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La vita sta cambiando pelle

SAN ROCCO: IL CANILE LAGER DI BRESCIA

Buongiorno Sig. Boschi, 

mi rivolgo a Lei avendo trovato il suo indirizzo e-mail  in un sito mentre cercavo notizie sul randagismo.

Non so se sto parlando con la persona giusta ma dopo anni e anni di volontariato in un canile della provincia di Brescia (esattamente dal 1982) ora non so più a chi rivolgermi.

Sono di Brescia e presto volontariato.

La struttura del Canile "San Rocco" di Calcinatello (Bs) è privata e gestita totalmente dalla Sig.ra Abeni Adelina che è anche proprietaria del terreno dove sorge la struttura stessa. Il canile ospita attualmente circa 500 cani e, a parte in uno spazio destinato a gattile, la signora ha una sessantina di gatti.

Perchè le scrivo?

Se Lei digita su google  "Canile di Calcinatello" e sorvola sul sito ufficiale dove tutto sembra rose e fiori, ci sono pagine e pagine della storia di questo canile, non ultima quella del sequestro effettuato nel febbraio 1999 (di cui Le invio copia in allegato)[1]  di cui io ed altri volontari  siamo responsabili.

Per arrivare al sequestro, abbiamo dovuto lottare contro Asl che non si è mai occupata della struttura, (a quel tempo nel canile erano presente circa 1000 cani randagi) e contro tutti quegli Enti preoposti che avrebbero dovuto garantire le condizioni sufficientemente vivibili  per  i tanti animali ricoverati nella struttura.

Dopo l'avvenuto sequestro, la Sig.ra Abeni è stata allontanata dal canile e noi tutti volontari ce ne siamo presi carico cercando aiuti presso altre Associazioni, verso privati tramite banchetti di raccolta fondi e divulgazione di materiale informativo.

Abbiamo promosso le adozioni degli ospiti del canile, quelle possibili,  abbiamo provveduto a curare gli animali sofferenti e sterilizzare le cagne presenti nella struttura.

La magistratura incaricata del sequestro ci aveva lasciato 2 anni di tempo per cercare un nuovo terreno da adibire a canile per trasferire i cani rimasti nella struttura. Naturalmente con le nostre finanze non ce l'abbiamo fatta e il canile è ritornato nelle mani della Abeni.

Le condizioni attuali del canile sono molto precarie ovvero le reti dei box stanno per crollare; i cani aumentano ogni giorno di numero; ci sono dei locali adibiti a degenza che sono in condizioni pessime dove la Abeni non ricovera i cani malati (come dovrebbe avvenire) ma chiude in queste piccole gabbie tutti i cani che arrivano per non mescolarli ad altri e questi cani non escono mai.

All'ingresso della struttura tra pane, scatolette, coperte pulite e sporche, sacchi dell'immondizia, mangime ecc. ci sono liberi una trentina di cani, grossi e piccoli, che convivono a fatica insieme litigando spesso e qualcuno fra loro di tanto in tanto paga con la vita.

La Abeni non fa  adozioni volentieri, nel senso che manda via spesso le persone, coppie o famiglie che siano, che vorrebbero entrare per poter scegliere un cane da adottare, adducendo che lei non ha tempo oppure che i cani che ci sono non sono adottabili.

Ora, io con la Sig.ra Abeni non ho un buon rapporto, soprattutto da quando ho partecipato al sequestro, ma quello di cui mi importa in assoluto è il benessere dei cani.  

Noi volontari ci siamo rivolti più volte alla Asl competente (sia di Brescia, dal Dr. Penocchio e dal Dr. Scarcella, sia quella di Montichiari nella persona del Dr. Cavagnini).

Tutte queste persone non si sono mai impegnate a fare nulla di nulla pur sapendo la situazione pessima  del canile (peraltro documentata da fotografie) dicendo che essendo un canile privato, non è compito loro provvedre al controllo della situazione.

A questo punto io chiedo se è possibile fare effettuare dei controlli a sorpresa nella struttura tramite NAS per verificare tutto ciò di cui ho scritto e vedere se in qualche modo è possibile migliorare le condizioni di vita dei cani.

La pregherei se potesse di rispondermi o di contattarmi direttamente.

Sono comunque in grado di inviarLe tutte le foto che rappresentano quello di cui Le ho scritto sopra.

Desidererei, visto i rapporti difficili con la Sig.ra Abeni, che Lei mi avvisasse prima di qualunque azione in merito al canile perchè l'ultima cosa che vorrei è essere allontanata dai miei meravigliosi cani, ne soffrirei troopo.

Sperando in una Sua cortese risposta, La saluto e La ringrazio per l'attenzione che mi ha dedicato.


[1] BRESCIA / Nei recinti 900 animali malati e malnutriti

Sotto sequestro il canile lager

BRESCIA / Nei recinti 900 animali malati e malnutriti. Sotto sequestro il canile lager

BRESCIA - Sequestrato il canile - lager di Calcinatello - a ridosso dell' autostrada A4 e poco distante dal centro abitato di Calcinato - dove vivono novecento cani malati e malnutriti. Il provvedimento, firmato dal sostituto procuratore presso la pretura di Brescia, Maria Chiara Minazzato, dopo le numerose denunce per maltrattamento degli animali e le pessime condizioni igieniche della struttura, e' stato eseguito ieri mattina dai carabinieri alle porte di Brescia, guidati dal maresciallo Antonio Colabella. I militari si sono avvalsi della collaborazione di venticinque volontari delle associazioni animaliste Leal, Lav, Adan, Lac e medici della Asl di Brescia, tutti muniti di guanti, mascherine e sacchi di plastica ai piedi per motivi igienici. Per l' intera mattinata, hanno lavorato fra feci, resti di cibo avariato, rinvenendo anche una fossa comune con decine di resti di animali. "Un sequestro di tale portata - hanno sottolineato il veterinario Mauro Cervia e il giornalista televisivo Emilio Nessi, che ha scoperto il canile - lager - non era mai avvenuto in Italia". La Pretura ha anche affidato la custodia giudiziaria del canile a Edda Bertuetti Riccarando, presidente dell' Associazione difesa degli animali e natura (Adan) che, in collaborazione con i volontari, provvedera' alla cura dei cani e alla pulizia della struttura, di proprieta' di Adelina Abeni, denunciata piu' volte dagli animalisti e da Emilio Nessi per maltrattamento degli animali. Sorto nel 1985, il canile San Rocco era stato autorizzato dal Comune di Calcinato per ospitare 180 animali. Complici l' incuria e l' abbandono di molti proprietari scriteriati, nel ' 90 gli ospiti erano gia' saliti a cinquecento, nel 1997 erano piu' di mille. Con il continuo aumentare del numero dei cani, sono progressivamente scattate anche le denunce alla magistratura e le ordinanze di sgombero, sempre respinte dalla proprietaria fino all' intervento di ieri mattina dei carabinieri.

Cassamali Carlo

Pagina 51 - (26 febbraio 1999) - Corriere della Sera

 

canile lager

non so proprio come si faccia a non definire il canile di calcinatello un lager. Io parlo della mia esperienza. Volevo adottare un cane. Vivo a pochi km dal canile, così deciso di andarci. Vengo accolta da alcuni volontari che mi fanno entrare e guardare i cani disponibili, dicendomi che ce n'erano tantissimi da adottare. All'ingresso, a parte, la confusione e lo sporco, c'era un cane molto vecchio con delle ferite, agonizzante, con gli altri cani che gli passavano sopra. Una scena pietosa e brutale che mi ha molto colpita. Comunque, a maggior ragione che le condizioni dei cani erano pessime, si era rafforzata in me la convinzione di salvarne almeno uno. Dopo averli visti tutti, con molta disponibilità dei volontari, sopraggiunge una sig.ra che credo fosse la proprietaria. Mi chiede il motivo della mia presenza al canile ed io le manifesto l'intenzione di adottare un cane. La risposta è stata: Non ce ne sono da adottare. Ho pensato subito che ci fosse qualcosa di marcio. Due minuti prima avevo visto centinaia di cani che litigavano tra di loro, si azzuffavano, morivano di stenti, malandati, con ferite evidenti e non curate ed un attimo dopo mi si diceva che non c'erano cani a disposizione. Mi sono chiesta: Che interesse hanno ad avere tanti cani se lo scopo non è l'adozione? Che fine fanno realmente questi animali? Non lo so ma di sicuro non si può definire questo canile in altro modo.. è un lager. L'unica nota positiva erano i volontari che cercavano realmente di fare del loro meglio ma il lavoro era tanto, i cani troppi.. e a quanto pare chi lo gestiva non aveva interesse a farli adottare. Chi di competenza faccia qualcosa.

W IL CANILE DI CALCINATELLO

W IL CANILE DI CALCINATELLO!

Mi chiamo Alessandro Pizzamiglio e questa e' la mia esperienza riferita al suddetto canile. Nel 2006, esattamente un sabato mattina , nel mese di marzo, decido con mia moglie, di recarmi presso un canile per realizzare il sogno di una vita, possedere un cane. Chiamo una mia cugina conoscitrice del mondo canino e dopo 10 minuti esatti io e mia moglie siamo in viaggio verso il canile di calcinatello.Senza alcun avvertimento per chi ci lavorava al tempo, senza una idea precisa sul tipo di cane che avremmo adottato e senza essere mai stati in un canile raggiungiamo il posto. Suoniamo il campanello e una signora, molto gentile, ci fa entrare. Il caos dei cani e' totale. Abbaiano tutti come matti, quasi volessero attirare l'attenzione su di se. Pur essendo neofiti capiamo che il rumore e' piu' che normale visto che si tratta di cani che difendono il luogo in cui vivono da estranei, cioe' noi, che, allegramente, cominciamo il giro. Cani molto anziani, alcuni malandati dall'età, sono sdraiati ai lati della rete vicino alle proprie cuccie. Scopro, chiedendo lumi alla signora, che l'ingresso in cui mi trovo se non ci sono visitatori e' molto tranquillo e i cani piu' malandati vengono seguiti meglio e non sono costretti a spostamenti logoranti quando vengono medicati, curati e devono mangiare ed espletare i bisogni. Superata questa prima zona piu' caotica attraversiamo un cancellino e gli spazi si fanno subito molto ampi. Noto subito tanta erba. Certo non il prato inglese, che non ho manco a casa mia, ma ciuffi d'erba che mi danno piu' tranquillita' di una distesa di arida terra. Intorno a noi, come all'ingresso, tante ragazze e qualche ragazzo, indaffarati ci sfrecciano  vicino, chi con in mano vanghe, chi con cariole e ciotole e anche questo mi da subito serenita' perche' vedo che i volontari sono tanti quindi se i cani fossero trattati male o subissero degli abusi gli occhi che potrebbero testimoniare o intervenire sono tanti. Camminiamo in parte ai recinti, tutti dotati di reti, cancellino per l'accesso, cucce, spazi molto ampi e ciotole d'acqua. Non mi stupisco che i cani siano sporchi perche', ragionandoci un secondo, non puo' essere altrimenti. Non ho mai visto un cane di un privato, che viva all'aperto, che non sia sporco. I recinti, al contrario, sono in ordine, non specchi, ma piu' che accettabili. La signora ci descrive il carattere di tutti i cani che vediamo. Io per ben 2 volte mi soffermo davanti a due recinti e la signora mi dice che l'hasky che sto' guardando non e' adottabile.......perche' morde e non e' il caso di metterlo in un appartamento, seppur grande come il nostro. Stesso trattamento per un pastore tedesco femmina anch'esso incline al morso. Poi d'un tratto vengo folgorato da Zara. Mi fermo davanti alla sua gabbia mentre lei e' intenta a "discutere" abbaiando con un vicino di recinto. La chiamo, si ferma, mi guarda e si avvicina alla rete giustamente timorosa di questo estraneo. La signora, che ci precedeva, torna sui suoi passi e comincia teneramente a descrivere il carattere del cane che, attraverso la rete, cerchiamo di accarezzare.Pastore tedesco, femmina, splendida, gia' di tre anni.....continuiamo il giro ma il mio cuore rimane da Zara. Giriamo tutto il canile ormai curiosi di terminare il giro e di vedere tutta la struttura. Faccio domande, e da curioso quale sono, ne faccio tante. Chiedo di andare fino in fondo al terreno per vedere tutti i cani e vengo tranquillamente accontentato. Il giro sara' lungo e terminera' in una zona del canile tutta cementata e visivamente piu' nuova e ordinata ma continuo a preferire la zona piu' "naturale". Ritireremo Zara dopo una settimana. Vaccinata e spazzolata.La porteremo, nei 2 anni e mezzo che precedono la sua morte per tumore allo stomaco, almeno 4 volte con noi a far visita al canile  per salutare la signora Adelina e alcune volontarie. Zara, stazionando fuori dal cancello del canile, MAI DARA' SEGNO DI NERVOSISMO, ANSIA, PAURA O RANCORE.Ora siamo alla seconda adozione, una dobermann di 2 anni e mezzo, e il canile di calcinatello resta e restera' il mio riferimento qual'ora decidessi di adottare un cane.Alessandro Pizzamiglio.

 

Si calcinatello non sarà

Si calcinatello non sarà uno dei canili piu' belli di Brescia, ma posso assicurare che i cani mangiano e vengono portati dai veterinari perche io sono una volonatia del canile San Rocco che fa queste cose. Il problema è che mancano volontari!!!!

Anch'io ero una volontaria

Anch'io ero una volontaria ma quando sono arrivata per la prima volta sembrava che dessi fastidio alle altre volontarie,mi arrivavano certe occhiate!Sì perchè la maggior parte di voi volontarie di Calcinatello deve capire che far del bene non è solo pulire le cacche e dare il biscottino x fare rientrare i cani nei recinti e anche in fretta dovete farlo perchè si sa i vostri impegni chiamano...nonostante io avessi ormai conosciuto bene i cani di cui mi occupavo dovevo sempre essere affiancata da una che aveva sempre fretta e che si spazientiva assai se io mi soffermavo un pò di più a coccolare o far giocare i cani...me ne sono andata perchè questo secondo me non è aiutare i cani...ora sono da un'altra parte ed è tutto diverso.Cordiali saluti

regolamentazione dei lager a livello nazionale?

Come si può far sì che questi luoghi di detenzione siano regolamentati a livello nazionale con leggi che sanzionino i reati di maltrattamento? Fortunatamente oramai abbandono e maltrattamento di animali sono puniti con multe e galera (o per lo meno ci si prova) perchè invece questi lager sono anzi legittimati dai comuni che li convenzionano? e i "proprietari" pagati per dare sofferenza? come mai queste leggi non vengono applicate anche a loro? cosa possiamo fare? se ci sono bravi cittadini che denunciano e che darebbero la vita per migliorare le condizioni dei poveri animali prigionieri perchè chi di dovere non agisce? non esistono strumenti legislativi per difenderli? Chiedo a chiunque competente se esiste un modo pratico per cambiare davvero le cose. grazie a tutti marco

Canile San Rocco...

Caro Luigi,
ho chiesto notizie a un mio amico dell' ENPA di BS che è a conoscenza
della situazione e  mi ha riferito che  per anni  anche questa sezione ha
inutilmente battuto le strade legali percorribili, senza ragiungere alcun
risultato, per cambiare la situazione. Nei prossimi giorni la presidente
mi fornirà, comunque, ulteriori informazioni che ti farò avere.
Consiglierei all'autore della accorata lettera di mettersi in contatto con l'ENPA di BS.

Lella Gialdi
ENPA PARMA

Grazie Lella

Grazie Lella,
mi metterò in contatto con l'ENPA di Brescia.