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La vita sta cambiando pelle

Una vita di battute al vetriolo

(ansa.it) ROMA - Di sé, senza nascondere una buona dose di compiacimento, diceva di essere "un cretino con un po' di talento". Ma dalla Loren a Nanni Moretti, da Antonioni a Visconti, Dino Risi non risparmiava mai nessuno, sempre pronto alla battuta salace, cinica, sprezzante. Come quando due anni fa, parlando della Festa di Roma, disse di Walter Veltroni "non poteva organizzare un Festival del Cinema in Africa?". O come nel 2002 a Venezia, quando gli diedero il Leone alla Carriera e lui per commentare sparò a zero su tutti, dai critici a Nanni Moretti, che proprio quell'anno, con la Stanza del Figlio, aveva vinto a Cannes. Anno dopo anno, sempre spiritoso, spesso un po' cattivo, Risi ne ha avute per chiunque, dalla bella Monica Bellucci ("é tutto tranne che un'attrice") al mito Loren ('per me è un sarcofago etruscò fa dire a Gassman ne Il Sorpasso), espresso giudizi taglienti sui critici (si aspettano che uno faccia il film che loro vorrebbero e non sanno fare) e sui colleghi, impietoso anche con un mostro sacro come Antonioni ("mi fa impressione, sulla sedia a rotelle, costretto a fare film con il suo nome per pagare le medicine"). Ma sapeva anche scusarsi (come fece pubblicamente con la Loren, sempre a Venezia nel 2002, dopo averla offesa definendo "un'operazione mamma" il suo ruolo nel film del figlio Edoardo) e persino rivedere i giudizi, come fece con Moretti, dopo l'uscita de Il Caimano, che sottolineò di aver molto apprezzato ("ha fatto un lavoro straordinario").

Incapace di rinunciare alla battuta al vetriolo, era però anche generoso di complimenti, come con Mastroianni, Gillo Pontecorvo, Benigni, Pupi Avati. E tra i giovani, Paolo Sorrentino e soprattutto Giuseppe Tornatore, del quale aveva amato un po' tutti i film e che riteneva "uno che ha un respiro ampio, come Sergio Leone". Pochi giorni fa intervenuto con Stefania Sandrelli al festival del cinema di Castelvolturno, aveva applaudito Gomorra e Il Divo definendoli "due capolavori di neorealismo". A chi gli dava del cinico rispondeva: "sono realistico". E l'ottimismo? "Uno spot pubblicitario con cui Tonino Guerra cerca di sopravvivere". Di seguito alcune delle battute sui protagonisti più celebri del cinema:

- ANTONIONI: "mi fa impressione, sulla sedia a rotelle, costretto a fare film con il suo nome per pagare le medicine". E anche, a proposito di Eclisse: "due palle...". Ma è vero anche che Risi riteneva Antonioni "un regista da cui i giovani dovrebbero prendere esempio: a novant'anni ha appena finito di girare un film.

- LUCHINO VISCONTI: "Ha fatto Bellissima, che è un film orribile".

- NANNI MORETTI: "si piace troppo, quando vedo i suoi film mi viene da dire: spostati e lasciami vedere il film".

- SOFIA LOREN: "per me è un sarcofago etrusco" (lo dice Gasmman ne Il Sorpasso). E ancora : "Alla Loren auguro di arrivare a cent'anni e posare nuda per un calendario. Però sta diventando un'accanita promotrice di se stessa".

- VITTORIO GASSMAN: "Era un po' trombone". Ma anche "un grande attore di teatro, di quelli con la bella voce, che piaceva alle maestre. Gassman lo si andava a vedere oltre che a sentire. Anche quando recitava Shakespeare, che ha dei brani bellissimi ma altri che sono una rottura di palle spaventosa".

- MARCELLO MASTROIANNI: "L'anima più bella del nostro cinema", uno con cui "era più piacevole lavorare perché non rompeva mai le scatole".

- MONICELLI: "Lui spera che io muoia prima di lui e senz'altro lo accontenterò. Però voglio un premio perché pare che avere novant'anni sia un merito".

- MONICA BELLUCCI: "E' tutto tranne che una grande attrice".

- GILLO PONTECORVO: "Era un grande, la Battaglia di Algeri resta uno dei migliori film politici mai fatti".

- GIUSEPPE TORNATORE: "Uno che ha un respiro ampio, come Sergio Leone, è l'unico".

- SILVIO MUCCINO: " Non mi piace, ha un volto insipido, non mi sembra bravo".

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