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La vita sta cambiando pelle

ORSO MARSICANO FRONTIERA DELLA BIODIVERSITA'

(ANSA) ROMA - Grande, grosso, goloso di frutta e soprattutto amante della tranquillità. E' l'identikit dell'Orso Marsicano protagonista dei due progetti Life Natura condotti dal Corpo Forestale dello Stato fra il 1994-96 e il 1999-2003 che hanno dato vita alla 'Task Force Orso' e a un Piano di Conservazione. Il Piano di conservazione - presentato nella sede del Corpo Forestale dello Stato - tiene conto di tutte le problematiche di conservazione della specie sull'area potenziale compresa fra i Monti Sibillini a nord e il Matese a sud; la Majella ad est e i Monti Simbruini a ovest.

 "Secondo i nostri rilevamenti attualmente esiste un nucleo di orsi fra i 45-50 esemplari - spiega Giovanni Potena responsabile dell'Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Castel di Sangro - che vivono in un'area di circa 1.600 chilometri che comprende il Parco dell'Abruzzo e le zone limitrofe".

Lo studio condotto dal Corpo Forestale ha individuato nell'intero areale storico appenninico un territorio idoneo all'orso ampio circa 10.000 kmq e sono stati individuati 4 possibili corridoi di spostamento degli orsi dall'areale primario verso le altre aree protette e i territori idonei a nord ed est. Il Piano di conservazione ha migliorato gli habitat in termini di tranquillità, impedendo e/o regolamentando il transito di veicoli lungo oltre 150 km di piste di montagna; ha migliorato gli ecosistemi forestali, con la diversificazione strutturale (oltre 400 gli ettari interessati), e oltre 10.000 le piante messe a dimora fra fruttifere, arboree e arbustive; cura il monitoraggio delle risorse alimentari, con campionamenti estensivi della produzione stagionale di oltre 20 specie di alberi e arbusti fruttiferi.

Questo lavoro ha interessato aree via via più estese, fino ad arrivare ad oltre 1.600 kmq dal 2003 abbracciando tutto l'areale primario dell'orso. La popolazione di questi animali necessita però - sottolinea lo studio - di forti azioni di tutela. La mortalità dei cuccioli, ad esempio, è fra il 40-50% ed è dovuta alle malattie trasmesse da altri animali.

Un'altra causa di morte dell'orso è la sua uscita dal suo habitat e lo sconfinamento in zone dove è consentita la caccia al cinghiale, animale con il quale viene spesso confuso dai cacciatori. Animale tranquillo e che ama la solitudine, l'orso - secondo gli studi del corpo forestale - ha un ruolo marginale sia per quanto riguarda i danni al bestiame domestico sia alle colture. "L'orso è un animale fedele alla sua fama", conferma Potena, "rifugge la confusione, cerca la tranquillità, se vede l'uomo scappa. L'unico rischio è che venga pesantemente molestato e allora reagisce, come tutti".

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