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La vita sta cambiando pelle

Le carrozze speciali peggiorano l'igiene

OSCAR GRAZIOLI

(ANMVI OGGI) Prima di tutto, sarebbe bene assicurarsi che fossero vere e proprie zecche. Già ampiamente accertato da Trenitalia? Sarà, ma non mi fido. Molto spesso le cimici sono state scambiate per zecche, inoltre sono anche molto più "affascinate" dal corpo umano che parassitano volentieri nottetempo, zampettando tra letti e coperte. Possono pasassitare anche altri mammiferi (topi, ratti, ecc), ma il vero ospite prediletto è l'uomo, tanto che il loro nome scientifico è Cimex lectularius (cimice dei letti). Vivono negli agglomerati urbani ad alta densità e scarse condizioni igieniche e le persone che hanno le camere invase da queste sgradite presenze, le portano sui treni, specie nei vagoni con cuccette. Succhiano anche loro sangue e hanno un caratteristico sgradevole odore, specie se schiacciate. In America ed Europa, sono cresciute esponenzialmente, negli anni post Ddt, fino a destare, negli ultimi tempi, l'allarme degli entomologi.

Se si tratta invece proprio di zecche, è ben vero che uno dei serbatoi di questi sgraditi aracnidi (non sono insetti!) è il cane, ma chi viaggia in treno (o in aereo o in autobus) con il proprio beniamino, di solito, è un padrone molto attento che osserva scrupolosamente le norme di igiene e prevenzione parassitaria. I cani fortemente parassitari da zecche sono quelli che vivono in zone di campagna, specie nel mezzogiorno, solitamente a contatto con greggi di pecore, capre o dove ci siano alte concentrazioni di caprioli e altri mammiferi selvatici che sono i reali serbatoi di questi "ragnetti". Dubito che l'allevatore e cacciatore sardo, pugliese o siciliano prenda il treno con cuccetta assieme ai suoi quattro o cinque cani pieni di zecche. Già ci sono enormi difficoltà e odissee inenarrabili per chi cerca di viaggiare con il proprio cane o gatto sui mezzi pubblici. ci manca solo che ci si metta anche Trenitalia a prendere provvedimenti drastici vietando loro di viaggiare o creando vagoni-canili, quando la prima norma epidemiologica di prevenzione delle malattie è quella di non favorire la concentrazione di uomini o animali. Sarà meglio che Trenitalia controlli severamente i passeggeri che dormono, mangiano, si spogliano, mingono e fanno sesso tirando sì e no le tendine, in scompartimenti dove la puzza di formaggio marcio si mescola ad altri "sentori" molto simili e l'igiene non regna certo sovrana. Quello è l'ambiente adatto per insetti e aracnidi che parassitano l'uomo. Lì, sarebbe bene prendere seri provvedimenti, dottor Moretti. 12 SETTEMBRE 2008