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La vita sta cambiando pelle

Testimonianza protesi peniene

LA TESTIMONIANZA - Parla un bolognese di 54 anni affetto da impotenza causata dal diabete. «Ero rassegnato a vivere una vita non completa. Con la protesi ho ritrovato la mia serenità di coppia»

«Manca l'informazione. Le persone devono sapere che esistono soluzioni definitive per un problema che non è esclusivamente maschile, ma riguarda la vita della coppia in generale. Ho deciso di raccontare la mia storia proprio per questo motivo: perché si sappia che l'impotenza maschile non è più una difficoltà insormontabile». Chi parla ha 54 anni, è di Bologna, di professione è operaio. Per tutelare la sua privacy non citeremo nome e cognome. Una vita comune a tante altre: famiglia, amici, lavoro. E come tanti italiani, una malattia con cui convivere: il diabete (sono 3 milioni gli italiani affetti dalla malattia e altrettanti quelli inconsapevoli). Fino agli inizi del Duemila, quando il diabete, una delle principali cause di impotenza, gli blocca totalmente la funzione erettile e lo rende impotente: «Ho iniziato ad accusare i primi sintomi a 45 anni -racconta l'uomo-. Avevo poche erezioni e molta paura. Ho cercato subito una soluzione e, come molte altre persone, mi sono interessato alle pillole senza, però, ottenere nessuna soddisfazione».

Un problema, quello delle pillole senza effetto, «che colpisce il 30% dei maschi italiani affetti da disfunzione erettile» spiega Edoardo Pescatori, responsabile dell'unità operativa di andrologia dell'Hesperia Hospital di Modena. Degli oltre 3 milioni di italiani che soffrono di disfunzione erettile, dunque, circa 900mila maschi non trovano risposte nei farmaci, per un totale di 1.800.000 coppie. Uomini e donne che si trovano di fronte a una condizione privata drammatica che, il più delle volte, porta a incrinature nel rapporto di coppia. Come è accaduto al 54enne di Bologna: «La mia quotidianità stava mutando lentamente, ma in maniera significativa. Se con gli amici e i colleghi di lavoro problemi non ce n'erano, con mia moglie la situazione peggiorava di giorno in giorno. Dall'iniziale disagio fino alla rottura completa. La vita sessuale di una coppia è il collante per un rapporto sereno. Credo che su questo punto tutti siano d'accordo». Solo nel 2002, a distanza di quattro anni dai primi sintomi, il 54enne viene a conoscenza di una realtà di cui era totalmente estraneo: le protesi peniene. «Non ricordo come sono venuto a conoscenza di questa possibilità -ricorda- e questo dovrebbe bastare per far capire quanta poca informazione c'è sull'argomento. Nessuno, nemmeno il mio medico di famiglia, mi aveva prospettato questa possibilità. Molto sinceramente, mi ero rassegnato a vivere una vita non completa. A 49 anni pensavo di avere chiuso per sempre con il sesso. Immaginatevi il mio stato d'animo». L'uomo corre dallo specialista, si fa spiegare nel dettaglio cosa sono e come funzionano le protesi e decide, senza tentennamenti, di optare per questa soluzione: «Avevo delle aspettative altissime che, alla fine, si sono tutte concretizzate. Mi era stato spiegato che la mia vita sessuale sarebbe stata identica a prima dell'insorgere delle disfunzioni, senza nessuna differenza. E così è stato. Dopo un primo periodo di riabilitazione, che dura poco più di un mese, ho ricominciato a sorridere. Una possibilità che, colpa della scarsa sensibilizzazione e informazione, non tutti possono prendere in considerazione». Stando ai dati della Sia (Società italiana di andrologia) relativi al 2006, su una stima per difetto di 400mila uomini affetti da disfunzione erettile grave, in Italia sono stati eseguiti 1.200 interventi di chirurgia protesica, pari allo 0,4%. ««È necessario sensibilizzare la popolazione maschile sulla tematica -esorta Pescatori, andrologo specializzatosi nel settore delle disfunzioni erettili a Boston- perché la protesi peniena è una terapia che permette un elevato grado di soddisfazione sia per la partner sia per il soggetto con grave difficoltà di erezione che altrimenti non avrebbe altre possibilità per recuperare una vita sessuale pienamente appagante. Le moderne conquiste delle biotecnologie permettono, infatti, grazie alle protesi idrauliche, di avere un'attività sessuale identica a tutti gli altri uomini». A Bologna, un uomo di 54 anni ha ritrovato il sorriso, la serenità e una nuova compagna.

Le protesi peniene

Si distinguono in "non idrauliche" e "idrauliche". Le prime sono i più semplici: costituite da due cilindri di consistenza costante che producono un'erezione di rigidità sufficiente alla penetrazione, ma altresì tale da permettere la flessione del pene per essere riposto negli slip. I modelli idraulici sono costituiti da due cilindri, un dispositivo di controllo sottocutaneo a livello scrotale e un serbatoio di liquido posizionato internamente (solitamente dietro l'osso pubico). Si ha un sistema a circuito chiuso, dove il liquido viene trasferito ai due cilindri per ottenere l'erezione e, sempre a comando manuale, viene ritrasferito al serbatoio per ottenere la flaccidità. La protesi idraulica permette di ottenere un'erezione di consistenza e aspetto non distinguibile da un'erezione naturale

Edoardo Pescatori. Classe 1960, nato negli Stati Uniti (Massachussets), laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Padova, si è specializzato nel settore delle disfunzioni sessuali maschili a Boston. Oggi, è responsabile del Servizio di Andrologia dell'Hesperia Hospital di Modena e componente dell'unità operativa di Andrologia del SISMER di Bologna. È' associato alle più importanti società italiane e internazionali del settore: SIA (Società Italiana di Andrologia), SIU (Società Italiana di Urologia), ESHRE (European Society Of Human Reproduction), ESSM (European Society of Sexual Medicine) e ISSM (Internation Society of Sexual Medecine). Autore di numerose pubblicazioni in materia di problemi sessuali maschili e disfunzioni dell'apparato genitale maschile è co-direttore scientifico del Giornale Italiano di Medicina Sessuale e Riproduttiva («GIMSeR»), la rivista scientifica della Società Italiana di Andrologia. Info: www.andrologiapescatori.it.