idaho (R) 3 Giugno: Montana (D), New Mexico (R), South Dakota.