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UE, NAPOLITANO: UNIONE POLITICA UNICA STRADA POSSIBILE

(ansa.it) LIONE - La sola strada percorribile per l'avanzamento dell'Europa è lo sviluppo verso l'unione politica. Giorgio Napolitano lo ha detto agli Stati Generali de l'Europa, spiegando che occorre approfondire l'integrazione, essere più coraggiosi e coerenti, altrimenti è a rischio tutta la costruzione dell'Europa, quel che si è fatto in 50 anni.

VOTO IRLANDA CHIEDE PARTECIPAZIONE
Il voto degli irlandesi contro la ratifica del trattato di Lisbona pone innanzitutto il problema "della partecipazione e del consenso dei cittadini" alla costruzione europea. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano agli Stati Generali d'Europa, spiegando che c'é un problema di rapporto tra governati e governanti va risolto con "un discorso di verità". Non si può pretendere che i cittadini si orientino da soli, occorre "una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche degli stati membri".

ANCORA IN 27? E'MOMENTO DELLA PROVA

L'allargamento e sulle istituzioni europee "é giunto il momento della prova", dice Giorgio Napolitano a Lione. Se in 27 e con le regole che ha l'Unione non funziona e non sà nemmeno cambiare le regole "bisogna allora trovare le forme di un impegno più saldo e coerente tra quei paesi che si sono riconosciuti nella scelte più avanzate di integrazione e coesione come quella della moneta unica e dell'eurozona. Con questo accenno allo scenario posto dal nuovo intoppo incontrato nel processo di revisione istituzionale con il no al referendum irlandese, il presidente della Repubblica italiano, ospite d'onore agli Stati Generali de Europa, ha indicato la guida che si pone agli europeisti di oggi, la sfida di vincere riserve, scetticismi e visioni limitate della Unione Europea in un ambito che non prevede la piena integrazione politica. Con il Trattato Costituzionale, quello affossato dai referendum francese e olandese, ha ricordato, era stata intrapresa e tracciata la via dell'Unione politica quale "sola strada percorribile per tutti noi". Il trattato conteneva i necessari cambiamenti delle regole. "In larghissima misura" quelle innovazioni sono state inserite nel testo adottato a Lisbona lo scorso dicembre. Adesso non possiamo permetterci di far naufragare, "travolto dal referendum irlandese" anche il trattato di Lisbona. Non possiamo lasciarci dominare "dal tabù dell'unanimità". "Equivarrebbe a mettere a rischio le conquiste del passato e le prospettive del futuro", conquiste che troppo facilmente si danno per scontate, trascurando di ricordare "quel che sono costati e come sono stati conseguiti", mentre invece bisognerebbe rendersi conto tutti che "non si può far fronte alle sfide del futuro con un Europa debole e disunita".

PER GOVERNI EUROPA SOLO CAPRO ESPIATORIO
Giorgio Napolitano chiama in causa la responsabilità dei governi degli Stati nazionali nella formazione di una coscienza europea e di un consenso a favore dell'integrazione politica. "Troppi governi nazionali hanno indicato l'Europa e in particolare la Commissione Europea, la burocrazia di Bruxelles come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e inefficienze". I governi nazionali, ha aggiunto, hanno gestito gli affari europei "in solitudine preoccupandosi poco di coinvolgere le opinioni pubbliche e i parlamenti.



UE: IL VERTICE PRENDE TEMPO SUL TRATTATO E SUI PREZZI
BRUXELLES - Di fronte alla crisi provocata dal no irlandese al Trattato di Lisbona e all'urgenza di dare risposte all'emergenza prezzi, i capi di Stato e di Governo sono riusciti a concordare un percorso comune che li impegna a continuare il processo delle ratifiche e ad agire per aiutare i cittadini e le categorie più vulnerabili. In entrambi i casi, i 27 hanno preso però più tempo, decidendo di rinviare al vertice del 15 ottobre sia l'esame della "via da seguire" su Lisbona, sulla base di una proposta attesa dal governo irlandese, sia la decisione su molte delle misure indicate per combattere il caro-petrolio, sulla base di un rapporto della Commissione Ue. "L'accordo raggiunto su Lisbona è un passo positivo verso una soluzione, ma non c'é molto tempo", ha detto il presidente di turno, il premier sloveno Janez Jansa, giunto al termine del suo semestre, il primo per un Paese dell'ex blocco comunista.

STRADA DELLA RATIFICA AD OSTACOLI
- La strada decisa per risolvere la crisi istituzionale è irta di ostacoli: il giudizio della Corte costituzionale, al quale è legata la ratifica da parte del Senato, nella Repubblica ceca; la firma del presidente polacco Lech Kaczynscki, che viene rinviata di settimana in settimana, in Polonia; l'appello di un cittadino inglese contro l'approvazione del trattato da parte della Camera dei Lord, in Gran Bretagna. "I premier che lo scorso ottobre hanno firmato a Lisbona il Trattato si sono impegnati a fare il massimo per ratificarlo", ha commentato Jansa. "Ma certo, non possiamo dire oggi quale sarà il risultato". La palla passa ora nelle mani del presidente francese Nicolas Sarkozy, che dal primo luglio assumerà la presidenza europea, che punta a concludere la crisi in tempi utili per votare con le nuove regole alle elezioni europee del giugno 2009. "Questa scadenza non è stata indicata nelle conclusioni del vertice ma rappresenta un nostro auspicio", ha detto Sarkozy, per il quale senza nuovo Trattato l'allargamento è a rischio. "Rinegoziarlo è escluso", bisogna "andare avanti a 27", ha detto il presidente francese. Sulla stessa linea il cancelliere tedesco Angela Merkel per la quale "sarebbe inconcepibile andare avanti senza un trattato riformato". Forte impulso a proseguire il processo di ratifica é giunto anche dall'Italia e dalla Gran Bretagna.

SI' A MISURE FISCALI CONTRO CARO-GREGGIO
- I leader europei hanno dato via libera alle "misure d'urgenza" per alleviare l'impatto sulle famiglie più deboli e i settori più vulnerabili, come la pesca e l'autotrasporto, del rialzo dei prezzi energetici e alimentari, "aumentati del 500% negli ultimi 50 anni". Per quanto riguarda le misure fiscali, che saranno dettagliate in ottobre, diverse sono le ipotesi: dalla tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, sul modello della Robin Hood Tax appena varata dal governo italiano, alla proposta francese di porre un tetto all'Iva che grava sul prezzo del petrolio. Una misura, quest'ultima, sonoramente bocciata dalla Merkel, che si è detta "scettica", e dal premier spagnolo Luis Zapatero, secondo cui un taglio dell'Iva potrebbe portare a una ulteriore fiammata del prezzo del greggio. I leader hanno concordato che ogni tipo di intervento fiscale dovrà essere "temporaneo, mirato e proporzionato", per evitare distorsioni su mercato e concorrenza.

AIUTI A FAMIGLIE E MODERAZIONE SALARI - Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso, ha annunciato l'incremento da 300 a 500 milioni di euro del fondo europeo a favore delle persone e delle famiglie più esposte al caro-vita, ha confermato il varo di misure urgenti per il salvataggio delle flotte da pesca europee e un programma di aiuto all'agricoltura dei Paesi in via di sviluppo. Nel medio-lungo termine, invece, il Consiglio ha chiesto a Bruxelles un più stretto monitoraggio sul funzionamento dei mercati del petrolio e interventi per migliorare la trasparenza su riserve energetiche e stock d'emergenza. Per combattere l'inflazione sono state suggerite anche politiche di moderazione salariale, tra cui il bando dei meccanismi di indicizzazione automatica e il legame degli aumenti retributivi a produttività e competitività.

SLOVACCHIA NELL'EURO - Dal primo gennaio 2009 Bratislava sarà la sedicesima capitale ad entrare nel club di Eurolandia. Dopo la Slovenia, la Slovacchia, entrata nell'Ue con l'allargamento del 2004, è il secondo Paese dell'ex blocco comunista ad adottare la moneta unica. "Questa decisione dimostra che nonostante tutto, l'Europa va avanti", ha commentato Barroso.

BERLUSCONI: RATIFICA PRIMA DELLA PAUSA ESTIVA
Noi abbiamo indicato la volontà dell'Italia di ratificare il trattato di Lisbona prima della pausa estiva: lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della sua conferenza stampa a Bruxelles sul vertice europeo. "Abbiamo parlato - ha detto Berlusconi - del risultato irlandese sul Trattato di Lisbona. Abbiamo espresso rispetto sulla decisione del popolo irlandese ma abbiamo assunto la decisione ferma con le ratifiche del Trattato in modo da arrivare a 26 stati e poi attendere le proposte per una nuova votazione in Irlanda che il primo ministro irlandese si è impegno a far conoscere in occasione del prossimo consiglio il 15 ottobre. L'Italia ha indicato la volontà di arrivare alla ratifica prima della pausa estiva".

BERLUSCONI: NESSUN PROBLEMA CON LA LEGA
"Come dimostrato dall'intervento di ieri di Umberto Bossi, non ci sono problemi al riguardo. Bossi, leader indiscusso della Lega, ha confermato il voto favorevole al Trattato di Lisbona": lo ha detto Silvio Berlusconi, rispondendo a una domanda sulla ratifica del trattato durante la conferenza stampa a Bruxelles sul vertice europeo.